Crisi globale e risposte locali: strumenti in mano alle Amministrazioni e ai cittadini by marco saba
Scopri la storia nascosta e i piani che manipolano la finanza e il potere globale.
giovedì 23 gennaio 2014
Federico Caffè e la dignità del lavoro
| Caffè e la dignità del lavoro |
| Il libro raccoglie articoli, interventi e documenti anche inediti del grande economista, con saggi di Antonio Lettieri, Paolo Pombeni e Claudio Gnesutta |
a cura di Giuseppe Amari
La dignità del lavoro testimonia la coerenza e l’attualità della riflessione di Federico Caffè, un pensiero critico che ha in larga parte anticipato gli sviluppi della crisi che stiamo attraversando e presagito i ritardi della sinistra e del sindacato.
Il libro raccoglie, con un saggio introduttivo di Antonio Lettieri, tutti gli articoli di Caffè usciti dal 1977 al 1986 su una rivista della Cgil, «Lettere della Sinistra». Paolo Pombeni introduce invece l’importante collaborazione con «Cronache sociali», la rivista di Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira, alla fine degli anni Quaranta. In appendice vengono presentati altri scritti, interventi, documenti inediti, un’intervista radiofonica con Ezio Tarantelli, un articolo di La Pira e il ricordo dei rapporti tra Caffè e Meuccio Ruini, ministro della Ricostruzione nel governo Parri e padre costituente.
Un saggio di Claudio Gnesutta, riprendendo il filo del discorso di Lettieri, pone infine l’accento sull’attualità di Caffè alla luce della crisi italiana e internazionale. Con questo volume si completa il progetto, iniziato nel precedente Contro gli incappucciati della finanza (Castelvecchi 2013), per il recupero di quelle che, accanto agli articoli per «il Manifesto», sono le collaborazioni più intense e continuative dell’economista con la stampa periodica. Facendo emergere la sua figura di consigliere del cittadino, anziché di «principe» – come una volta si volle definire –, questo libro conferma la continuità della «non politica dell’occupazione» che Federico Caffè denunciò, con ammirevole chiarezza, nel corso della sua attività di docente, studioso, pubblicista.
Federico Caffè è stato uno dei più importanti economisti italiani e uno dei principali diffusori della dottrina keynesiana. Al centro delle sue riflessioni ci fu sempre la necessità di assicurare elevati livelli di occupazione e di protezione sociale, soprattutto per i ceti più deboli.
Federico Caffè
Dignità del lavoroa cura di Giuseppe Amari Castelvecchi Ed. - pp. 430 - € 22 |
| (23/01/2014) |
| articolo riproducibile citando la fonte |
ELIO LANNUTTI DENUNCIA L’AD DI MONTEPASCHI
TI FACCIO VIOLA! ELIO LANNUTTI DENUNCIA L’AD DI MONTEPASCHI PER FALSA TESTIMONIANZA - IL PRESIDENTE DI ADUSBEF NON CREDE ALLA STORIA DEL DOCUMENTO SU “ALEXANDRIA” DIMENTICATO PER NOVE MESI IN CASSAFORTE
Dal testo della denuncia, si capisce abbastanza chiaramente che Viola è solo il primo anello di una presunta catena di responsabilità che per Adusbef non si può certo fermare agli ex manager finiti sotto processo come Mussari, Vigni e Luca Baldassarri….
Francesco Bonazzi per Dagospia
Con un esposto-denuncia inviato ieri pomeriggio alla procura di Siena, Elio Lannutti chiede formalmente che Fabrizio Viola, amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, sia indagato per falsa testimonianza, intralcio alla giustizia e favoreggiamento.
Ma dal testo della denuncia, preparato dall'avvocato Lucio Golino, si capisce abbastanza chiaramente che Viola è solo il primo anello di una presunta catena di responsabilità che per Adusbef non si può certo fermare agli ex manager finiti sotto processo come Peppino Mussari, Antonio Vigni e Luca Baldassarri.
Alla base dell'esposto c'è il ritrovamento del documento "segreto" sul derivato-killer "Alexandria" nella cassaforte appartenuta a Vigni. Viola ha sostenuto di averlo "scoperto" solo il 10 ottobre 2012.
