giovedì 21 novembre 2013

Rivalutazione quote Bankitalia, slitta decreto

Rivalutazione quote Bankitalia, slitta decreto, governo aspetta lettera Bce

ROMA (Reuters) - Il governo rinvia a martedì prossimo anche il decreto legge sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia, dal quale il ministero dell'Economia si aspetta nel 2014 un gettito una tantum di poco superiore al miliardo di euro.
"Aspettiamo una lettera della Bce, potrebbe arrivare a giorni", spiega una fonte governativa.
Avvalendosi di un comitato di esperti, Via Nazionale ha indicato in 5-7,5 miliardi il valore corretto delle sue quote a fronte dei 156.000 euro previsti da una legge che risale agli anni trenta.
Il governo vuole rendere le quote scambiabili e introdurre un limite quantitativo massimo per trasformare la Banca d'Italia in una public company.
Qualsiasi decisione richiede tuttavia il parere preventivo della Banca centrale europea.
(Giuseppe Fonte)

Quote Bankitalia: lettera aperta a Sironi, rettore Univ. Bocconi

Quote della Banca d'Italia: lettera aperta a Sironi, rettore dell'Università Privata Luigi Bocconi




Egregio Professore,

apprendo che Lei è stato designato, assieme a Franco Gallo, già Presidente della Corte Costituzionale, e a Lucas Papademos, già Vice Presidente della Banca Centrale Europea e Primo Ministro della Repubblica di Grecia, nel Comitato di esperti di alto livello incaricato di effettuare una valutazione delle quote di partecipazione in Banca d'Italia.
La propaganda mediatica insiste ad attribuire a codeste quote un valore positivo, mentre noi sappiamo che gli assetti detenuti da Banca d'Italia rappresentano il controvalore del signoraggio EFFETTIVO che essa ha distolto contabilmente e che - più prima che poi - dovrà restituire alla Repubblica Italiana.

Nel caso non tanto remoto che la Banca d'Italia venga riconosciuta dall'autorità giudiziaria come una associazione a delinquere e/o di stampo mafioso, ad esempio, e gli indizi son già tanti, è ovvio che saranno i partecipanti alla stessa ad essere chiamati alla sbarra per risponderne penalmente, e non solo. In questo caso la società Banca d'Italia perderà lo status di fantasma giuridico assieme ai partecipanti che saranno chiamati a risponderne in solido penalmente e patrimonialmente, oltreché dei danni ingentissimi apportati nel tempo al popolo italiano. Proprio recentemente la Cassazione ha riconosciuto una ulteriore fattispecie di danni, quella esistenziale, che ben si attaglia alla situazione di parecchi milioni di italiani che ne sono stati vittime..

Ma rimaniamo sulla mera questione contabile e vediamo quant'è il risarcimento che il "sistema Banca d'Italia" verrà chiamato comunque a rimborsare per la falsa contabilizzazione della rendita monetaria. Poiché sappiamo che la rendita effettiva, ovvero il controvalore monetario del denaro creato sotto forma di depositi, prestiti, banconote, etc. ammonta ad almeno 50 volte il debito pubblico, perché sappiamo che i titoli del tesoro sono stati usati TUTTI almeno una volta come base del moltiplicatore (ovvero come riserva frazionaria, che nell'area euro era al 2%), dobbiamo spalmare almeno 100 trilioni di euro di debito tra i partecipanti a Bankitalia come corresponsabilità. Ecco che ci accorgiamo che la quota di partecipazione diventa una vera e propria Liability per l'ente partecipante e che tale Liability assume una dimensione enorme rispetto alla capitalizzazione dei partecipanti stessi. Nel caso della CARIGE, ad esempio, pesa circa 7.200 volte il capitale depositato (dato non consolidato con le eventuali partecipate e relativo alla quota di partecipazione rappresentata dai diritti di voto).

A questo punto diventa evidente che tutti i bilanci delle partecipate sono falsi e vanno corretti e che la posizione debitoria reale - come ho già fatto notare allo SHADOW COUNCIL della BCE - è notevolissima e non più trascurabile.

