mercoledì 19 febbraio 2014

“Salviamo gli italiani” dalle banche

Comunicato stampa - È nata l’Associazione “Salviamo gli italiani” contro lo strapotere dello Stato e delle banche


COMUNICATIhttp://www.ioamolitalia.it/comunicati/comunicato-stampa---e-nata-l%E2%80%99associazione-%E2%80%9Csalviamo-gli-italiani%E2%80%9D-contro-lo-strapotere-dello-stato-e-delle-banche.html
Il giorno 12 Febbraio 2014, ad Acqui Terme (AL) presso lo studio notarile Garbarino Dr. Gabriele è nata l'Associazione no profit  “Salviamo gli Italiani”, avente come missione principale, porre un freno alla catena di suicidi in Italia, schierandosi attivamente a difesa del cittadino da tutte le vessazioni perpetrate dagli istituti di credito e dalle istituzioni.
Ancora pochi giorni fa, un imprenditore si è tolto la vita perché non riusciva più a far fronte a tutte le incombenze che gravavano sui suoi beni a causa di una politica disumana, dove con una tassazione reale che sfiora l'80%, la macchina dello Stato ci espropria della possibilità di condurre una vita normale, spingendo molti imprenditori, ma non solo, alla disperazione, che si traduce poi nel gesto estremo del suicidio.
Oggi per assurdo, avere delle proprietà che non si traducono in liquidità, è diventato una disgrazia.
Molti hanno beni di proprietà, ma non la liquidità per poterli mantenere, il che ci porta a comprendere come oggi, il problema cruciale dell'Italia è ”la moneta”.
Noi in Italia abbiamo tutto, tranne la moneta.
Inutile fare la cernita di quelli che si tolgono la vita....siamo quasi a 90 dal primo di Gennaio.!
L'Associazione si pone come un argine al quale appigliarsi per non perdere la speranza.
E non è solo un argine psicologico, ma reale, fatto di donne e uomini che si mettono in gioco per proteggere nel vero senso del termine gli italiani in difficoltà, affinché nessuno debba più morire perché non ha i soldi per pagare le tasse.
Siamo vittime di una guerra e vogliamo essere tra i protagonisti della liberazione.
Di conseguenza tramite avvocati, commercialisti ed esperti tributari l'Associazione si pone due obbiettivi principali:
-Offrire direttamente assistenza gratuita, fatte salve le spese vive, in ambito legale-tributario e comunque inerente le incombenze che possono essere legate a Stato, banche e tutti quegli enti che rappresentano oggetto di vessazione nei confronti dei cittadini.
Il nostro principio è che una persona non può morire perché non ha i soldi per pagare le tasse.
Non possiamo accettare il fatto che in nome della caccia all'evasore, si demonizzino delle persone.
Ricordiamo la campagna che fece Monti tra il 2011 e il 2013, con le vignette dove si rappresentava l'evasore come un animale da schiacciare, in quanto sarebbe colui che approfitta degli altri costringendoli a vivere peggio.
Oggi vediamo che la situazione non è propriamente questa e comunque non era quello il problema principale. Venne usato come pretesto per aumentare enormemente la pressione fiscale su tutti adottando mezzi incostituzionali degni di un regime.
No, il problema reale è un altro.
Questo Stato non funziona perché è indebitato, e agendo da strozzino sulla popolazione, favorisce l'aumentare del debito privato.
E questo atteggiamento non fa altro che andare ad ingrassare ulteriormente le banche e impoverire la popolazione.
-Il secondo obbiettivo, è quello di promuovere degli esposti che operino in ambito pubblico, ed altre iniziative quali ad esempio la disobbedienza fiscale #tipagoamaggio, dove non ci si rivolge alla singola famiglia o al singolo cittadino, ma alla collettività, per far capire allo Stato che non ce la facciamo più.
Gli esposti, saranno principalmente contro banche per la stretta creditizia, i tassi usurai, l'anatocismo, la riserva frazionaria ecc.....
Altri esposti riguardano la difesa della categoria degli imprenditori balneari dalla prospettiva di mettere all’asta i loro stabilimenti come prescritto dalla Direttiva europea Bolkenstein e il tema della famiglia naturale per salvaguardare il suo ruolo dall’ideologia di genere che, equiparandola alle coppie omosessuali, destruttura la società e disincentiva la natalità.
La protesta fiscale invece si traduce nel rinviare il pagamento di tutte le imposte chiedendone poi il dilazionamento aderendo a #tipagoamaggio, quale forma assolutamente legittima, prevista dalla vigente legge ( rinvio e dilazionamento) in modo che lo Stato si renda conto che non può continuare a spremere e pretendere tutto e subito anche a costo di condannarci al suicidio.
I 7 membri fondatori dell'Associazione “Salviamo gli italiani” sono:
Magdi Cristiano Allam, europarlamentare, Presidente
Tommaso Monfeli,  avvocato, Vice-Presidente
Antonello Cattelan, commercialista, Tesoriere
Rossella Fidanza, imprenditrice, Segretario
Marco Mori, avvocato
Paola Lanza, avvocato
Marco Leone, imprenditore
di Salviamo gli italiani . 18/02/2014 08:15:37