"Guarda caso solo il giorno prima della burrascosa assemblea nella quale si doveva affrontare la questione dell'eventuale azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori", osservano all'Adusbef.
Viola era arrivato a Siena a gennaio, ovvero, da nove mesi abbondanti.
Nella denuncia si contesta anche questa dichiarazione di Viola al processo: "Non ho mai occupato l'ufficio del Vigni". Questa, scrive Adusbef, "appare clamorosamente falsa perché smentita da fatti e circostanze immediatamente riscontrabili perché il dottor Viola, nei primi tre mesi del suo incarico (quindi prima dell'arrivo di Profumo cioè fine aprile-inizio maggio 2012), resta nelle stanze del Vigni (oggi occupate dal collegio sindacale) e solo dopo l'arrivo di Profumo si forma la segreteria riunita ad-presidente".
Nella denuncia si contesta anche questa dichiarazione di Viola al processo: "Non ho mai occupato l'ufficio del Vigni". Questa, scrive Adusbef, "appare clamorosamente falsa perché smentita da fatti e circostanze immediatamente riscontrabili perché il dottor Viola, nei primi tre mesi del suo incarico (quindi prima dell'arrivo di Profumo cioè fine aprile-inizio maggio 2012), resta nelle stanze del Vigni (oggi occupate dal collegio sindacale) e solo dopo l'arrivo di Profumo si forma la segreteria riunita ad-presidente".
Adusbef chiede anche alla Procura di accertare se la Guardia di Finanza nella perquisizione del 9 maggio 2012 aprì queste cassaforti. E pone una domanda inquietante: "Se quei documenti non furono trovati dalla Gdf, è verosimile presumere che qualche manina misteriosa li abbia inseriti successivamente per suffragare il teorema di Bankitalia che non sapeva?"
In conclusione, "Adusbef chiede alla Procura della Repubblica di accertare le ragioni che avrebbero indotto il signor Fabrizio Viola a mistificare la realtà raccontando la storiella del ritrovamento della cassaforte nell'ufficio dell'ex direttore Vigni e le ragioni che lo hanno indotto a negare l'evidenza di fatti ed accadimenti, specie della sua permanenza nell'ufficio del signor Vigni, al cui interno era ben visibile la famosa cassaforte. Ricostruzione che cozza con la realtà e teorema per acclarare la tesi che gli organi di Vigilanza nulla avrebbero saputo prima".
mercoledì 22 gennaio 2014
Hervè Falciani: MEGA INDAGINE EUROPEA SUL SISTEMA BANCARIO
Passaparola - La corruzione è un sistema - Hervè Falciani
Guarda il video
(07:30)
(07:30)
"Avrete forse sentito parlare della lista "Lagarde", della corruzione ai più alti livelli del governo greco, o ancora della lista "Falciani". Però non sapete che dietro questi nomi si nasconde la più grande ostruzione giudiziaria della storia europea." Hervé Falciani, la "talpa" che ha sottratto dalla banca svizzera HSBC le informazioni su 400.000 conti di potenziali evasori.
"Un saluto agli amici del Blog di Beppe Grillo, sono molto contento di potere partecipare a quello che fate tutti, siete un esempio di attività e di iniziativa
per tutta l'Europa, io spero che avremo diverse occasioni di lottare tutti insieme perché il nostro mondo sia un po' migliore.
Ho lavorato per diversi anni per una delle più grandi banche del mondo, a Montecarlo, in Svizzera e in altri posti, li dovreste conoscere... sono i paradisi fiscali.
Qual è il legame fra le nostre banche e questa finanza grigia? E' il denaro, passa da banca a banca e da Paese a Paese. Per noi, un prestito nel nostro Paese si può decidere stando all'estero, senza esserne consapevoli.Tutto dipende dalle garanzie bancarie, le quali si trovano in maggior parte fuori dall'Italia. Se il vostro datore di lavoro ha bisogno di un prestito che dipende da una garanzia all'estero; il vostro lavoro, la vostra casa dipenderanno all'estero.
