domenica 8 novembre 2015

MONETA POSITIVA ITALIA sulla contabilizzazione della moneta bancaria

MONETA POSITIVA ITALIA sulla contabilizzazione della moneta bancaria

Quando l'utopia si mette d'accordo con la realtà dell'evasione fiscale

L'ing.Fabio Conditi scrive a Carlo Sibilia:

Caro Carlo,

questo argomento ci interessa e riteniamo fondamentale evitare di fare disinformazione su un argomento, quello monetario, dove ce n’è già molta e dobbiamo evitare di farne anche noi, oltre al fatto che si farebbe un enorme regalo alle banche e non mi sembra il caso (nei suoi interventi alle assemblee lo dice anche Marco Saba che gli azionisti della banca guadagnerebbero molto di più!).

[Nota: Marco Saba chiede che la banca contabilizzi nei suoi bilanci la creazione di nuovo denaro effettuata durante l'esercizio  in modo che i benefici risultanti siano condivisi anche dall'erario (IRES + IRAP) e poi dall'azionariato. Non contabilizzando tale creazione di moneta, la banca sottostima le attività e simula costantemente una  situazione contabile molto diversa della realtà]

Il tuo intervento di ieri alla Camera mi era enormemente piaciuto quando hai parlato del referendum svizzero, indetto da Moneta Intera sulla scia delle teorie di Positive Money che noi sosteniamo avendo fondato l’Associazione Moneta Positiva in Italia, ma poi sei scivolato sull'evasione fiscale delle banche, dimostrando, secondo me e molti altri che studiamo questo tema, una scarsa conoscenza tecnica di come funziona il sistema bancario e soprattutto di non conoscere la proposta svizzera.

[Nota: Conditi insinua che Sibilia abbia una scarsa conoscenza tecnica della materia dimenticando che l'interrogazione di Sibilia alla Camera, sul tema del signoraggio, giace NON risposta dal governo dal 21 maggio 2013. Sibilia quindi ha dimostrato che chi è in difficoltà nella materia, semmai, è proprio il governo italiano...Ma le illazioni di Conditi arrivano ad affermare che Sibilia non conoscerebbe nemmeno la proposta svizzera, la quale invece va proprio nella direzione di far percepire alla Confederazione i benefici derivanti dalla creazione del denaro che oggi vanno alle banche]

L'art. 1834 del nostro Codice Civile dice espressamente che "Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, … a richiesta del depositante, …”, per cui la moneta bancaria, essendo un debito della banca nei confronti del cliente, deve essere messa al passivo di bilancio ed annullata quando il prestito viene restituito, altrimenti la banca ci rimette il suo capitale.

[Nota: Conditi fa confusione e qui parla dei versamenti effettuati dai clienti alla banca, e non già del passo precedente, ovvero della creazione iniziale del denaro che la banca versa poi nel conto del cliente. Sono evidentemente fattispecie diverse e la sua considerazione si riferisce ad un periodo successivo all'azione di cui si contesta la mancata contabilizzazione]

Le banche non possono e non devono iscrivere la moneta creata dal nulla all'attivo, altrimenti si approprierebbero del signoraggio relativo, con enormi vantaggi per le banche stesse.

[Nota: qui casca l'asino. Infatti, contabilizzando la creazione di denaro all'attivo, la banca si approprierebbe anche contabilmente del signoraggio di cui già si appropria coi fatti, cioè ne renderebbe palese tale appropriazione e dovrebbe risponderne fiscalmente, oltreché redistribuirne i relativi dividendi agli azionisti. Rendendo palese l'appropriazione del signoraggio, la banca avrebbe a risponderne fiscalmente e questo, secondo l'ingegnere, sarebbe un enorme vantaggio per la banca. In realtà il vantaggio sarebbe solo di restaurare l'immagine di correttezza della banca stessa agli occhi del pubblico e di regolarizzare la sua funzione di creatrice di moneta a corso legale di fatto. I profitti relativi ne sarebbero diminuiti dal conseguente pagamento delle tasse.]

La soluzione di tassare il denaro creato dal nulla dalle banche, mettendolo all’attivo di bilancio, è equivalente ad uno Stato che facesse pagare le tasse ai falsari di banconote, permettendogli di iscrivere le banconote create nel loro attivo di bilancio. Una follia!

[Nota: la funzione di contabilizzare quello che nella realtà avviene davvero non ha niente a che vedere con la legalizzazione di produzione di denaro falso, come invece insinua l'ingegnere. Lo Stato senz'altro chiede ai falsari di restituire il maltolto, ovvero sequestra i frutti del reato, niente a che vedere con il concetto di tassazione. Si insinua forse che le banche commettano reato creando moneta falsa e che tutta questa moneta elettronica dovrebbe essere sequestrata dallo Stato ?]