Abolire l’euro? Il Comune spiega ai napoletani come fare

Vuoi abolire l’euro? Il Comune spiega ai napoletani come fare: Ecco dove e quando votare

http://www.retenews24.it/rtn24/societa/vuoi-abolire-leuro-il-comune-spiega-ai-napoletani-come-fare/
no euro
A cura di Giampiero Esposito
Volete abolire l’euro e far uscire l’Italia dall’Europa monetaria? Ora si può. E il Comune di Napoli spiega come fare. Sul sito istituzionale ci sono tutte le informazioni necessarie per apporre la propria firma al referendum no euro. A proporlo a livello nazionale sono stati il Partito Base Italia e l’Unione Movimenti di Liberazione (Uml).Serviranno 500 mila firme e i volontari avranno a disposizione 90 giorni di tempo. “Uscire dall’euro. Subito. Senza dubbi, senza ripensamenti, senza aspettare di essere ancor più devastati da una crisi economica senza precedenti”, dicono i comitati promotori. In merito quindi il Comune di Napoli comunica che è possibile firmare presso gli uffici comunali per due nuove proposte di referendum abrogativo: “Volete voi che sia abrogato interamente il dlgs. n. 213 del 24 giugno 1998 dal titolo “Disposizioni per l’introduzione dell’Euro nell’Ordinamento Nazionale a norma dell’art. 1 comma 1 della legge 17 dicembre 1997 n. 433″, pubblicato nella G.U. n. 157 del 8 luglio 1998  – Supplemento Ordinario n. 116?”; “Volete voi che sia abrogata interamente la Legge 17 dicembre 1997 n. 433, pubblicata nella G.U. 295 del 19 dicembre 1997, dal titolo ”Delega al Governo per l’introduzione dell’Euro”? Per tutte le iniziative è possibile firmare presso le Municipalità dal lunedi al venerdi.

martedì 18 febbraio 2014

"IL DEBITO RENDE LIBERI", spiegato ai bambini

La truffa del Signoraggio bancario spiegata ai bambini !

Immaginate una società in piccolo. Diciamo un paesino composto da un centinaio di abitanti nel quale ognuno abbia un ruolo diverso, ovvero sappia fare qualcosa che gli altri non sanno fare. Ci sarà quindi il calzolaio, il barbiere, il ristoratore, il muratore, il falegname ecc…Un modellino di società standard in scala ridotta. Immaginate ora che il denaro totale posseduto da questa piccola società ammonti a…diciamo… a 100.000 euro. Ogni abitante possiederà in media 1.000 euro in banconote di vario taglio. Immaginiamo che la cultura dominante di questa società sia ilrisparmio a tutti i costi. Se ognuno di loro si tenesse il denaro stretto stretto, senza spenderlo, la società sarebbe destinata a cadere nella miseria più totale nel giro di pochi giorni. Zero scambi commerciali = morte sicura del nostro simpatico paesino di montagna in tempi brevissimi. La cultura dominante, affinchè la società prosperi, deve essere quella dello scambio commerciale continuo, della vivacità di mercato costante. Avremo così il calzolaio che paga 100 euro il falegname per sistemare una porta; il falegname pagherà 30 Euro al ristoratore per il pranzo; il ristoratore pagherà 15 Euro il barbiere per i capelli, il quale pagherà 60 Euro il sarto per la camicia nuova ecc…Il denaro è sempre quello, ma per il solo fatto di passare di mano in mano quella società è destinata a migliorare il proprio benessere materiale all’infinito.
La società dei consumi si basa su questo semplice principio.
Immaginiamo che questa società sia governata da un capo saggio, buono e che lavori per il bene di tutti: lo so che è difficile da credere ma proviamo a fare questo sforzo di immaginazione (in una favola ci puo’ stare…)! Tale capo deciderà saggiamente quante banconote stampare (in base alla quantità delle merci in circolazione, al comportamento del mercato, all’aumento demografico, agli scopi comuni ecc…) ed in che maniera distribuirle; per esempio sotto forma di compenso per lavori di pubblica utilità. Il costo di produzione di tali banconote sarebbe irrisorio: carta + inchiostri + manodopera. Potrebbe ordinare al tipografo del paese di stampare il denaro, ricompensandolo con la giusta dose di banconote da lui stesso stampate, e a fine stampa potrebbe prendere i cliché e portarli al sicuro affinché nessuno ne abusi. Semplice no?
Tutto troppo bello perché sia vero…
Immaginiamo invece che il capo di questo villaggio sia un tipo disonesto, arrogante, subdolo e che sia molto concentrato sul proprio e personale interesse e che del villaggio e dei suoi abitanti non gliene freghi proprio un bel niente!Immaginiamo che tale capo venga avvicinato da un losco individuo,