Partecipavo ai progetti strategici che permettono a queste banche di continuare ad essere ancora più segrete. Sono le cosiddette banche private al centro di questa parte oscura, che pochi conoscono e di cui quindi capiscono ancora meno l'importanza. Private perché protette dai nostri sguardi e dal nostro controllo.
Avrete forse sentito parlare della lista "Lagarde", della corruzione ai più alti livelli del governo greco, o ancora della lista "Falciani". Però non sapete che dietro questi nomi si nasconde la più grande ostruzione giudiziaria della storia europea. Queste liste, e molte altre informazioni, le ho trasmesse io stesso cinque anni fa, però ignorate, l'Italia e numerose giustizie del mondo sono state private della maggior parte di queste informazioni; private di un chiarimento sui meccanismi dell'opacità finanziaria. Dal maggio scorso si è aperta un'inchiesta, che per una volta s'interessa non solamente ai corrotti, ma al sistema stesso. In qualche mese, in Francia e in Spagna, gli investigatori lavorando in équipe, hanno raccolto le prove per perseguire non solamente le banche locali installate in ogni paese, ma anche la casa madre in Svizzera. Magistrati di altri Paesi sono sul punto di unirsi a questa causa. Se vi parlo d'occasione unica e d'equipe internazionale di investigatori, è perché per cambiare il corso delle cose bisogna unirsi in rete. Perché quando un elemento della rete è ostacolato, gli altri aggirano l'ostruzione e la rete continua a funzionare.
Abbiamo un'occasione unica per invertire il corso della corruzione. Mi rivolgo a voi in questo inizio 2014, Perché almeno un giudice italiano contatti il suo omologo francese, il giudice Van Ruymbeke, o il suo omologo spagnolo il giudice Ruz. Ognuno di loro è il migliore nel suo Paese nella lotta contro la corruzione. L'Italia ha un grande ruolo da giocare, per la sua storia di lotta contro la mafia e la corruzione. E' un'occasione da non perdere.
Da cinque anni collaboro con le giustizie del mondo intero perché ho potuto recuperare prove a sufficienza perché agissero. Grazie a questo lavoro fatto insieme a numerosi specialisti membri d'associazioni, funzionari di dogana, del fisco, della Guardia di Finanza che abbiamo elaborato un progetto pragmatico per finirla con tutto questo. Consiste nel riunire le transazioni tra le banche senza preoccuparsi delle persone, senza bisogno di rivelare i beneficiari delle transazioni.
Riunendo solamente le informazioni senza identità, queste diventano disponibili ad un gran numero di esperti che potrebbero ricercare e dissuadere le malversazioni. Già permettere la condivisione di un'informazione significa lottare contro l'impunità e fare retrocedere l'ombra. Per una volta non saremo noi cittadini ad essere sorvegliati, ma le banche. Tutto può cominciare da una banca che accetti di delegare una parte del suo lavoro di vigilanza ad un'entità autonoma, finanziata dal cittadino. Per la banca sarà un risparmio, quindi un vantaggio concorrenziale verso le altre che rifiuteranno di parteciparvi.
Sappiamo che in Vaticano Papa Francesco ha già intrapreso la riforma del suo sistema finanziario, Lo IOR, Istituto Opere di Religione. potrebbe essere la prima banca ad integrare questa rete di condivisione delle informazioni. Che valore simbolico avrebbe questa scelta! Un simbolo all'altezza del suo impegno.
Noi italiani, noi spagnoli, ma potrei dire noi francesi o noi greci, abbiamo abbandonato la nostra democrazia. Le elezioni europee ci danno l'occasione per trattare il problema dall’alto.
In Spagna e in Francia siamo già in tanti a riunirci per portare avanti il progetto di controllo
finanziario che può svilupparsi con o senza l'Europa, ma che vincerebbe sicuramente se sostenuto a livello europeo. Movimenti di cittadini di diversi Paesi, gli Indignados, il Partito X spagnolo e numerose associazioni, sostengono già questo progetto. Sta a noi portarlo al Parlamento europeo.
E' la nostra occasione fra 5 mesi per ritrovare la base di una democrazia.
