martedì 11 marzo 2014

Signoraggio: quanto ci hanno rubato al gennaio 2014 ?

Quote di signoraggio sull'euro per l'Italia (gennaio 2014)


Capital Key: 12,31% (quota di partecipazione in BCE)
http://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/capital/html/index.en.html

A - Monete: 2,96 miliardi (2.960.260.175. su totale 24.047.605.000 euro)

B - Banconote: 114,75 miliardi (114.753.688.159 su totale 932.198.929.000)

C - Linee di credito:  105.000 miliardi di euro
(titoli statali per 2.100 miliardi x 50, stima su base riserva frazionaria 2% in soli titoli di stato, dati ipotizzati non resi disponibili da BCE)

D - Signoraggio lordo totale: 105.114 miliardi di euro
(esclusi i costi materiali di emissione, A+B+C)

Signoraggio lordo attribuito dalla BCE allo stato italiano:  2,96 miliardi
(A escluso il costo di coniazione)

Signoraggio lordo trattenuto da banche centrali e commerciali: 105.114 miliardi
(B+C esclusi i costi emissione)

E - Popolazione in Italia:  61.482.297 (stima luglio 2013)

F - Signoraggio lordo pro capite: 1.709.662 euro
(in caso di assegnazione diretta al popolo sovrano, D/E)


Note:

Dati A e B tratti da BCE:
Euro banknotes and coins statistics
January 2014
http://www.ecb.europa.eu/stats/euro/circulation/html/index.en.html

Dato E tratto dalla CIA:
The World Factbook
https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/it.html

Dati C, D, F elaborati da:
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org


Dispositivo dell'art. 930 Codice Civile


Il proprietario deve pagare a titolo di premio al ritrovatore, se questi lo richiede, il decimo della somma o del prezzo della cosa ritrovata [927]. Se tale somma o prezzo eccede euro 5,16, il premio per il sovrappiù è solo del ventesimo. Se la cosa non ha valore commerciale, la misura del premio è fissata dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento.

BANCHE: LANNUTTI-TREFILETTI, ZALESKY GODE

10 Marzo 2014 18:10

BANCHE: LANNUTTI-TREFILETTI, ZALESKY SI GODE LA SUA PENSIONE, DOPO AVER AVUTO MILIARDI DI EURO

Scritto da  com/dam
http://www.agenparl.it/articoli/news/finanza/20140310-banche-lannutti-trefiletti-zalesky-si-gode-la-sua-pensione-dopo-aver-avuto-miliardi-di-euro
(AGERNPARL) - Roma, 10 mar - "Se Romain Zaleski, azionista della Carlo Tassara, esposto con 2 miliardi di euro con le banche ‘amiche’ costate centinaia di milioni di euro in accantonamenti e sofferenze su crediti, a chi gli faceva notare (a margine dell'assemblea Mittel), che le banche non 'godono' dell'eredità della Tassara, ha risposto che ‘si gode la sua pensione’, non si può dire altrettanto di tanti piccoli imprenditori strangolati ed usurati dal sistema bancario, costretti a chiudere ed a licenziare i propri dipendenti, che vedono come un miraggio la loro pensione. La Banca d’Italia, che dovrebbe avere il dovere di vigilare certificando la prudente gestione del credito e del risparmio, non ha nulla da eccepire su un sistema bancario, che presta a Carlo Tassara 2 miliardi di euro senza garanzie reali, con l’unico garante quel capitalismo di relazione composto da banchieri ‘amici’, che negano poche migliaia di euro ad artigiani e commercianti, costringendoli a chiudere le loro attività, mentre affidano 8 miliardi di euro, il 10% dei crediti totali alle imprese per accrescere così la voragine delle sofferenze ? Con quale coraggio l’Abi ed i banchieri di sistema, invocano aiuti pubblici per sanare con una bad bank, gli allegri affidamenti ad amici e compari?".
Lo affermano in una nota congiunta Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori).