ITALIA, COLPO DI STATO: NON C'È DUE SENZA TRE...

Nuovo colpo di Stato in Italia


Dimitris Kazakis
Articolo apparso domenica, 16 Febbraio 2014 sul sito di Dimitris Kazakis.
Giorgio Napolitano, il Presidente della repubblica Italiana affiderà l’incarico di formare un governo entro la prossima settimana a Matteo Renzi, ex sindaco di Firenze e ambizioso membro del Partito Democratico del centro-sinistra. Questo a seguito delle dimissioni del governo Letta, appena dieci mesi dopo il suo insediamento.

Da un colpo di stato all’altro.

Come Mussolini, cosi anche Renzi governerà l’Italia sotto un regime di deviazione costituzionale. L'Italia è ora passata nella costellazione dei governi nominati, come nel periodo di transizione verso il regime fascista.
Solo che nel periodo interbellico governatore di questa transizione era il re Vittorio Emanuele terzo, mentre oggi è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un ex satrapo professionale dell'apparato del partito comunista Italiano di un tempo, un amico distinto dell'ambasciata degli Stati Uniti dall'epoca del "compromesso storico".
I tempi cambiano, le persone e le ideologie cambiano ma le pratiche rimangono invariate. Vedete, tanto i vecchi fascisti quanto i centro-sinistra odierni servono gli stessi interessi sociali di classe e nazionali. Per quanto riguarda Renzi non solo ha l'età di Mussolini quando a quest'ultimo è stato affidato dal Re l’incarico di diventare il dittatore d'Italia nel 1922, ma ha anche la stessa ambizione e il fanatismo.
Come del resto ha mostrato la sua arrampicata politica all'interno del PD, ma anche la sua fretta di diventare primo ministro senza elezioni. Egli sa che non ha il genuino consenso popolare e ha fretta di assaggiare il potere prima che la sua stella si spenga per sempre. Il ricorso alle elezioni è ormai impensabile per l'elite politica Italiana. Sente la stessa avversione per le normali procedure parlamentari che sentivano i suoi antenati del periodo interbellico. Trema quanto nessun altro di fronte al ricorso alle urne e all'espressione popolare. Sanno molto bene che nonostante la dittatura dei media controlli la gente comune, i lavoratori sempre di più si stanno liberando dalle catene della manipolazione.
Lo hanno visto accadere lo scorso febbraio, quando i gladiatori dell'oligarchia (Bersani-Berlusconi) non sono riusciti a prendere il controllo assoluto sugli sviluppi politici e a gestire la società italiana per mezzo di una polarizzazione assolutamente virtuale ed estremamente conveniente.
Con l'aiuto di un miserabile sistema elettorale la coalizione di centro-sinistra di Bersani, uno strano ibrido fra Craxi e Andreotti nonostante il fatto che abbia preso solo il 29,5% dei voti, ha assicurato il 54,7% dei seggi alla Camera e il 39,0% al Senato.
Similmente la coalizione di centro-destra di Berlusconi, un altro ibrido tra l'elite politica e la mafia, mentre ha ottenuto il 29,1% dei voti ha avuto solo il 19,8% dei seggi alla Camera e il 37,1% al Senato. Mentre la sorpresa della lotta elettorale, il partito di Beppe Grillo, pur avendo ottenuto il 25,5% dei voti, è riuscito ad essere rappresentato in parlamento dal 17,3% dei seggi e dal 17,1% dei seggi al Senato.
Un tale sistema elettorale sicuramente lo invidiano persino i mafiosi del nostro regime politico, che giustamente si considerano rettori di brogli elettorali grazie ai quali si alternano da decenni alla governance della Grecia.
Il panico è prevalso nel personale della classe dirigente in Italia e all'estero. Si sono resi conto subito che è impossibile per le procedure parlamentari tradizionali, per quanto esse possano essere fuorvianti a fermare un popolo che è in cerca di cambiamenti radicali e rompe le catene della manipolazione. Come porre limite alle aspettative di questa gente, soprattutto in queste condizioni con una crisi di debito senza precedenti che per colpa dell' Euro ha portato l'Italia al punto da non avere nemmeno la libertà di esercitare la propria politica economica e fiscale?
Sanno molto bene che il risultato inevitabile di una tale miscela esplosiva tra euro e debito sarà il collasso sociale, economico e politico. Quindi come si può contenere la gente?