Che la Grecia ci ricordi che la democrazia è possibile combattendo la corruzione.
L'importante è di passare parola su tutte le cose che possono essere utili nella giustizia e nel voto, l'opportunità di votare per un partito che non ha un'organizzazione gerarchica dove tutte le persone
hanno la libertà di espressione è questo il messaggio più importante che deve continuare a passare, di non essere sottomessi a un partito e che i deputati devono essere indipendenti perché tutti rappresentano il popolo e non un partito.
Passate parola"
per tutta l'Europa, io spero che avremo diverse occasioni di lottare tutti insieme perché il nostro mondo sia un po' migliore.
Ho lavorato per diversi anni per una delle più grandi banche del mondo, a Montecarlo, in Svizzera e in altri posti, li dovreste conoscere... sono i paradisi fiscali.
Qual è il legame fra le nostre banche e questa finanza grigia? E' il denaro, passa da banca a banca e da Paese a Paese. Per noi, un prestito nel nostro Paese si può decidere stando all'estero, senza esserne consapevoli.Tutto dipende dalle garanzie bancarie, le quali si trovano in maggior parte fuori dall'Italia. Se il vostro datore di lavoro ha bisogno di un prestito che dipende da una garanzia all'estero; il vostro lavoro, la vostra casa dipenderanno all'estero.
Partecipavo ai progetti strategici che permettono a queste banche di continuare ad essere ancora più segrete. Sono le cosiddette banche private al centro di questa parte oscura, che pochi conoscono e di cui quindi capiscono ancora meno l'importanza. Private perché protette dai nostri sguardi e dal nostro controllo.
Avrete forse sentito parlare della lista "Lagarde", della corruzione ai più alti livelli del governo greco, o ancora della lista "Falciani". Però non sapete che dietro questi nomi si nasconde la più grande ostruzione giudiziaria della storia europea. Queste liste, e molte altre informazioni, le ho trasmesse io stesso cinque anni fa, però ignorate, l'Italia e numerose giustizie del mondo sono state private della maggior parte di queste informazioni; private di un chiarimento sui meccanismi dell'opacità finanziaria. Dal maggio scorso si è aperta un'inchiesta, che per una volta s'interessa non solamente ai corrotti, ma al sistema stesso. In qualche mese, in Francia e in Spagna, gli investigatori lavorando in équipe, hanno raccolto le prove per perseguire non solamente le banche locali installate in ogni paese, ma anche la casa madre in Svizzera. Magistrati di altri Paesi sono sul punto di unirsi a questa causa. Se vi parlo d'occasione unica e d'equipe internazionale di investigatori, è perché per cambiare il corso delle cose bisogna unirsi in rete. Perché quando un elemento della rete è ostacolato, gli altri aggirano l'ostruzione e la rete continua a funzionare.
Abbiamo un'occasione unica per invertire il corso della corruzione. Mi rivolgo a voi in questo inizio 2014, Perché almeno un giudice italiano contatti il suo omologo francese, il giudice Van Ruymbeke, o il suo omologo spagnolo il giudice Ruz. Ognuno di loro è il migliore nel suo Paese nella lotta contro la corruzione. L'Italia ha un grande ruolo da giocare, per la sua storia di lotta contro la mafia e la corruzione. E' un'occasione da non perdere.
Da cinque anni collaboro con le giustizie del mondo intero perché ho potuto recuperare prove a sufficienza perché agissero. Grazie a questo lavoro fatto insieme a numerosi specialisti membri d'associazioni, funzionari di dogana, del fisco, della Guardia di Finanza che abbiamo elaborato un progetto pragmatico per finirla con tutto questo. Consiste nel riunire le transazioni tra le banche senza preoccuparsi delle persone, senza bisogno di rivelare i beneficiari delle transazioni.
Riunendo solamente le informazioni senza identità, queste diventano disponibili ad un gran numero di esperti che potrebbero ricercare e dissuadere le malversazioni. Già permettere la condivisione di un'informazione significa lottare contro l'impunità e fare retrocedere l'ombra. Per una volta non saremo noi cittadini ad essere sorvegliati, ma le banche. Tutto può cominciare da una banca che accetti di delegare una parte del suo lavoro di vigilanza ad un'entità autonoma, finanziata dal cittadino. Per la banca sarà un risparmio, quindi un vantaggio concorrenziale verso le altre che rifiuteranno di parteciparvi.