lunedì 10 marzo 2014

Il M5S cancellerà il Fiscal Compact

Il Fiscal Compact ammazza l'Italia

http://www.beppegrillo.it/2014/03/il_fiscal_compact_ammazza_litalia.html
fiscal_ammazza.jpg
Le cose importanti in Italia le decidono quattro gatti nelle loro segrete stanze senza coinvolgere i cittadini. Il 19 luglio 2012 con il governo di Rigor Montis, presidente del Consiglio non eletto da nessuno, fu approvata la condanna a morte del nostro Paese detta "Fiscal Compact". La solita parola inglese che dà spessore intellettuale a chi la usa e che non fa capire di che si tratta. Con il Fiscal Compact il nostro (?) Paese si è impegnato ad assestare il rapporto debito/Pil al 60% in linea con gli accordi di Maastricht del 1992. Allora l'Italia, che viaggiava al disopra del 100% di debito/Pil, fu esentata insieme al Belgio pur sapendo che l'obiettivo 60% era irrealizzabile. Nel 1992 era necessario che l'Italia entrasse nella UE e che in seguito adottasse l'euro. Ora la UE non può più fare sconti e il motivo è il nostro debito pubblico. In questi anni gli Stati europei hanno accumulato fino a 1.000 miliardi di titoli italiani, ora in discesa perché ricomprati dall'estero in quantità enormi dalle nostre banche con il meccanismo dell'LTRO, in cui prestiamo i soldi alla BCE che li presta alle banche italiane per ricomprare il nostro debito. Geni, si riportano la spazzatura a casa con i soldi dello Stato. A fine 2013 il rapporto debito/Pil ha raggiunto il 132,6%, il più alto dal 1990. Il rapporto ha un andamento quasi esponenziale, nel 2012 era del 127%. Il nostro debito pubblico marcia ad aumenti di 100/120 miliardi in più all'anno e ha superato i 2.100 miliardi e il Pil è caduto di nove punti dal 2008. Debito in salita verticale, discesa del Pil e aumento costante degli interessi sul debito. In questa situazione il Fiscal Compact, che taglierebbe la spesa pubblica dai 40 ai 50 miliardi all'anno per vent'anni in mancanza di una fortissima crescita, del tutto impossibile, è irrealistico. Consegnerebbe l'Italia alla miseria con tagli neppure immaginabili alla spesa sociale, dalla scuola alla sanità, e ucciderebbe ogni possibilità di ripresa. Il Fiscal Compact lo ha firmato il signor Rigor Montis e lo ha ratificato il parlamento delle larghe intese che lo ha sostenuto. Il Fiscal Compact lo paghino Berlusconi, il pdexmenoelle, Napolitano e Monti se vogliono. Il M5S lo cancellerà.

domenica 9 marzo 2014

Parmalat, Giovanni Tanzi muore

CRONACHE
Ieri la conferma della Cassazione: 10 anni e due mesi di reclusione
Non ha fatto in tempo a sentire la sentenza definitiva della Cassazione che lo condannava a 10 anni e 2 mesi, con un piccolo sconto di quattro mesi rispetto al pronunciamento della Corte d’Appello di Bologna. Mentre a Roma si chiudeva infatti la vicenda giudiziaria del filone principale del crac Parmalat, Giovanni Tanzi moriva a Parma. Avrebbe compiuto nei prossimi giorni 71 anni. 

Giovanni, meglio conosciuto come Gianni, era da sempre il braccio destro di Calisto, ruolo che ha pesato e non poco sulla sua vicenda giudiziaria. Vicepresidente della Parmalat, era stato al fianco del fratello sin dai primi passi e con lui, a parere dei giudici, ne aveva condiviso anche le scelte finanziarie che poi portarono al crac da 14 miliardi di euro con 38mila risparmiatori truffati. Laureato in biologia, in azienda si era occupato del delicato settore degli acquisti delle materie prime, ovvero la scelta del latte, dei concentrati di frutta ma anche di tutto il packaging. E alla fine, oltre a rivestire il ruolo di numero due del colosso lattiero-caseario parmense, era entrato praticamente in tutti i cda della galassia Parmalat, dalla società forziere Coloniale ad Eurolat, Lactis, Panna Elena-Cpc, Italcheese, Fromagere d’Athis, sino alla Giglio. 

Arrestato il 17 febbraio del 2004, Giovanni Tanzi rimase in una cella del carcere di via Burla a Parma solo poche ore, lo stretto necessario perché il giudice gli concedesse gli arresti domiciliari per problemi di salute. Sofferente da sempre di problemi di cuore, il suo stato fisico ha inciso e non poco sul suo iter giudiziario e ieri è arrivata la morte per un nuovo attacco cardiaco. La notizia è stata resa nota solo oggi, dopo che la famiglia ha informato in ospedale Calisto Tanzi, di cinque anni più anziano del fratello scomparso. I funerali si celebreranno martedì alle 10.30 nella chiesa del Sacro Cuore, la parrocchia dove solitamente si recava al completo ogni domenica tutta la famiglia Tanzi. 

Truffati dai banchieri da 300 anni !

sabato 8 marzo 2014

La Pirlamide del Potere

La piramide del Potere

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Una piramide. Al vertice banche e istituti finanziari presenti nell'azionariato di 43.000 multinazionali, di queste 1.318 aziende hanno più partecipazioni incrociate: l'azienda A può possedere quote dell'azienda B che a sua volta è azionista dell'azienda A, formando una ragnatela inestricabile di interessi. Questo è il vero potere. Un potere mondiale che spesso nomina i suoi rappresentanti nei governi, negli organismi di controllo internazionali e nelle banche centrali. E' un grande club che finanzia i partiti e modella per i suoi fini lo scenario economico globale. Il nucleo centrale della rete delle 43.000 multinazionali è formato dalle 1.318 aziende con partecipazioni incrociate, il 40% di queste è controllato da 147 società che si trovano al vertice della piramide del potere globale(*). Secondo l'economista Glattfelder "Meno dell'1% delle multinazionali guida il 40% del totale". L'un per cento di queste multinazionali sono per la maggior parte banche. Affermare che le banche governano il mondo e che, tra loro, vi sono accordi non scritti che influenzano le vite delle Nazioni è forse un'affermazione un po' forte, ma certo è molto plausibile. Chi le controlla? I loro nominati sono a capo dei governi?
L'elenco delle prime 30 multinazionali della piramide (*):