Da Vittorio Emanuele a Giorgio Napolitano

Una situazione analoga si è verificata dopo la prima guerra mondiale. Gli orrori della guerra e il disastro socio-economico senza precedenti hanno portato all'emancipazione politica delle masse popolari Italiane. Il popolo era stufo e voleva sbarazzarsi di coloro che lo avevano portato a questo stato di miseria. L'intero sistema politico dei vecchi partiti stava collassando. Di fronte al timore della popolazione la classe dirigente ha utilizzato il Re per distruggere il parlamentarismo e portare al potere le bande parastatali e paramilitari di Benito Mussolini e del nascente partito fascista.
Oggi l'Italia si trova ad affrontare una situazione simile. E dal momento che dopo le elezioni del febbraio del 2013 il paese è entrato nell'orbita di una profonda crisi politica, con tutti i partiti ufficiali di destra e di sinistra a crollare nella coscienza del popolo, cosa hanno fatto i custodi della Costituzione e del sistema parlamentare? Hanno abolito entrambi. Questa volta l'oligarchia dominante non ha utilizzato il Re, perché non c'è bensì il sostituto dell' istituzione Reale nel sistema parlamentare, vale a dire il presidente della repubblica. Napolitano sta per imporre un governo non eletto col pretesto del presunto stato d' emergenza in cui si trova il paese. In questo modo Napolitano ha imposto una particolare "stato d'assedio" al suo Paese allo scopo di legalizzare un governo non eletto, quello di Leta. Con la stessa logica dello "stato d'assedio" ha agito il Re Vittorio Emanuele nel periodo interbellico.
Solo che l'attuale Costituzione Italiana non dà al Presidente della Repubblica una tale autorizzazione. È evidente. Quando il Presidente della Repubblica constata il fallimento di formazione di governo dovrebbe indire elezioni. Lui non ha il diritto di dare l'incarico della formazione di governo ad un primo ministro non eletto. Però lo ha fatto. E così ha violato palesemente la Costituzione del Paese al fine di imporre un governo anticostituzionale. Napolitano e i suoi mandanti sono ben consapevoli del fatto che le sue azioni rientrano ai sensi dell'articolo 90 della Costituzione Italiana, che prevede: "Il Presidente della repubblica non è responsabile per le azioni compiute nell'esercizio delle funzioni presidenziali, salvo i casi di tradimento o di violazione della Costituzione. In tali casi, il Presidente può essere incriminato dal Parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dei componenti del corpo."
In altre parole Napolitano è colpevole di usurpazione di potere al fine di violare la Costituzione che invece ha l'obbligo di custodire E quindi è colpevole di alto tradimento come lo sono anche i partiti che hanno partecipato a questa azione. Ecco perché Napolitano ha cambiato così facilmente opinione quando i suoi complici gli hanno chiesto di accettare di essere rieletto Presidente della Repubblica. Lui sa benissimo di avere le mani legate. È colpevole dell'alto tradimento e non rischia di lasciare il suo posto. Ciò che salva dal punto di vista istituzionale per il momento sia lui che le formazioni della coalizione governativa dall'accusa di alto tradimento è il fatto che quelli che hanno fatto il colpo di stato hanno anche il controllo del Parlamento. Ricordiamo che solo il Parlamento ha il diritto costituzionale di inviare al giudizio il Presidente della repubblica con l’accusa di alto tradimento.
Ma per quanto tempo? Quanto durerà questa situazione di pseudoparlamentarismo? Il governo Letta non ha resistito nel tempo. E così c'è stato il bisogno di dare il mandato a Renzi. Ma per quanto tempo? Sanno benissimo che la recessione non può essere affrontata in maniera efficace dentro l'Euro. Sanno anche molto bene che l’Italia non è solo in un vortice di indebitamento senza precedenti nella storia del paese ma anche sull'orlo di una trappola deflazionistica. E mentre i governi nominati si dimostrano incapaci di soddisfare persino le conseguenze di una tale situazione, si vedranno alternare alla governance del paese contro la crescente rabbia popolare. 