Spero che Lei voglia tenerne nota nelle sue considerazioni finali, anche senza citarmi personalmente, come si usa, e che faccia poi presente all'amministrazione dello Stato che in questo caso la cifra recuperabile dall'amministrazione non copre solo l'IMU, ma bensì - e senza contare i danni - una quota enormemente superiore al valore recuperabile nell'ipotesi della semplice tassazione delle partecipazioni come fin'ora proposto.

Nella certezza - caro rettore - che vorrà degnare di un commento le mie considerazioni, dopo averne fatto parte gli altri due esperti incaricati, Le rivolgo cordiali auguri di un proficuo lavoro.

Marco Saba
Direttore della ricerca
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org

mercoledì 20 novembre 2013

Incontro pubblico al Comune di Vigonovo


Bankitalia fa sparire 8.300 immobili frutto del signoraggio sovrano

SBANKITALIA SCORPORA IL MATTONE - L’IMMENSO PATRIMONIO IMMOBILIARE DELLA BANCA D’ITALIA VIENE CONFERITO AL FONDO SIDIEF: ALTRE 6.500 UNITA’

Il prossimo gennaio la società di proprietà al 100% di Bankitalia sarà pronta per tentare il megascorporo della proprietà immobiliari “non strumentali”, tramite il conferimento di ramo d’azienda - Un primo step di vendita è andato male e oggi si tenta la replica ma senza base d’asta…

visco ignazioVISCO IGNAZIO
Sarà pronta il prossimo gennaio per un'inaugurazione ufficiale quella che sarà la maggiore property company italiana. In quella data Sidief, società di proprietà al 100% della Banca d'Italia che oggi gestisce 1.800 unità immobiliari, di cui 1.200 appartamenti a Milano e nel Nord Italia affittati prevalentemente ai dipendenti, avrà ricevuto un conferimento di altre 6.500 unità immobiliari.
L'obiettivo di Banca d'Italia è scorporare tramite il conferimento di ramo d'azienda gli immobili non strumentali direttamente detenuti e che oltre agli appartamenti (il 90% del portafoglio) contano anche piccoli uffici, box e negozi dislocati in tutto il territorio nazionale.

MAGLI: “PRODI E CIAMPI HANNO MASSACRATO IL PAESE”


L’IRA DI IDA: C’EURO UNA VOLTA L’ITALIA - LA MAGLI: “PRODI E CIAMPI HANNO MASSACRATO IL PROPRIO PAESE, VOLONTARIAMENTE E SENZA SCRUPOLI”

‘’Che l’euro avrebbe indebolito l’Europa era chiaro a tutti, ma a ridurre in macerie l’Italia è stato il folle cambio deciso da Prodi e Ciampi - Un “errore”? Impossibile, considerata la loro competenza ma di una loro precisa volontà’’…

EURO CRACEURO CRAC
Per gentile concessione dell'editore, pubblichiamo stralci del libro «Difendere l'Italia» (Bur, 266 pagine, 11 euro, disponibile anche in ebook a 8,99 euro).
I brani scelti sono tratti dal capitolo 3, parte seconda: «L'identità italiana nell'organizzazione del potere». Il libro è disponibile da oggi.
Sono passati circa settant'anni da quando è stata progettata l'unificazione europea e le conseguenze sono state catastrofiche per tutti gli Stati che vi hanno aderito. Le Nazioni hanno perso la libertà e l'indipendenza, quella libertà e quell'indipendenza che erano state conquistate con le durissime lotte, con l'eroismo e la morte dei patrioti dell'Ottocento e della Prima guerra mondiale. [...]
EURO CRACEURO CRAC
Dopo settanta anni di tentativi falliti, dopo le tragiche vicende di una crisi che è tutt'altro che una crisi ma una catastrofe economica, politica, culturale, morale quale le Nazioni europee non avevano mai vissuto, si sentono risuonare per l'ennesima volta in questi giorni, le parole dei piccoli dittatori che governano (che fingono di governare) la Grecia, l'Italia, la Francia e che affermano, come ha fatto François Hollande nel suo discorso alla Nazione del 16 maggio 2013: «Nei prossimi due anni faremo l'unione politica europea».[...] L'aspetto più grottesco di questa situazione già così tragica sono le vuote chiacchiere dei difensori dell'Europa.

