giovedì 23 gennaio 2014

Chi ha tradito l’economia Italiana?

Chi ha tradito l’economia Italiana? by marco saba

Crisi globale e risposte locali: strumenti in mano alle Amministrazioni e ai cittadini

Crisi globale e risposte locali: strumenti in mano alle Amministrazioni e ai cittadini by marco saba

CHI HA TRADITO L'ECONOMIA ITALIANA - Treviso

CHI HA TRADITO L'ECONOMIA ITALIANA by marco saba

Il disastro preannunciato dell'euro

INCOSTITUZIONALITA’ DEI VINCOLI EUROPEI

INCOSTITUZIONALITA’ DEI VINCOLI EUROPEI by marco saba

Federico Caffè e la dignità del lavoro

Caffè e la dignità del lavoro
Il libro raccoglie articoli, interventi e documenti anche inediti del grande economista, con saggi di Antonio Lettieri, Paolo Pombeni e Claudio Gnesutta
a cura di Giuseppe Amari


La dignità del lavoro testimonia la coerenza e l’attualità della riflessione di Federico Caffè, un pensiero critico che ha in larga parte anticipato gli sviluppi della crisi che stiamo attraversando e presagito i ritardi della sinistra e del sindacato.
Il libro raccoglie, con un saggio introduttivo di Antonio Lettieri, tutti gli articoli di Caffè usciti dal 1977 al 1986 su una rivista della Cgil, «Lettere della Sinistra». Paolo Pombeni introduce invece l’importante collaborazione con «Cronache sociali», la rivista di Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira, alla fine degli anni Quaranta. In appendice vengono presentati altri scritti, interventi, documenti inediti, un’intervista radiofonica con Ezio Tarantelli, un articolo di La Pira e il ricordo dei rapporti tra Caffè e Meuccio Ruini, ministro della Ricostruzione nel governo Parri e padre costituente.
 
Un saggio di Claudio Gnesutta, riprendendo il filo del discorso di Lettieri, pone infine l’accento sull’attualità di Caffè alla luce della crisi italiana e internazionale. Con questo volume si completa il progetto, iniziato nel precedente Contro gli incappucciati della finanza (Castelvecchi 2013), per il recupero di quelle che, accanto agli articoli per «il Manifesto», sono le collaborazioni più intense e continuative dell’economista con la stampa periodica. Facendo emergere la sua figura di consigliere del cittadino, anziché di «principe» – come una volta si volle definire –, questo libro conferma la continuità della «non politica dell’occupazione» che Federico Caffè denunciò, con ammirevole chiarezza, nel corso della sua attività di docente, studioso, pubblicista.
Federico Caffè è stato uno dei più importanti economisti italiani e uno dei principali diffusori della dottrina keynesiana. Al centro delle sue riflessioni ci fu sempre la necessità di assicurare elevati livelli di occupazione e di protezione sociale, soprattutto per i ceti più deboli.
Federico Caffè
Dignità del lavoroa cura di Giuseppe Amari
Castelvecchi Ed. - pp. 430 - € 22
(23/01/2014)
articolo riproducibile citando la fonte

ELIO LANNUTTI DENUNCIA L’AD DI MONTEPASCHI


TI FACCIO VIOLA! ELIO LANNUTTI DENUNCIA L’AD DI MONTEPASCHI PER FALSA TESTIMONIANZA - IL PRESIDENTE DI ADUSBEF NON CREDE ALLA STORIA DEL DOCUMENTO SU “ALEXANDRIA” DIMENTICATO PER NOVE MESI IN CASSAFORTE

Dal testo della denuncia, si capisce abbastanza chiaramente che Viola è solo il primo anello di una presunta catena di responsabilità che per Adusbef non si può certo fermare agli ex manager finiti sotto processo come Mussari, Vigni e Luca Baldassarri….