Imposizione di un regime totalitario “di emergenza”

Ecco perché gli autori del colpo di stato già all'indomani della nomina del governo Letta, hanno iniziato a parlare di revisione della Costituzione e di cambiamento della legge elettorale. Se proprio a loro non sta bene le presente legge elettorale, immaginate che cosa stiano preparando perchè ci siano "governi stabili" come gli stessi dicono. Solo una tale dichiarazione è sufficiente per farci capire visto che il governo più stabile che possa esistere non è altro da quello dittatoriale. Per questo motivo vogliono la revisione della Costituzione, per rendere ancora più facile e più assoluta l'arbitrarietà dittatoriale del potere esecutivo ma anche l’arbitarietà del Presidente della Repubblica di dichiarare il Paese in uno "stato di assedio". 
Facciamo notare a questo punto che poiché la dichiarazione dello stato d'assedio è stata utilizzata spessisimo in passato in particolare durante il periodo interbellico per imporre il fascismo in Italia, il nazismo in Germania (art. 48 della Costituzione di Weimar), la dittatura di Metaxas in Grecia e altrove in Europa, dopo la fine della guerra è prevalsa la tesi che la democrazia di sua natura non arriva mai a fondi ciechi e quindi non ha bisogno di “stati d'assedio” o di “leggi di emergenza”. Così nella costituzione Italiana non vi è alcuna disposizione che preveda la dichiarazione con qualsiasi pretesto di "stato d'assedio" o il mettere in vigore una "legge di necessità"; tanto meno per preservare gli interessi degli euro cartel contro gli interessi nazionali e popolari.
Il popolo italiano si trova a dover affrontare la stessa sfida della vigilia dell’imposizione del regime fascista degli anni '20. Tanto per il vecchio dittatore fascista quanto per l'attuale dittatore di centro sinistra ciò che conta è “mettere in gesso” il popolo italiano e la stessa Italia, imporre un regime totalitario "di emergenza" dove l'unica cosa che manca perchè questo funzioni in termini di totalitarismo è la legge marziale; almeno fino a quando gli attuali governanti avranno bisogno di una parvenza di legalità cioè fino a quando i brogli elettorali e le aberrazioni costituzionali permetteranno loro di avere come alibi un parlamento virtuale. 
La differenza tra il nuovo e il vecchio stato fascista totalitario risiede principalmente nel fatto che nel periodo interbellico il fascismo abbia voluto ripristinare lo splendore imperiale di una classe dirigente "danneggiata" dalla ridistribuzione delle colonie e delle sfere d'influenza mondiali. Così ha trasformato lo Stato in una caserma in stato di guerra. Allora il popolo doveva essere portato a bastonate nel campo di battaglia a versare il proprio sangue per lo splendore coloniale di un'Italia che sognava la ricostruzione dell'impero romano. E così la persona più appropriata per esprimere questa operazione non fu altro che un giannizzero ex socialista, Benito Mussolini che ha intergrato la sua idea di “socialismo da caserma” con il nazionalismo della classe dirigente imperialista. Così è nato ed è stato imposto dall'alto lo Stato fascista.
Oggi le cose sono diverse. Gli Stati oggi non sono altro che anelli della catena dei mercati dominati dai colossi bancari. Sempre più la sovranità esercitata tradizionalmente da uno Stato a nome della nazione viene ceduta ai mercati. Gli Stati aboliscono le loro funzioni nazionali sociali ed economiche in modo che il loro territorio sia trasformato dai mercati internazionali in un'area libera di deposito di capitali. Oggi le concentrazioni mondiali di potere economico e politico non hanno più bisogno di Stati strutturati con coordinati poteri che disciplinano i popoli. Chiedono la distruzione degli Stati strutturati per rimuovere dal popolo ogni possibilità di rivendicare o esercitare il potere sovrano nel proprio paese, persino la possibilità di farlo nell'ambito del parlamentarismo rappresentativo tradizionale.