Se volete approfondire l'argomento tecnico, oltre al libro che ho scritto, c'è questo mio articolo dettagliato per capire come funziona la moneta bancaria:
http://moneta5stelle.blogspot.it/.../la-moneta-bancaria.html

[Nota: e qui si fa capire chiaramenhte cosa si intendeva per disinformazione...]

Vi rimando anche la stesura definitiva della puntuale contestazione del discorso fatto da Marco Saba all’assemblea del Credito Emiliano con la tua delega, e pregherei sia te che Alessio di avviare un confronto con noi su questo tema, in modo da arrivare ad una posizione condivisa, che penso sia possibile perchè il tema è tecnico e non politico e se ci dimostrate tecnicamente che avete ragione, non abbiamo problemi a cambiare idea, ma vi posso assicurare che abbiamo sviscerato il problema in tanti e facciamo fatica a comprendere questa tesi “dell’evasione fiscale” ed ancora meno la soluzione di tassare proposta.

[Nota: la contestazione al discorso di Marco Saba viene presentata a terzi senza nemmeno informare o coinvolgere direttamente l'interessato in modo da sfuggire al diritto di replica dello stesso. Si teme il confronto e lo si chiede a terze parti senza coinvolgere l'autore dell'intervento nell'assemblea bancaria. L'ingegnere fa fatica a capire la questione poiché non ha la preparazione necessaria per capirla, quindi la vuole insegnare a Sibilia e Villarosa, divertente!]

I problemi del sistema bancario sono altri, sono il fatto che quasi tutta la moneta che usiamo (93%) è creata dalle banche in questo modo percependo interessi sia dallo Stato, attraverso il Debito Pubblico, che dai privati, attraverso il Debito Privati, per un ammontare complessivo di più di 200 mld di euro all’anno (il 12% del PIL). Negli 15 anni dell’euro hanno lucrato qualcosa come 3.000 mld di euro legalmente. Queste sono le cifre vere e dimostrabili che dobbiamo andare a contestare, impedendo alle banche private la creazione di denaro dal nulla e non certo reagolarizzando questa loro pratica con la tassazione.

[Nota: qui si ripete tra le righe la storiella che viene raccontata al pubblico, ovvero che le banche guadagnerebbero non dalla creazione stessa del capitale, ma dagli interessi che successivamente riuscirebbero a lucrare sopra. Come se un falsario non guadagnasse dalla spesa in circolazione del denaro falso creato dal nulla, ma solo dagli eventuali interessi che riuscisse a lucrare...]

Spero che tu comprenda che non è un fatto personale e che la nostra insistenza è motivata solamente dalla volontà davvero di cambiare questo sistema e di aiutare il Movimento 5 Stelle a farlo nel modo giusto e migliore.

[Nota: altra dichiarazione falsa di Conditi. Marco Saba era entrato nella lista di Moneta Positiva Italia, ma ne è stato espulso alla chetichella dal Conditi dopo che aveva fatto rilevare l'importanza di rettificare la contabilizzazione della creazione di denaro da parte delle banche. In Svizzera invece, Saba compare nella pagina degli scienziati sostenitori dell'iniziativa MONETA INTERA e la sua tesi viene pubblicata assieme alla foto. Qui: http://www.iniziativa-moneta-intera.ch/scienziati/

Come vi ho sempre detto, siamo disponibili a venire a Roma a parlarne personalmente con voi, considerato che ciò che diciamo ha prodotto un libro con una proposta, sottoscritto da n.23 gruppi certificati e meetup del M5S di tutta Italia.

[Nota: si chiede un incontro privato e personale quando l'intera questione dovrebbe essere pubblicizzata al massimo se non addirittura oggeto di una apposita commissione parlamentare d'inchiesta, complimenti !]

Se non volete incontrarci a Roma potete venire da noi che organizziamo un incontro-dibattito su questo tema, come ne abbiamo il 6 novembre a Castelfranco Emilia in provincia di Modena ed un altro il 9 novembre a Rimini. 
Siamo disposti a cambiare opinione se ci dimostrate che la vostra posizione è corretta e condivisibile per il bene dei cittadini.

[Nota: non è vero che loro sono disposti a cambiare opinione di fronte ad una dimostrazione, anzi, come nel caso di Marco Saba ed altri, espellono dalla loro organizzazione chi non si alllinea alla loro proposta. Vediamola: Moneta Positiva propone una riforma dove, senza cambiare minimamente la pratica di non contabilizzare la creazione di denaro, tutto il potere di creare nuovo denaro elettronico viene sottratto alle 600 banche italiane e attribuito gratis  direttamente a... la privata BANCA CENTRALE EUROPEA ! E tutte le tasse evase sinora con la creazione di euro dal nulla non contabilizzata? Questo sì che è un regalo enorme al cartello bancario privato !]