1. Barclays (**)
2. Capital Group Companies Inc
3. Fmr Corportation
4. Axa
5. State Street Corporation
6. Jp Morgan Chase & co. (**)
7. Legal & General Group Plc
8. Vanguard Group Inv
9. Ubs Ag
10. Merrill Lynch (**)
11. Wellington Management Co Llp
12. Deutsche Bank Ag (**)
13. Franklin Resources Inc
14. Credit Suisse Group (**)
15. Walton Enterprise Llc
16. Bank of New York Mellon Corp
17. Natixis
18. Goldman Sachs Group Inc (**)
19. T. Rowe Price Group Inc
20. Legg Mason Inc
21. Morgan Stanley (**)
22. Mitsubishi Ufj Financial Group
23. Northern Trust Corporation
24. Société Générale (**)
25. Bank of America Corporation
26. Lloyds TSB Group Plc
27. Invesco Plc
28. Allianz Se
29. Tiaa
30. Old Mutual Public Limited Company

(*) Dati tratti del libro "I padroni del mondo" di Luca Ciarrocca e dalla base dati Orbis dell'Ocse
(**) Nota di questo blog: Riceve linee di credito dalla Banca d'Italia per comprare i titoli di stato. Vedi: http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_in_titoli_di_Strato_-_Dal_8_aprile_2013.pdf

venerdì 7 marzo 2014

Confedercontribuenti: domani 8 Marzo giornata di lotta

Confedercontribuenti: domani 08 Marzo giornata di lotta in Abruzzo contro Banche ed Equitalia

"Tutela da banche ed Equitalia e danno da debito ingiusto e patologie": e' questo il tema del convegno organizzato da Confedercontribuenti e che si terra' l'8 marzo, dalle ore 10 ad Avezzano, presso l'auditorium del Centro servizi culturali. Sara' l'occasione per presentare l'associazione di tutela dei consumatori e delle imprese e per illustrare le ultime azioni intraprese. Moderatore dell'incontro sara' l'avvocato Gabriele Catarinacci, del Foro di Avezzano, che si occupera' della presentazione e di una breve introduzione degli argomenti trattati, con brevi accenni sulle criticita' bancarie e metodi di risoluzione. Ad aprire i lavori Mariagrazia Piccinini, responsabile della regione Abruzzo di Confedercontribuenti, che presentera' l'associazione e parlera' dei suoi obiettivi facendo una breve presentazione dei casi piu' importanti trattati. Inoltre presentera' la sede di Avezzano. Interverranno, poi, Giuseppe Alonzi, un cittadino che raccontera' la sua personale esperienza e il conseguente disagio; Giuseppe Tosoni, responsabile regione Marche di Confedercontribuenti, che fara' un'illustrazione delle cosiddette "Criticita' bancarie e metodi di risoluzione e di gestione del debito"; Salvatore Spampinato, Responsabile regionale per la Lombardia di Confedercontribuenti, che si soffermera' su"Equitalia e contenzioso fiscale"; Antonio Vento, docente dell'Universita' "La Sapienza" di Roma, criminologo, psichiatra, e presidente nazionale dell'Osservatorio Mobbing: il professore illustrera' le patologie collegate a criticita' bancarie, l'Avv. Giuseppe Baldassarre, responsabile nazionale Utenti Bancari di Confedercontribuenti che si soffermerà sulle evoluzioni giurisprudenziali e il Dott. Luca Silvestrone Vice coordinatore nazionale del settore imprese di Confedercontribuenti. Trarra' le conclusioni e chiudera' l'incontro Carmelo Finocchiaro, presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Bankitalia deve restituire il signoraggio sulle banconote

Debiti Bankitalia:

il Signoraggio sulle banconote

di Marco Saba

Secondo il bollettino BCE di gennaio 2014, ci sono banconote in euro per 1,169.3 miliardi (1). La Banca d'Italia possiede il (capital key) del 12,31%(2). Quindi l'Italia avanza dalla Banca d'Italia un signoraggio sulle banconote pari a 143.9 miliardi. Questo è solo uno dei debiti trasferiti ai nuovi proprietari privati della Banca d'Italia ed ignorato da tutti i media.

Note:

1) https://stats.ecb.europa.eu/stats/download/bkn_notes_val/bkn_notes_val/bkn_notes_val.pdf

2) http://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/capital/html/index.en.html