Lo stesso sta accadendo in Italia. Non c'è più una classe dirigente che sogna la grandezza imperiale per se stessa a nome dell'Italia ma una oligarchia cosmopolita che rivendica una parte del saccheggio del proprio paese. Non gli interessa l'esistenza dell'Italia come stato strutturato, ma l'Italia come elemento organico di un mercato di capitali globalizzato in cui il potere viene esercitato in primo luogo a livello sovranazionale garantendo maggiori reditti finanziari qualunque cosa accada. Il capitale non ha mai avuto patria, oggi non ha nemmeno bisogno di uno Stato coordinato secondo la logica del trattato di Westfalia (1648). Tutto deve essere fluido e rimanere fluido al fine di facilitare gli investimenti speculativi e i reinvestimenti di capitali a livello internazionale. Ecco perché il totalitarismo di oggi non ha bisogno del vecchio stato fascista né del suo pretesto nazionalista. Vuole trasformare lo Stato in uno strumento di imprenditorialità capitalista e quindi non ha neanche bisogno del popolo per imporgli la disciplina. In tali circostanze la forza migliore per esprimere il totalitarismo corrente è il centro-sinistra odierno, la “sinistra” che traduce il cosmopolitismo imperialista in 'internazionalismo' e dimentica che il concetto di patria è indissolubilmente legato al concetto di democrazia. C'è potere migliore di questa “sinistra” per dirigere politicamente l'abolizione dello Stato in termini di diritti nazionali, sociali e democratici di un popolo?
Il popolo italiano presto assisterà alla demolizione del proprio paese in condizioni di deflazione. Molto presto il personale della zona Euro e dell'Unione europea prenderà in considerazione il fatto che l'Italia non sia economicamente redditizia. Naturalmente dopo che l'avranno gettata nella trappola della deflazione tramite le "riforme strutturali" e la svendita generale richiesta.
E allora il popolo italiano sperimenterà la distruzione e dissoluzione del proprio paese sperimentate dalla Grecia e dal Cipro. Vedrà da un giorno all'altro lo Stato autodistruggersi in nome della creazione di regioni autonome o semi-autonome Europee e se stesso diventare vittima di una situazione che farà tornare l'Italia ad uno stato simile a quello prima del Risorgimento. Sempre in nome dell' "identità europea".
La sabbia nella clessidra del tempo si svuota in fretta per il popolo italiano. È necessario stabilire al più presto una vasta alleanza politico-sociale dal basso, avente come imperativi centrali la sovranità nazionale, la sovranità popolare e l'emancipazione sociale. Un'unica alleanza popolare dal basso che vada oltre le linee che dividono il popolo in quelli di destra e quelli di sinistra deve formarsi in ogni città e in ogni paese seguendo l'esempio della lotta di liberazione nazionale. Se il popolo italiano non avvia oggi questo processo di rivendicazione del proprio paese dalla zona Euro e dall'UE trasformando la richiesta di “elezioni qui e ora” ad un invito immediato di mobilitazione del popolo, in breve tempo forse molto prima di quanto pensino anche i più scettici non ci sarà più Italia da recuperare.

