lunedì 29 settembre 2014

FUNZIONARIA DELLA FED INDAGA SU GOLDMAN SACHS E VIENE SILURATA

Da: Dagospia

LA PIOVRA DI WALL STREET - UNA FUNZIONARIA DELLA FED INDAGA SU GOLDMAN SACHS E VIENE SILURATA DAI SUOI CAPI. MA HA REGISTRATO TUTTO E I NASTRI SONO LA PROVA DELLA SUDDITANZA DEI CONTROLLORI VERSO I BANCHIERI

Carmen Segarra viene cacciata dopo sette mesi di lavoro sul dossier Goldman. Ma ha portato con sé 46 ore di riunioni registrate in gran segreto, dove i suoi ex capi lamentano le pratiche dubbie e pericolose di Goldman Sachs. Poi insabbiano tutto - Il potere tentacolare della banca che assume politici e regolatori per tenerseli buoni…

Federico Rampini per “la Repubblica
CARMEN SEGARRACARMEN SEGARRA

Per la prima volta nella storia c’è una “gola profonda” che viene dalla Federal Reserve. E lancia alla banca centrale americana un’accusa grave: «Succube di Goldman Sachs ». La storia è clamorosa, protagonista una funzionaria licenziata in tronco, Carmen Segarra. Lavorava alla Federal Reserve di New York, l’ufficio che all’interno della banca centrale ha i compiti di vigilanza sugli istituti di credito.

La Segarra si rese “colpevole” di un’indagine troppo dura su Goldman Sachs. Proprio quella severità le è costata il posto di lavoro. Ma la vendetta della Segarra è implacabile: prima di andarsene ha registrato intere sedute degli ispettori della Federal Reserve. E ieri mattina quelle registrazioni sono andate in onda sulla National Public Radio (Npr). Creando un imbarazzo enorme: è la prima volta che la Fed si trova al centro di un simile scandalo. In particolare nelle riunioni interne, registrate segretamente dalla Segarra, si sentono i dirigenti della Fed che definiscono “shadowy”, cioè torbidi, alcuni comportamenti di Goldman Sachs.
carmen segarraCARMEN SEGARRA

 Ma poi non hanno il coraggio di andare fino in fondo. La banca d’affari è troppo potente? Metterla sotto accusa può avere effetti destabilizzanti sull’intero sistema? O si tratta semplicemente di un atteggiamento di sudditanza, quello che gli esperti definiscono “regulatory capture”: il regolatore viene catturato da colui che dovrebbe disciplinare.

La vicenda della Segarra è esemplare di questi conflitti d’interessi che hanno reso tutte le banche centrali cieche o impotenti alla vigilia del grande crac sistemico del 2008. Il fallimento dei controllori fu evidente a New York quando la bancarotta di Lehman portò alla luce frodi su una scala gigantesca. Uno dei colpevoli della mancata vigilanza, Timothy Geithner, sarebbe stato di lì a poco “promosso”: da capo della Fed di New York a ministro del Tesoro della prima Amministrazione Obama...
GOLDMAN SACHSGOLDMAN SACHS

In un momento di autocritica, incalzato dal Congresso, il successore di Geithner alla testa della Fed di New York, William Dudley, decise di aprire un’indagine su quello che non aveva funzionato. Affidò l’incarico a un esperto esterno, David Beim, docente di finanza alla Columbia University. Dandogli ampio accesso a tutti i funzionari della Fed. La conclusione dell’indagine di Beim fu pesante: una requisitoria contro la «cultura della Fed». Troppo «deferente e rispettosa» verso quelle banche che avrebbe dovuto controllare e punire.

Timorosa di mettersi in rotta di collisione coi padroni di Wall Street. Insomma una vigilanza pavida e imbelle aveva contribuito al disastro del 2008. La conclusione del rapporto di Beim: bisognava iniettare nella Fed forze nuove, elementi venuti dall’esterno, con un atteggiamento più indipendente e senza timori reverenziali verso Wall Street.
GOLDMAN SACHSGOLDMAN SACHS

Nel 2011, anche in seguito al rafforzamento dei poteri di vigilanza (con la legge Dodd-Frank varata dal Congresso), la Fed di New York fa proprio quello che le era stato raccomandato. Assume nuovi ispettori per la vigilanza. Una è Carmen Segarra. Ha un curriculum prestigioso, ha studiato alla Sorbona di Parigi, alla Columbia e Cornell University, infine Harvard.