Sappiamo che in Vaticano Papa Francesco ha già intrapreso la riforma del suo sistema finanziario, Lo IOR, Istituto Opere di Religione. potrebbe essere la prima banca ad integrare questa rete di condivisione delle informazioni. Che valore simbolico avrebbe questa scelta! Un simbolo all'altezza del suo impegno.
Noi italiani, noi spagnoli, ma potrei dire noi francesi o noi greci, abbiamo abbandonato la nostra democrazia. Le elezioni europee ci danno l'occasione per trattare il problema dall’alto.
In Spagna e in Francia siamo già in tanti a riunirci per portare avanti il progetto di controllo
finanziario che può svilupparsi con o senza l'Europa, ma che vincerebbe sicuramente se sostenuto a livello europeo. Movimenti di cittadini di diversi Paesi, gli Indignados, il Partito X spagnolo e numerose associazioni, sostengono già questo progetto. Sta a noi portarlo al Parlamento europeo.
E' la nostra occasione fra 5 mesi per ritrovare la base di una democrazia.
Che la Grecia ci ricordi che la democrazia è possibile combattendo la corruzione.
L'importante è di passare parola su tutte le cose che possono essere utili nella giustizia e nel voto, l'opportunità di votare per un partito che non ha un'organizzazione gerarchica dove tutte le persone
hanno la libertà di espressione è questo il messaggio più importante che deve continuare a passare, di non essere sottomessi a un partito e che i deputati devono essere indipendenti perché tutti rappresentano il popolo e non un partito.
Passate parola"
martedì 21 gennaio 2014
IL PATRIMONIO DELLA BANCA D’ITALIA VA RESTITUITO ALLO STATO
Cara amica e caro amico,
questa è la notizia più importante per la vita e il benessere presente e futuro degli italiani.
È in gioco il futuro economico dell’Italia. Se la Banca d’Italia rimarrà degli italiani potremo avere qualche probabilità di riprenderci, e uscire dalla dipendenza e dalla sottomissione ai paesi più potenti, vicini e lontani.
Con la Banca Centrale di nostra proprietà sarà possibile riattivare il nostro ineguagliabile sistema produttivo, ridurre la disoccupazione giovanile e l’impoverimento generale, recuperare l’indipendenza e la dignità della nostra nazione.
Come potrai scoprire più avanti, se permetteremo che la Banca d’Italia, e poi Poste Italiane, Eni, Enel, Snam, Fincantieri e Terna, RAI e molte altre delle nostre migliori aziende cadano nelle mani prima dei banchieri italiani e poi via via dei più grandi e potenti banchieri stranieri, noi italiani saremo destinati a decenni di decadenza e povertà.
Per questo ti chiedo di attivarti al massimo e immediatamente per condividere questo testo con tutte le persone che conosci, via Internet ma anche stampandolo.
Ognuno di coloro che riceverà questa informazione così importante e così poco conosciuta, deve informare tante altre persone prima possibile e poi dobbiamo intervenire verso tutti i giornali, tutti i siti web, scrivere al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e al Presidente dei Deputati, ai capi dei partiti e a tutti i personaggi importanti che possiamo conoscere.
Se ognuno di noi si impegna per quanto può ed è capace, tutti insieme potremo ottenere che in Italia nelle prossime ventiquattro ore si parli solo di questo, un argomento e una decisione davvero molto preoccupante per il futuro di tutti noi italiani, sicuramente molto più importante di Renzi e Berlusconi e della legge elettorale, e di tutti quegli assordanti pettegolezzi con cui tanti giornalisti ci distraggono continuamente per impedirci di ragionare con la nostra testa e con il buon senso.
Ti prego di fare tutto ciò che ti è possibile fin da questo momento!