On. TOFALO: governo LETTA, servo dei poteri finanziari

martedì 19 novembre 2013

ADUSBEF: BANCHE - COMPLICE BANKITALIA - AGGIRANO TAGLIO TASSI

BCE: ADUSBEF, BANCHE CON COMPLICITA' DI BANKITALIA AGGIRANO TAGLIO TASSI


(AGENPARL) - Roma, 19 nov - Le banche italiane, aduse con la diretta complicità di Bankitalia a spennare i risparmiatori ed a saccheggiare i correntisti, con costi dei conti correnti pari a 347 euro l’anno, il triplo dei 114 euro della media europea, leste come lepri ad adeguare i tassi quando aumenta il costo del denaro, non hanno mai rispettato le decisioni di politica monetaria quando il costo del denaro diminuiva, rintuzzando le comprovate accuse mosse dai consumatori. Per la prima volta hanno ammesso candidamente oggi, che non rispetteranno i tagli al costo del denaro, poiché- come ha affermato Gianfranco Torriero, direttore centrale Abi e responsabile ufficio studi:” La decisione della Bce di tagliare i tassi dello 0,25% aiuta, ma per una riduzione significativa dei tassi sui prestiti applicati a imprese e famiglie che in Italia sono più elevati che in Europa sarebbe più utile una riduzione dello spread''. L’ineffabile Torriero, commentando il rapporto mensile dell'associazione secondo cui i tassi in Italia sono al ‘4,34 per i prestiti fino a 1 milione di euro contro il 3,74% della media europea e del 2,98 (contro il 2,21%) per quelli oltre tale soglia, ha aggiunto che ci vuole un calo dello spread, che per l'Italia sarebbe paragonabile a una mossa di politica monetaria espansiva’, dimenticando di aggiungere che lo spread è fissato dalle stesse banche, che lo mantengono artificialmente più alto per drenare profitti sulla pelle dei consumatori e delle famiglie. Dall’ultimo rapporto Adusbef, emergeva che un cittadino italiano che riesca a superare le forche caudine poste dalle banche per accedere ad un mutuo (reddito, garanzie, ipoteche, fidejussione, polizze assicurative, esami del sangue clinici e biometrici, ecc.) tendenti ad ostacolare i giovani che vogliono acquistare una casa per formarsi una famiglia, a conclusione dell’agognato mutuo trentennale di 100.000 euro, dovrà pagare all’idrovora bancaria ben 33.840 euro in più di un cittadino dell’area Euro. Con i livelli di tasso di luglio 2013, era di poco oltre i 30mila. Per lo stesso mutuo ma a 20 anni, alla fine il mutuatario italiano avrà pagato 20.400 euro in più. Con i livelli di tasso di luglio 2013, era di poco oltre i 18mila. Nel solo mese di agosto, l’aumento arbitrario dei tassi su mutui e prestiti deciso dal cartello bancario, in controtendenza rispetto ai ribassi delle banche europee, costerà caro agli italiani, quasi 4.000 euro per un mutuo trentennale, oltre 2.400 per il ventennale. Dopo il leggero calo di aprile 2013, è tornato a crescere il differenziale di tasso tra i mutui e prestiti offerti in Italia e quelli offerti in Eurolandia, secondo gli ultimi bollettini Bankitalia e BCE dell’8.10.2013,aggiornati ad agosto 2013: per i mutui, il differenziale è infatti passato da 112 punti base di aprile 2013,a 162 di agosto. Per i prestiti il differenziale è salito da 182 punti base di aprile ai 204 punti di agosto 2013.

ALLAM: "Basta centrodestra. Creiamo il fronte della sovranità"