mercoledì 11 dicembre 2013

La battaglia delle battaglie: bloccare tutte le procedure esecutive

Movimento dei Forconi, le cinque lame della protesta: vogliono infilzare…

Globalizzazione, Europa, governo, austerità, Equitalia: sono i cinque denti del Forcone, i cinque "nemici" da infilzare, le cinque principali ragioni della protesta che anima scioperi, presidi e blocchi stradali del Movimento dei Forconi
ROMA – Globalizzazione, Europa,governo, austerità, Equitalia: sono i cinque denti del Forcone, i cinque “nemici” da infilzare, le cinque principali ragioni della protesta che anima scioperi, presidi e blocchi stradali del Movimento dei Forconi.
Movimento difficile da capire e da decifrare. E non aiuta elencare variegata costellazione di sigle che promuove le agitazioni:
“Si va da “Azione rurale Veneto”, all’Associazione autotrasportatori liberi, fino a Life Veneto, Cra, Cobas Latte, solo per citarne alcune. Tutte realtà che non si riconoscono nei sindacati di categoria”.
Ed ecco le cinque ragioni della protesta dei Forconi, come riassume Silvia Sperandio sul Sole 24 Ore dal testo di un loro volantino:
1) Protesta contro «il Far West della globalizzazione, che ha fatto sparire il lavoro. L’Italia si ferma, si legge, perché ci hanno accompagnato alla fame».
2) I Forconi sono contro «questo modello di Europa» e lottano «per riprenderci la sovranità dei popoli e monetaria». C’è chi sostiene che bisogna uscire dall’euro, e chi propone la creazione, accanto all’euro, di una moneta locale complementare. In sostanza, si chiede un referendum.
3) Questa è una protesta, si legge, «per riappropriarci della democrazia».
Quindi
Mobilitazione contro il governo, un governo di «nominati», e per tornare a votare prima possibile con una nuova legge elettorale.
4) Per difendere la nostra dignità, contro le politiche di austerità.
5) C’è poi una battaglia contro Equitalia. «Il Movimento dei Forconi è un’Associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse quando non del maltrattamento da parte delle istituzioni», si legge nella pagina Facebook del Movimento Forconi. La pagina è stata creata da Martino Morsello, ex imprenditore siciliano di Marsala. «Il mio allevamento di pesce, che aveva 120 dipendenti, è fallito nel 2003», spiega. Per lui, e per chi si riconosce nel suo Movimento, la «battaglia delle battaglie è bloccare tutte le procedure esecutive, in primis quelle di insolvenza, e poi quelle di fallimento». È l’unico modo per cercare di riprendere l’attività, dice Morsello.

Banche, il modello inglese funziona

Banche, il modello inglese funziona: più presti meno paghi

ROMA – Per contrastare il circolo vizioso del credit crunch il governo inglese ha adottato un modello (Funding for Lending Scheme, Fls) che dopo le prime perplessità sembra funzionare per restituire un po’ di ossigeno alle imprese soffocate dalla crisi e dalla relativa stretta creditizia. Quella che in Italia ha raggiunto a ottobre il suo picco: la contrazione del 3,7% nei prestiti al settore privato (famiglie e aziende) a ottobre rappresenta “la maggior flessione storica”, secondo le statistiche della Banca d’Italia
Il modello inglese, introdotto dalla Banca centrale di Sua Maestà a metà 2012, nel pieno della tempesta finanziaria, è semplice: più presti meno paghi. Cioè, le massicce iniezioni di liquidità della banca centrale sono state vincolate in ragione del numero di prestiti effettuati realmente dalle banche che hanno avuto accesso a un minor costo del denaro.

Gli negano finanziamento: da fuoco alla banca

Gli negano finanziamento: Brescia, da fuoco alla banca

13:14 11 DIC 2013
http://www.agi.it/ultime/notizie/articoli/201312111314-cro-rom0044-gli_negano_finanziamento_brescia_da_fuoco_alla_banca
(AGI) - Brescia, 11 dic. - Il titolare di una piccola ditta di autoricambi ha dato fuoco stamattina ad una filiale di una banca a Brescia che gli aveva negato un finanziamento. Il fatto e' accaduto in via Gambara, nei pressi del tribunale della citta' lombarda. Protagonista un piccolo imprenditore di 69 anni che, al rifiuto dei funzionari dell'istituto ha fatto uscire dagli uffici tutti i presenti, ha versato la benzina che aveva portato con se' in una tanica e ha appiccato l'incendio.
  Poi si e' arreso ma ha avuto un malore ed e' stato trasportato in ospedale. (AGI) .

Europalisse e democrazia in versione DEMO

Europalisse e democrazia in versione "DEMO"

nota di Marco Saba


In questa Europa di Bankenstein, gli unici che la fanno da sovrani sono le banche. Mentre tutti devono chiedere soldi per vivere, le banche li rubano direttamente creandoli, a debito della comunità e a credito loro, come se ne fossero legittimi titolari.