Scusate l’insistenza e la lunghezza, ma riteniamo questa sia una questione cruciale per il M5S.

[Nota: questa è una questione cruciale per il PAESE. Nel tempo che occorrerà per discutere ed attuare la LUNGIMIRANTE riforma di attribuire tutto il potere di creazione di denaro esentasse alla banca centrale privata, le banche continueranno a falsare i bilanci e a non pagare le tasse, che ammontano ad oggi a qualcosa come 600 miliardi di euro di tasse evase all'anno ! No comment.]

Ciao
Fabio  

sabato 7 novembre 2015

IASSEM: Messaggio a Marco Scurria sulla risposta di Draghi

IASSEM: Messaggio a Marco Scurria sulla risposta di Draghi

Salve, 

ho letto la risposta di Draghi alla Sua interrogazione: "...il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che le passività associate al valore totale dei biglietti in euro emessi sono attribuite alla BCE e alle banche centrali nazionali in base allo schema di distribuzione delle banconote"

Vedi: 
http://www.marcoscurria.eu/wp-content/uploads/2013/07/risposta-draghi-a-scurria.pdf


E' importante perché tale decisione contabile viene stabilita NON da organismi contabili internazionali, ma per così dire "in casa".

 La postazione al passivo del controvalore facciale delle banconote ha senso solo se la tesoreria del corpo sovrano, dall'altra parte, posta una voce all'attivo del tipo: "Signoraggio sull'emissione monetaria della banca centrale" CHE DEVE CORRISPONDERE alla voce passiva della banca centrale, ma ciò non avviene.

Altrimenti, come evidenziato da Wilelm Buiter (2007) si tratta di false passività a cui evidentemente corrispondono profitti occultati.

Vedi:
Seigniorage, Willem H. Buiter, NBER Working Paper No. 12919, February 2007, JEL No. E4,E5,E6,H6

Nella fattispecie, tali profitti occultati da parte di Bankitalia sull'emissione di banconote in euro assommano ad oggi a 170 miliardi di euro (170.306.028.370 al 30 settembre 2015)

Vedi:
http://sdw.ecb.europa.eu/quickview.do?SERIES_KEY=195.BKN.M.U2.NC10.B.ALLD.AS.S.E

Cordialmente, 

Marco Saba, Istituto di Alti Studi sulla Sovranità Economica e Monetaria - Via Bartolomeo Eustachi 31 20129 Milano Tel +3902 868 801 Cell. 331 334 1239
  

venerdì 6 novembre 2015

Anche LA STAMPA è per il reddito di cittadinanza

Dopo il QE arriverà il 'denaro dall'elicottero'?

newsletter


maria grazia bruzzone      @mar__bru

In questi giorni in Italia i dati Istat sul PIL, sulla fiducia di consumatori e imprese, sugli occupati perfino, suscitano un’improvvisa, provvidenziale ventata di ottimismo sulla ‘ripresa’ in atto - aiutata dalla BCE, dai bassi tassi di interesse e dal crollo dei prezzi energetici, ci viene spiegato. Una coincidenza di fattori che Draghi non si stanca di sottolineare, invitando i governi ad approfittarne per varare riforme strutturali serie.

Ma su fogli e blog finanziari, anche italiani, si leggono analisi meno rosee sull’Italia e, soprattutto, sull’Europa e sull’economia mondo, che non sta affatto bene malgrado i giganteschi sforzi espansivi delle banche centrali, le cui armi monetarie “sarebbero ormai spuntate”.
 
E si arriva a prospettare soluzioni estreme, finora solo teorizzate dagli economisti mainstream, e peraltro già lanciate da eretici come Ellen Brown, la propugnatrice delle banche pubbliche; come il professore/blogger australiano Bill Mitchell; o come Jeremy Corbyn, il neo-segretario dei laburisti britannici. Ma prospettate ormai anche dal ‘re degli hedge fund’ d’Europa Paul Marshall ( Sole24Ore), da Etsuro Honda, consigliere economico del premier giapponese Abe ( Zerohedge), dall’economista Marcello Minenna  ( Corriere della sera Economia), da analisti di Citigroup e   da ultimo da Guido Tabellini, docente e già rettore della Bocconi ( Sole24Ore), per citarne alcuni.

Davanti al controverso esito per non dire al fallimento delle politiche di Quantitative Easing (QE) nel rilanciare economia e occupazione e nel far lievitare l’inflazione, non resterebbe che l’ opzione nucleare, come la chiama Brown: un PQE, PeopleQE, per la gente,  secondo Corbyn.   OMF, Overt Money Financing, per il prof. Mitchell : soldi dall’elicottero, nella metafora tutta teorica di Milton Friedman tornata in voga.
In sostanza: denaro fresco non più dato alle banche ma iniettato direttamente nell’economia reale, in varie forme . Un’eresia scandalosa, fino a qualche tempo fa.
Sintetizziamo qua e là.