Per favore dopo che hai letto l’allegato non ti fermare, non rinviare a più tardi. È possibile che ci sia qualche parola o qualcosa che non ti piace del tutto o verso cui sei critico. Per favore non te ne curare: ciò che conta è l’informazione principale, il furto della Banca d’Italia agli italiani, e poi di Poste Italiane, Eni, Snam, Rai, ecc, e fare arrivare questa importantissima informazione a tutti in pochissimo tempo, dopo sarà troppo tardi!
Devi trovare subito qualche minuto soltanto, per difendere il tuo benessere, dei tuoi cari e forse anche delle future generazioni. Forza, agisci subito, senza tentennamenti e gira subito questa mail a tante persone che conosci, anche tutte quelle che hai nel tuo indirizzario e nel tuo profilo facebook o su twitter con l'hashtag #fermiamolapiugrandeporcatadellapartitocrazia
Nel fare questo non c’è niente di male, anzi farai solo del bene! In questo modo potremo far capire quanti italiani sono ormai stanchi di tutti i soprusi che subiamo ogni giorno e che non vogliamo più restare passivi. Grazie!
Appena puoi fai anche qualche decina di copie e distribuiscile a chi ti vive vicino e usa poco o non usa Internet: ricordati che nelle prossime ore ci vogliono derubare della nostra più importante ricchezza!
Se vuoi mettere il tuo nome e la tua città o paese sotto il mio saremo felici entrambi! (Il cognome è facoltativo)
Giorgio Gustavo – Cesena
SIAMO ANCORA IN TEMPO PER FERMARLI! LA PIÙ GRANDE PORCATA DELLA PARTITOCRAZIA ITALIANA ED EUROPEA VOGLIONO REGALARE IL PATRIMONIO DI CENTINAIA DI MILIARDI DELLA BANCA D’ITALIA AI BANCHIERI PRIVATI ITALIANI E STRANIERI
di GIORGIO GUSTAVO ROSSO
Dopo il Porcellum di Calderoli, Berlusconi e Casini del 2005, domani 21 gennaio 2014 arriva LA PIU’ GRANDE PORCATA di Saccomanni con Letta, Alfano e Renzi.
Se martedì 21 gennaio 2014 la Camera dei Deputati approverà il Decreto Legge n. 133, il ministro dell’Economia Saccomanni, insieme a Letta Alfano e Renzi regaleranno centinaia di miliardi di euro degli italiani ai banchieri che non hanno alcun diritto sull’immenso patrimonio della Banca d’Italia, oro immobili e diritti di signoraggio inclusi.
Il Decreto 133 è in evidente contrasto con la Costituzione Italiana*
Il Decreto 133 è in contrasto con la legge n. 262 del 2005, che stabilisce il ritorno allo Stato Italiano delle quote della Banca d’Italia**
IL PIÙ GRANDE CONFLITTO D’INTERESSI VIENE DAL MINISTRO
DELL’ECONOMIA FABRIZIO SACCOMANNI, infatti il Ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo Letta è un banchiere, scelto dai banchieri a rappresentarli, e con questo Decreto Legge regalerà la Banca d’Italia e il suo patrimonio di centinaia di miliardi di euro ai banchieri che lo hanno scelto. Il Decreto Legge 133 è incostituzionale, è contro la legge 262 del 2005, va contro la natura pubblica della Banca d’Italia, va contro l’interesse degli italiani per favorire gli interessi dei banchieri privati e delle assicurazioni private italiane e straniere che hanno scelto Saccomanni prima come Direttore Generale della Banca d’Italia e poi come Ministro dell’Economia del Governo Letta. Fabrizio Saccomanni non è mai stato eletto e da decine d’anni è ai vertici del sistema bancario italiano e internazionale. Per questo Fabrizio Saccomanni non può più fare il Ministro dell’Economia e non deve essergli consentito di regalare la Banca d’Italia
ai suoi amici banchieri.
Dal sito della Banca d’Italia: la Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dell'Eurosistema. È un istituto di diritto
pubblico.
Nell’esercizio delle proprie attribuzioni la Banca opera con autonomia e indipendenza, nel rispetto del principio di trasparenza, secondo le disposizioni della normativa comunitaria e nazionale.