Dopodiché mettono il guadagno al passivo per tartassare ancor più i popoli.

Invece di credere alla virtù di economisti propagandisti che accetterebbero qualsiasi formula di riforma, purché si mantengano a vita le brigate terroriste dei redditieri occulti (in primis, i veri proprietari delle banche "PRIMARY DEALER", ovvero "specialisti in titoli di stato"), occorre che la gente s'interroghi sul perché per decenni nessuno ci ha avvertito, nessuno, di quelli che potevano far qualcosa, cominciando dai giornalisti, ha spiegato che si tratta di una efferata dittatura, della versione DEMO della democrazia, senza la possibilità di salvare alcunché !

martedì 10 dicembre 2013

Ora i bancari gridano

Ora i bancari gridano nella «sala delle grida»

Chi è il PROMONTORY FINANCIAL GROUP ITALY ?

1. CHI C’È DIETRO LA SOCIETÀ DI CONSULENZA USA CHE HA POSTO MARRANCI A CAPO DELLO IOR? - 2. BENVENUTI NEL “FELPATO” MONDO DI PROMONTORY, LA SOCIETÀ CHE STA PIAZZANDO I SUOI UOMINI IN TUTTI I GANGLI DELLA FINANZA VATICANA. PRIMA CON “SEMPLICI” CONSULENZE PRESTATE ALLO IOR E ALL’APSA, ADESSO SISTEMANDO AI VERTICI DELLO IOR I SUOI UOMINI DI PUNTA - 3. NEL GRUPPO, CHE STA SVOLGENDO ANCHE UNA ‘DUE DILIGENCE’ SUI CONTI DELL’APSA, I PEZZI GROSSI DI WASHINGTON VICINI ALL’AMMINISTRAZIONE CLINTON E A QUELLA DI CARTER - 3. IN ITALIA GLI AMERICANI OPERANO ATTRAVERSO LA PROMONTORY FINANCIAL GROUP ITALY, CHE QUALCHE TEMPO FA AVEVA RECLUTATO L’EX MINISTRO DELL’ECONOMIA, PADOA-SCHIOPPA

Stefano Sansonetti per La Notizia (www.lanotiziagiornale.it)
alfred mosesALFRED MOSES
Sta piazzando i suoi uomini in tutti i gangli della finanza vaticana. Prima con "semplici" consulenze prestate allo Ior e all'Apsa, le strutture economiche della Santa Sede che dovevano essere ripulite dopo i recenti scandali che le hanno coinvolte. Adesso sistemando ai vertici della banca vaticana i suoi uomini di punta. Benvenuti nel "felpato" mondo di Promontory, la società di consulenza americana dai cui ranghi è stato pescato, qualche giorno fa, il nuovo direttore generale dello Ior, Rolando Marranci.
promontory financial groupPROMONTORY FINANCIAL GROUP
Accanto al quale, già da diversi mesi, opera in qualità di chief risk officer dell'istituto Antonio Montaresi, anche lui appartenente alla "misteriosa" famiglia di Promontory. Il tutto sotto l'egida di Elizabeth McCaul e Raffaele Cosimo, altri esponenti del gruppo americano che di fatto stanno affiancando il presidente dello Ior, Ernst Von Freyberg, nella gestione della banca vaticana. Insomma, se non è una presa massiccia sui posti di comando poco ci manca.
Anche perché Promontory non soltanto da luglio sta passando al setaccio i conti dello Ior, ma sta pure svolgendo una due diligence sui conti dell'Apsa, ovvero la struttura che custodisce il cospicuo patrimonio mobiliare e immobiliare della Santa Sede. L'obiettivo, portato avanti da Papa Bergoglio, è quello della trasparenza dopo inconvenienti di ogni sorta.
Ma perché è stata chiamata in causa Promontory? E chi c'è sullo sfondo? Qui viene il bello, perché La Notizia, carte alla mano, è in grado di documentare come dietro al gruppo americano si muovano spezzoni delle passate amministrazioni di Bill Clinton e Jimmy Carter, pezzi grossi affermatisi nel pubblico e poi transitati per il settore privato, vantando anche legami strettissimi con la comunità e la finanza ebraica.
ERNST VON FREYBERGERNST VON FREYBERG
I nomi
In Italia gli americani operano attraverso la Promontory Financial Group Italy, società che qualche tempo fa era assurta agli onori della cronaca per aver reclutato l'ex ministro dell'economia, Tommaso Padoa-Schioppa, come responsabile per l'Europa. Dietro la filiale italiana c'è comunque la Promontory americana, fondata nel 2001 da Eugene Ludwig. Si tratta di un personaggio molto influente, che Bill Clinton scelse nel 1993 come capo dello U.S. Comptroller of the Currency, un'agenzia inserita all'interno del Dipartimento del Tesoro che regola e supervisiona il settore bancario, soprattutto al fine di garantire la concorrenza.

Bagnai: occorre sfiduciare la Commissione Europea