  • Autore: Dimitris Kazakis (economista, segretario dell’EPAM - ΕΠΑΜ, Fronte Popolare Unitario).
  • Fonte: dimitriskazakis.blogspot.gr
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lunedì 17 febbraio 2014

Le ricette di Machiavelli, contro lo strapotere delle oligarchie

Il populismo è democratico

Machiavelli e gli appetiti delle élite

di Lorenzo Del Savio e Matteo Mameli

L’anti-populismo può facilmente diventare un’arma nella mani delle élite, un’arma che pone a rischio la stessa convivenza democratica. Questo ci può insegnare Machiavelli attraverso un dibattito anglosassone sui rapporti tra i Discorsi e il neo-repubblicanesimo contemporaneo
L’accusa di populismoricorre spesso nel lessico pubblico italiano. Interi movimenti politici sono spesso ricondotti a questa categoria. È il caso per esempio del Movimento 5 Stelle e, per alcuni aspetti, del cosiddettoberlusconismo, oltre che di vari soggetti dediti alla contestazione politica, inclusi i vari Occupy e le loro declinazioni locali.[1]A detta di quelli che lo criticano, il populismo consiste nella semplificazione eccessiva di questioni pubbliche complicate, ridotte a caricature adatte a soddisfare gli appetiti dei più e a suscitare in essi irrazionali e controproducenti istinti contestatori. Tale semplificazione agitatoria danneggerebbe non solo il perseguimento del bene collettivo ma anche quello degli interessi di coloro che si fanno attrarre da tale semplificazione. È implicita in questa concezione del populismo un’immagine negativa delle moltitudini: il “popolo” è spesso disinformato, distratto, disinteressato al bene comune, volatile nelle preferenze e nel giudizio politico, attratto dalle semplificazioni concettuali, estraneo alla razionalità e al senso civico richiesto dall’analisi dei problemi sociali ed economici più urgenti e complessi. Non solo: in tale accusa è implicita una valorizzazione paternalistica del ruolo delle élite tecnocratiche, considerate le più adatte a identificare e interpretare le vere esigenze e i veri interessi delle persone comuni. La maggioranza dei cittadini vivrebbe, secondo gli anti-populisti, in una sorta di falsa coscienza indotta da mancanza di competenze, da pigrizia cognitiva, e da un uso smodato della TV o dei social media, che non permetterebbero alle persone comuni di giudicare da sé del proprio destino politico.
Questa interpretazione anti-populista del significato politico dei populismi, ancorché egemone, è inadeguata. Per chi ritiene che gli appetiti delle oligarchie – per usare i termini di Machiavelli – costituiscano un elemento di rischio importante per quanto riguarda il perseguimento del bene comune, non è difficile vedere come l’accusa di populismo possa diventare facilmente uno strumento per mantenere ed estendere il potere di quelle stesse oligarchie, oltre che la loro influenza sulla vita e le decisioni pubbliche, riducendo così ogni tentativo di contestazione che viene dal basso a irrazionalità o pigrizia intellettuale o morale. L’anti-populismo può dunque diventare un’arma nella mani delle élite, un’arma che pone a rischio la stessa convivenza democratica. E il populismo, se propriamente articolato, può invece essere utile alla vita democratica. Questo ci insegna Machiavelli attraverso un recente dibattito anglosassone sulle tesi dei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio.

L’anti-populismo e il dibattito neo-repubblicano su Machiavelli
In questo breve scritto, vogliamo spiegare la potenzialità contestatoria e anti-elitista del populismo, esplorandone le potenzialità democratiche. Il nostro punto di partenza è la lettura che il politologo John McCormick ha dato di ciò Machiavelli dice nei Discorsi a proposito delle istituzioni della Repubblica romana, lettura contrapposta a quella cosiddetta neo-repubblicana, e ormai divenuta ortodossa, di autori come lo storico Quentin Skinner e il filosofo Philip Pettit.[2] McCormick pone in risalto quegli aspetti che possono essere legittimamente – anche se anacronisticamente e provocatoriamente – chiamati populisti delle teorie di Machiavelli. Per Machiavelli la Repubblica romana offre un esempio, per quanto imperfetto, di un sistema istituzionale all’interno del quale anche coloro che non appartengono alle élite possono contestare efficacemente, e per di più per via istituzionale, il potere e le ambizioni delle oligarchie, la cui azione sarebbe altrimenti priva di limiti e dannosa per gli interessi delle persone comuni, oltre che per la sopravvivenza stessa della Repubblica, e quindi nel lungo termine per gli interessi di tutti, incluse le oligarchie stesse. Questo aspetto contestatorio si riscontra nelle magistrature plebee della costituzione mista della Repubblica romana, che garantiva ai semplici cittadini ampi poteri reattivi e propositivi tramite assemblee dedicate e potenti ruoli politici, in primo luogo il tribunato, a cui le élite non avevano accesso.