LA SEDE DI GOLDMAN SACHS A NEW YORK jpegLA SEDE DI GOLDMAN SACHS A NEW YORK JPEG
Poliglotta, parla inglese francese spagnolo e italiano. Non è una burocrate, ha anche lavorato nel settore privato: 13 anni fra la Citigroup americana e la Société Générale francese. Conosce gli ingranaggi del sistema “da dentro”. E non ha complessi d’inferiorità. Neppure nei confronti dei suoi capi alla Federal Reserve. I quali all’inizio le fanno fiducia, affidandole il dossier Goldman Sachs.
LLOYD BLANKFEIN CEO DI GOLDMAN SACHS CON PRODI DRAGHI MONTI LETTALLOYD BLANKFEIN CEO DI GOLDMAN SACHS CON PRODI DRAGHI MONTI LETTA

La più potente delle banche d’affari, detta anche La Piovra. Un colosso che oltre alla finanza sa curare i rapporti con i potenti del mondo intero. Nel sistema delle “porte scorrevoli” di Goldman Sachs, dove si alternano incarichi pubblici e privati, la banca ha annoverato tra i suoi capi o alti consulenti un segretario al Tesoro Usa (Robert Rubin) e l’attuale presidente della Bce Mario Draghi.

LA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORKLA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORK
Dopo soli sette mesi di lavoro sul dossier Goldman Sachs, la Segarra viene cacciata. Ma ha portato con sé 46 ore di riunioni registrate in gran segreto, usando un gadget da film di spionaggio, un micro-registratore comprato da Spy Store. Sono le riunioni andate in onda su National Public Radio. Dove i suoi ex capi lamentano le pratiche dubbie e pericolose di Goldman Sachs. Poi insabbiano tutto.


GEITHNERGEITHNERTIM GEITHNER AL GIURAMENTO OBAMATIM GEITHNER AL GIURAMENTO OBAMA

domenica 28 settembre 2014

The Brussels Business - Sottotitoli in Italiano



sabato 27 settembre 2014

De Magistris: "Lo Stato è profondamente corrotto"

MoViRadio: La crisi è un crimine deliberato

giovedì 25 settembre 2014

Napoli: per vertice Bce antagonisti annunciano blitz dal 29 settembre

Napoli: Block Bce, blitz dei movimenti nel Banco di Napoli di via Roma
http://www.campanianotizie.com/cronaca/napoli/96608-napoli-block-bce-blitz-dei-movimenti-nel-banco-di-napoli-di-via-roma.html


Hanno urlato "assassini in giacca e cravatta", "No alla Bce, no all'austerità, occupiamo tutta la città". Hanno indossato maschere di Draghi, Merkel e anche di Renzi. Hanno parlato di "diritti negati", quei diritti "che devono ritornare al centro". E non caso la mobilitazione contro il vertice della Bce che si svolgerà a Napoli il prossimo 2 ottobre, è partita proprio dall'interno di una banca, la sede del banco di Napoli di via Roma, "luogo simbolo di tutta la sofferenza che stanno procurando alla gente". Da oggi al 2 ottobre, una vasta rete di movimenti metterà in atto incontri e iniziative, fino ad arrivare al corteo, in concomitanza con il vertice, "saremo diverse migliaia, è una scommessa sociale". "Siamo costretti a non poterci neanche curare, non abbiamo la copertura per comprare i libri - hanno spiegato alcuni studenti universitari - Il lavoro dovrebbe essere un diritto, invece oggi decidono di farti un contratto e domani no. Job act? É in combutta con tutto l'apparato. Noi, invece, abbiamo voglia di far crescere un movimento sociale che metta in ginocchio questo apparato". Ribadiscono, i movimenti, che il prossimo 2 ottobre sarà la Quinta giornata di Napoli, visto che le "istanze di quelle giornate hanno più ragione d'essere", spiega Alfonso De Vito, tra gli esponenti della Rete. Perché la Bce ha scelto proprio Napoli? "Perché vuole giocarsi la retorica che ci vede subalterni e che ci vede destinatari di un intervento salvifico - ha spiegato De Vito - Io sono un precario, un operatore sociale. Coloro che sono più giovani di me non hanno futuro, il futuro devono riprenderselo". Ci saranno anche delegazioni non campane che verranno dalla Calabria, dalla Puglia, dal Lazio. "Ci sarà la gente che soffre, che non ce la fa più. Sarà la loro voce quella che cercheremo di far sentire", conclude