Francesco Bonazzi per Dagospia
Con un esposto-denuncia inviato ieri pomeriggio alla procura di Siena, Elio Lannutti chiede formalmente che Fabrizio Viola, amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, sia indagato per falsa testimonianza, intralcio alla giustizia e favoreggiamento.
FABRIZIO VIOLA MONTEPASCHIFABRIZIO VIOLA MONTEPASCHI
Ma dal testo della denuncia, preparato dall'avvocato Lucio Golino, si capisce abbastanza chiaramente che Viola è solo il primo anello di una presunta catena di responsabilità che per Adusbef non si può certo fermare agli ex manager finiti sotto processo come Peppino Mussari, Antonio Vigni e Luca Baldassarri.
Alla base dell'esposto c'è il ritrovamento del documento "segreto" sul derivato-killer "Alexandria" nella cassaforte appartenuta a Vigni. Viola ha sostenuto di averlo "scoperto" solo il 10 ottobre 2012.
"Guarda caso solo il giorno prima della burrascosa assemblea nella quale si doveva affrontare la questione dell'eventuale azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori", osservano all'Adusbef.
ALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLAALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA
Viola era arrivato a Siena a gennaio, ovvero, da nove mesi abbondanti.
Nella denuncia si contesta anche questa dichiarazione di Viola al processo: "Non ho mai occupato l'ufficio del Vigni". Questa, scrive Adusbef, "appare clamorosamente falsa perché smentita da fatti e circostanze immediatamente riscontrabili perché il dottor Viola, nei primi tre mesi del suo incarico (quindi prima dell'arrivo di Profumo cioè fine aprile-inizio maggio 2012), resta nelle stanze del Vigni (oggi occupate dal collegio sindacale) e solo dopo l'arrivo di Profumo si forma la segreteria riunita ad-presidente".
MUSSARI MARCEGAGLIA MANSIMUSSARI MARCEGAGLIA MANSI
Adusbef chiede anche alla Procura di accertare se la Guardia di Finanza nella perquisizione del 9 maggio 2012 aprì queste cassaforti. E pone una domanda inquietante: "Se quei documenti non furono trovati dalla Gdf, è verosimile presumere che qualche manina misteriosa li abbia inseriti successivamente per suffragare il teorema di Bankitalia che non sapeva?"
vigniVIGNI
In conclusione, "Adusbef chiede alla Procura della Repubblica di accertare le ragioni che avrebbero indotto il signor Fabrizio Viola a mistificare la realtà raccontando la storiella del ritrovamento della cassaforte nell'ufficio dell'ex direttore Vigni e le ragioni che lo hanno indotto a negare l'evidenza di fatti ed accadimenti, specie della sua permanenza nell'ufficio del signor Vigni, al cui interno era ben visibile la famosa cassaforte. Ricostruzione che cozza con la realtà e teorema per acclarare la tesi che gli organi di Vigilanza nulla avrebbero saputo prima".


Gianluca BaldassarriGIANLUCA BALDASSARRIELIO LANNUTTIELIO LANNUTTI

mercoledì 22 gennaio 2014

Hervè Falciani: MEGA INDAGINE EUROPEA SUL SISTEMA BANCARIO

Passaparola - La corruzione è un sistema - Hervè Falciani

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(07:30)
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"Avrete forse sentito parlare della lista "Lagarde", della corruzione ai più alti livelli del governo greco, o ancora della lista "Falciani". Però non sapete che dietro questi nomi si nasconde la più grande ostruzione giudiziaria della storia europea." Hervé Falciani, la "talpa" che ha sottratto dalla banca svizzera HSBC le informazioni su 400.000 conti di potenziali evasori.