Matteo Renzi, il terzo premier golpista delle Brigate Rothschild

Il Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore in merito al rapido evolversi della situazione politica italiana e a poche ore dall'incarico dato a Matteo Renzi per formare un nuovo governo comunica: 
“ Ora dopo ora cominciano ad emergere particolari a dir poco agghiaccianti che spiegherebbero la rapida ascesa di Matteo Renzi verso le più alte cariche dello stato.

Una ascesa caratterizzata da amicizie con personaggi imbarazzanti del gotha politico-finanziario internazionale, da rapporti ambigui con uomini espressione di potenze straniere, da appropriazioni di fondi che hanno destato più di un sospetto anche all'interno del suo stesso partito.

É ora chiaro il motivo per cui Matteo Renzi fin dal lontano 2007 frequenta con sempre maggiore insistenza Michael Ledeen, consulente strategico per la Cia e per la Casa Bianca. Un oscuro signore protagonista di colpi di stato, coinvolto nella strage di Bologna, teorico di tutte le guerre nel medio oriente nonchè` interprete simultaneo della telefonata fra Craxi e Reagan a Sigonella dove lo stesso cambio’ le parole di Reagan facendo rischiare volutamente lo scontro a fuoco fra militari italiani e americani.

Per l’ economia invece Renzi si affida a Yoram Gutgeld deputato PD con cittadinanza israeliana a Marco Carrai, che ha addirittura propri interessi in Israele, cosi come Marco Bernabè anche lui legato a Tel Aviv, attraverso il fondo speculativo Wadi Ventures.

Viste le discutibili e unidirezionali amicizie del futuro presidente del consiglio italiano,si capisce il motivo per cui una denuncia chiara e circostanziata di un vecchio comunista, come Ugo Sposetti, attuale tesoriere del PD, secondo cui “ dietro i finanziamenti milionari a Renzi c'è Israele e la destra americana” è rimasta inascoltata.

Ciò che comincia ad emergere con sempre più determinazione è una verità alquanto allarmante: Matteo Renzi è l'uomo imposto dai poteri forti internazionali, dalla destra repubblicana neocon, da Israele, dall'Arabia Saudita, Morgan Stanley, Mediobanca, De Benedetti e Caltagirone.

Una pedina manovrabile e dipendente, priva di autonomia, non interessato a difendere gli interessi nazionali ma pronto a rispondere positivamente e con entusiasmo a qualsiasi porcheria proveniente dalla Casa Bianca o da Tel Aviv come per esempio, un attacco militare alla Siria di Assad.

Per quanto riguarda le politiche sociale attendiamoci un ulteriore selvaggio attacco allo Stato Sociale ed alle fasce piu’ deboli. Qui non abbiamo a che fare piu’ con i vecchi padroni delle ferriere ma con i moderni affamatori di popoli, quelli della finanza creativa per pochi e distruttiva per molti.

IRLANDA: MEGA PROCESSO CONTRO BANCHIERI

6 febbraio 2014


IRLANDA: MEGA PROCESSO CONTRO BANCHIERI

http://cafedehumanite.blogspot.it/2014/02/irlanda-mega-processo-contro-banchieri.html


‘3 banchieri "nella gabbia" di un affollatto tribunale a Dublino, accusati forse del piu' grande crimine dei colletti bianchi, mai commesso in Irlanda e che riguarda mutui di 625milioni di euro 

 Tutti si sono voltati a guardare l'uomo principale nel caso giudiziario: Sean Fitz Patrick, l'ex boss dell'ora defunto Anglo Irish Bank,il cui abbigliamento impeccabile e lo shock dei suoi capelli bianchi sono balzati all'occhio, mentre si dichiarava non colpevole.

 Il vento e la pioggia di Dublino hanno tenuto basso il numero del pubblico presente ma poi in centinaia si sono presentati per il primno giorno del piu' grande processo penale che avviene nella città, da molti anni a questa parte.’

>> tutto l'articolo qui: 
http://www.independent.co.uk/news/business/news/irelands-bankers-in-the-dock-anglo-irish-chiefs-charged-with-illegally-bolstering-banks-share-price-9110344.html