Coerentemente con la natura pubblica delle funzioni svolte e consapevole dell’importanza dei propri compiti e responsabilità, l’Istituto cura la diffusione di dati e notizie con la massima ampiezza informativa.
Il patrimonio della Banca d’Italia, i suoi immobili, le tonnellate di lingotti d’oro (da soli valgono più di 100 miliardi di euro), le centinaia di miliardi di euro derivanti dalla stampa dei biglietti
e delle monete sono degli italiani perché sono il risultato di oltre un secolo di attività pubblica della Banca d’Italia! Le banche e le assicurazioni private non hanno mai tirato fuori un solo euro
per acquistare la Banca d’Italia, e quindi non hanno nessun diritto sulla Banca d’Italia!
In tutti i grandi paesi europei, Germania Francia Inghilterra e Spagna per prime, la banca centrale è di proprietà pubblica.**
Il Decreto in discussione martedì alla Camera va contro la Costituzione perché:
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I decreti legge devono avere requisiti di necessità e d’urgenza, altrimenti sono incostituzionali. La norma relativa al capitale della Banca d’Italia è evidentemente priva del requisito della necessità e urgenza, e quindi il Decreto 133 è incostituzionale.
I decreti legge devono trattare materie omogenee altrimenti sono incostituzionali. Il Decreto Legge 133 tratta della tassazione dell’Imu e delle regole per la cessione di immobili pubblici: sono materie che non hanno nulla a che fare con la proprietà della Banca d’Italia!
I decreti leggi non possono avere come argomento norme ordinamentali altrimenti sono incostituzionali. La norma relativa al capitale della Banca d’Italia invece è proprio una norma ordina mentale, e quindi non può essere oggetto di decretazione d’urgenza.
A partire dal 2014, grazie al Decreto Legge 133, ogni anno i banchieri potranno impadronirsi di decine di miliardi di euro, derivanti dalla stampa degli euro che invece spettano a noi italiani, se la Banca d’Italia rimane pubblica.
Mantenere la proprietà pubblica della Banca d’Italia è l’unica possibilità che abbiamo per potere ridiscutere il debito pubblico italiano e poi pagarlo.
Per tutti questi motivi, da più parti è stata fatta richiesta al Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni di stralciare la parte relativa alla Banca d’Italia dal Decreto 133, ma l’ex Direttore Generale della Banca d’Italia, in grave e evidente conflitto d’interessi, si è opposto!
•
* LEGGE 28 dicembre 2005, n.262 - Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari. TITOLO IV DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE AUTORITA' DI VIGILANZA Capo I PRINCIPI DI ORGANIZZAZIONE E RAPPORTI FRA LE AUTORITA'
Art. 19. (Banca d'Italia) ... 10. Con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l'assetto proprietario della Banca d'Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici.
PER SACCOMANNI E LETTA/ALFANO/RENZI DOPO LA BANCA D’ITALIA SARA’ IL TURNO DI POSTE ITALIANE, ENI, SNAM, TERNA, ENEL, FINMECCANICA, RAI, ...
Dopo aver regalato la Banca d’Italia ai banchieri che lo hanno scelto, il banchiere Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha già progettato di “vendere” POSTE ITALIANE (inclusi i risparmi di milioni d’italiani) e poi ENI, TERNA, ENEL, FINMECCANICA, RAI, SNAM, che gestisce la rete di distribuzione del gas, mentre stiamo già rischiando di perdere la rete telefonica dopo la svendita di Telecom, più immobili e terreni pubblici. In questo modo il banchiere Saccomanni sta proseguendo la svendita delle migliori aziende italiane già in parte realizzata dai suoi colleghi banchieri che lo hanno preceduto al Ministero del Tesoro, dell’Economia o a capo del Governo, quando sono state privatizzate alcune delle più importanti aziende italiane nel campo alimentare, industriale e bancario a prezzi di saldo, e a tutto vantaggio dei paesi concorrenti dell’Italia.
Se non fermiamo Saccomanni e i banchieri che lo dirigono la rovina dell’Italia sarà completa e probabilmente irreversibile!
Non farti distrarre da Renzi e Berlusconi, difendi la Banca d’Italia da chi vuole rubarla agli italiani.
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