"Un saluto agli amici del Blog di Beppe Grillo, sono molto contento di potere partecipare a quello che fate tutti, siete un esempio di attività e di iniziativa
per tutta l'Europa, io spero che avremo diverse occasioni di lottare tutti insieme perché il nostro mondo sia un po' migliore.
Ho lavorato per diversi anni per una delle più grandi banche del mondo, a Montecarlo, in Svizzera e in altri posti, li dovreste conoscere... sono i paradisi fiscali.
Qual è il legame fra le nostre banche e questa finanza grigia? E' il denaro, passa da banca a banca e da Paese a Paese. Per noi, un prestito nel nostro Paese si può decidere stando all'estero, senza esserne consapevoli.Tutto dipende dalle garanzie bancarie, le quali si trovano in maggior parte fuori dall'Italia. Se il vostro datore di lavoro ha bisogno di un prestito che dipende da una garanzia all'estero; il vostro lavoro, la vostra casa dipenderanno all'estero.
Partecipavo ai progetti strategici che permettono a queste banche di continuare ad essere ancora più segrete. Sono le cosiddette banche private al centro di questa parte oscura, che pochi conoscono e di cui quindi capiscono ancora meno l'importanza. Private perché protette dai nostri sguardi e dal nostro controllo.
Avrete forse sentito parlare della lista "Lagarde", della corruzione ai più alti livelli del governo greco, o ancora della lista "Falciani". Però non sapete che dietro questi nomi si nasconde la più grande ostruzione giudiziaria della storia europea. Queste liste, e molte altre informazioni, le ho trasmesse io stesso cinque anni fa, però ignorate, l'Italia e numerose giustizie del mondo sono state private della maggior parte di queste informazioni; private di un chiarimento sui meccanismi dell'opacità finanziaria. Dal maggio scorso si è aperta un'inchiesta, che per una volta s'interessa non solamente ai corrotti, ma al sistema stesso. In qualche mese, in Francia e in Spagna, gli investigatori lavorando in équipe, hanno raccolto le prove per perseguire non solamente le banche locali installate in ogni paese, ma anche la casa madre in Svizzera. Magistrati di altri Paesi sono sul punto di unirsi a questa causa. Se vi parlo d'occasione unica e d'equipe internazionale di investigatori, è perché per cambiare il corso delle cose bisogna unirsi in rete. Perché quando un elemento della rete è ostacolato, gli altri aggirano l'ostruzione e la rete continua a funzionare.
Abbiamo un'occasione unica per invertire il corso della corruzione. Mi rivolgo a voi in questo inizio 2014, Perché almeno un giudice italiano contatti il suo omologo francese, il giudice Van Ruymbeke, o il suo omologo spagnolo il giudice Ruz. Ognuno di loro è il migliore nel suo Paese nella lotta contro la corruzione. L'Italia ha un grande ruolo da giocare, per la sua storia di lotta contro la mafia e la corruzione. E' un'occasione da non perdere.
Da cinque anni collaboro con le giustizie del mondo intero perché ho potuto recuperare prove a sufficienza perché agissero. Grazie a questo lavoro fatto insieme a numerosi specialisti membri d'associazioni, funzionari di dogana, del fisco, della Guardia di Finanza che abbiamo elaborato un progetto pragmatico per finirla con tutto questo. Consiste nel riunire le transazioni tra le banche senza preoccuparsi delle persone, senza bisogno di rivelare i beneficiari delle transazioni.
Riunendo solamente le informazioni senza identità, queste diventano disponibili ad un gran numero di esperti che potrebbero ricercare e dissuadere le malversazioni. Già permettere la condivisione di un'informazione significa lottare contro l'impunità e fare retrocedere l'ombra. Per una volta non saremo noi cittadini ad essere sorvegliati, ma le banche. Tutto può cominciare da una banca che accetti di delegare una parte del suo lavoro di vigilanza ad un'entità autonoma, finanziata dal cittadino. Per la banca sarà un risparmio, quindi un vantaggio concorrenziale verso le altre che rifiuteranno di parteciparvi.
Sappiamo che in Vaticano Papa Francesco ha già intrapreso la riforma del suo sistema finanziario, Lo IOR, Istituto Opere di Religione. potrebbe essere la prima banca ad integrare questa rete di condivisione delle informazioni. Che valore simbolico avrebbe questa scelta! Un simbolo all'altezza del suo impegno.
Noi italiani, noi spagnoli, ma potrei dire noi francesi o noi greci, abbiamo abbandonato la nostra democrazia. Le elezioni europee ci danno l'occasione per trattare il problema dall’alto.
In Spagna e in Francia siamo già in tanti a riunirci per portare avanti il progetto di controllo
finanziario che può svilupparsi con o senza l'Europa, ma che vincerebbe sicuramente se sostenuto a livello europeo. Movimenti di cittadini di diversi Paesi, gli Indignados, il Partito X spagnolo e numerose associazioni, sostengono già questo progetto. Sta a noi portarlo al Parlamento europeo.
E' la nostra occasione fra 5 mesi per ritrovare la base di una democrazia.
Che la Grecia ci ricordi che la democrazia è possibile combattendo la corruzione.
L'importante è di passare parola su tutte le cose che possono essere utili nella giustizia e nel voto, l'opportunità di votare per un partito che non ha un'organizzazione gerarchica dove tutte le persone
hanno la libertà di espressione è questo il messaggio più importante che deve continuare a passare, di non essere sottomessi a un partito e che i deputati devono essere indipendenti perché tutti rappresentano il popolo e non un partito.
Passate parola"