MUTUI-CASA: DIFFIDA A 13 BANCHE DI RIMUOVERE LE CLAUSOLE

CASA: LA DIFFIDA A 13 BANCHE DI RIMUOVERE LE CLAUSOLE VESSATORIE NEI CONTRATTI, PRODUCE EFFETTI: ALCUNE BANCHE DISPONIBILI APERTURA TAVOLO ADUSBEF- FEDERCONSUMATORI AUSPICANO CHE ANCHE BANKITALIA INTERVENGA.

La lettera di diffida, notificata nei giorni scorsi a 13 primarie banche (Unicredit; Intesa San Paolo; Mps; Ubi Banca; Bnl; Banca Popolare di Milano; Cassa Risparmio Parma e Piacenza; Banca Popolare Vicenza; Credito Emiliano; Banca Popolare Emilia Romagna; Carige; Banca Popolare Bergamo; Banco di Sardegna), da Adusbef e Federconsumatori, per la rimozione delle clausole vessatorie presenti nei contratti bancari, in particolare dei mutui, che determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio di diritti ed obblighi contrattuali, produce effetti.
Alcune banche, per posta certificata o per telefono, hanno già manifestato la volontà di aprire un tavolo di trattativa. Adusbef e Federconsumatori, in attesa di fissare la data degli incontri per esaminare con i legali delle banche la contrattualistica, auspicando che anche Bankitalia possa per la prima volta, intervenire al tavolo comune, per individuare vistosi squilibri contrattuali ed illeciti da eliminare, come i contratti ancorati all’illegittimo ed illecito parametro Euribor (parametro manipolato e soggettivamente determinato dallo stesso ceto bancario, spesso con accordi occulti); la determinazione della misura degli interessi e competenze economiche; le clausole che aggiungono al tasso nominale annuo numerosissimi costi occulti e penali che sommate arrivano a superare il c.d. tasso soglia, sia nei mutui che nei contratti di leasing; il contratto di conto corrente di corrispondenza ove vengono addebitate le rate dei mutui afflitto da numerose clausole abusive, come la capitalizzazione composta (illecita dal 1° gennaio 2014, ma ancora addebitata); la commissione istruttoria veloce, meglio conosciuta come la c.d. “tassa sul rosso”, ossia l’obbligo di pagare un salato interesse per momentanee scoperture nella gestione del rapporto di conto corrente; l’addebito di anacronistici ( nell’era digitale), di giorni di valuta fittizia.
Adusbef e Federconsumatori, che hanno messo a disposizione sui loro siti, programmi in grado di calcolare la differenza di capitale da restituire alla banca, nel caso venga utilizzato l’ammortamento di interessi capitalizzati occultamente nel piano di ammortamento alla francese (prima gli interessi poi il capitale), rispetto all’equa restituzione di capitale ed interessi ammortizzati, ricordano che su ogni mutuo ventennale di 100.000 euro, la banca lucra indebitamente circa 9.500 euro.

Elio Lannutti (Adusbef) –Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
Roma,25.9.2014

Es. Mutuo di 100.000 euro, tasso fisso 5,40%, per 20 anni, rate mensili
Il rimborso alla francese impone la restituzione di interessi superiori per un importo di 9.515 euro pari al 17,5 percento in più del monte interessi che si sarebbe pagato in 20 anni col metodo di rimborso all’italiana.

Bce a Napoli, blitz movimenti in banca

Bce a Napoli, blitz movimenti in banca

Slogan contro dittatura Troika e maschere Merkel e Draghi

(ANSA) - NAPOLI, 25 SET - Blitz nella sede del Banco di Napoli per dire di no al vertice della Bce in programma il 2 ottobre a Napoli. Esponenti dei centri sociali e di una vasta rete di movimenti hanno inscenato nella sede dell'istituto di via Roma l'insolita conferenza stampa. I ragazzi hanno indossato maschere di Draghi e Merkel, ed espongono uno striscione con slogan: 'Contro la dittatura della Troika, delle banche e dei profitti. Difendiamo i nostri diritti''. Urlando poi: "Napoli libera".

Beppe Grillo a Piazzapulita: "Il gioco della Bce"