ORIGINE DEI QE . Ormai sette anni fa, all’apice della ‘crisi finanziaria’ del 2008 provocata dallo scoppio della bolla americana dei mutui subprime, le banche centrali, a cominciare dalla Federal Reserve americana, hanno lanciato una politica monetaria espansiva. Anziché affrontare gli eccessi della finanza che avevano portato alla crisi (lanciando riforme serie della finanza stessa, per es nella direzione di una separazione tra banche tradizionali e banche di investimento, la cui abolizione era stata una delle principali cause  della deriva speculativa sfociata nella crisi), hanno preferito da un lato portare a zero i tassi di interesse, dall’altro iniettare molte migliaia di miliardi nel sistema bancario (attraverso l'acquisizione di Titoli di Stato), dove la liquidità si era prosciugata. Con l’obiettivo primo di ‘salvare le banche’ stesse e quindi di rilanciare l’economia. 
“Toppe inadeguate utilizzate per tentare di uscire dalla crisi finanziaria mondiale che era scaturita dallo scoppio della bolla Usa” ( qui Sole24Ore ) .
“In sette anni la Fed ha varato tre piani di QE e continua a tenere a zero i tassi, una cosa affatto normale , un ‘ribaltamento della finanza’ “(ib).

Con forte ritardo la BCE ha prima portato i tassi a zero (sett 2014) poi ha varato anch’essa un piano di Quantitative Easing che è in pratica l’arma di ultima istanza per una banca centrale, quando non può più agire sulla leva dei tassi, innescando con ciò   la reazione di altre banche europee di paesi non euro.

LE NOBILI MOTIVAZIONI E I SEMPRE PIU CONTROVERSI RISULTATI DEI QE, che fanno sentire i loro effetti molto sulla finanza (e sui portafogli dei più facoltosi) ma molto meno sull’economia reale (e sui portafogli dei meno abbienti). Li ha clamorosamente denunciati il “re degli hedge fund” europei Paul Marshall , in una lettera al Financial Times ripresa dal Sole.
  Oltre a essere talvolta del tutto inutili, come nel caso del Giappone, che dopo aver stampato montagne di denaro si ritrova in deflazione e recessione.

  Nobili, appunto, le motivazioni: ridare fiato all’economia mantenendo solida l’offerta di moneta destinata al sistema bancario, in  modo da evitare una contrazione del credito simile a quella degli anni Trenta.
  “Ma la realtà, molto più prosaica, è che l’acquisto di titoli di Stato da parte delle banche centrali fa lievitare tutti gli altri asset, dalle azioni all’immobiliare. In questo modo a beneficiare dei vari QE è il mondo finanziario: banchieri, gestori degli hedge funds, immobiliare (in questo l’Italia vive un altro film)”.

DISCORSO A PARTE IL QE DI DRAGHI, che secondo Marshall “rappresenta un colossale ‘schema Ponzi’ architettato per distorcere il mercato obbligazionario europeo a vantaggio degli indebitatissimi e stagnanti paesi euro-periferici”. Come l’Italia, viene adombrato.

Infatti a gioire sono stati soprattutto paesi come Portogallo, Grecia e  Spagna. Oltre al nostro, che ha visto precipitare lo spread fra BTP e Bund tedeschi da 537 punti (luglio 2012) a poco più di 100 (settembre 2015).  Favorendo tuttavia in modo trasversale le classi più abbienti d’Europa che avevano soldi da investire in Borsa – sottolineava a fine settembre un’analisi (di Enrico Marro) sul Sole pur vantando i soldi risparmiati dall'Italia grazie alla cura Draghi.


LE ARMI SPUNTATE DELLE BANCHE CENTRALI. Oltre ad arricchire i ricchi, “ la droga monetaria delle banche centrali ha creato dipendenza”. Portando a tre effetti collaterali poco desiderabili – secondo uno studio di Royal Bank of Scotland citato: una pessima distribuzione della ricchezza, una minor produttività, e una serie crescenti di bolle finanziarie difficili da gestire.  Basti dire che in sei anni l’indice S&P 500 [il valore in Borsa delle prime aziende quotate] è triplicato.  
“Come uscirne? Con riforme impopolari o con un altro bel QE nuovo di zecca” ( qui).


E si va avanti.   Mentre la Fed continua a rinviare l’aumento dei tassi di interesse, col timore di far scoppiare le nuove bolle,  a cominciare da quella delle Borse.
Dall’inizio della crisi le aziende quotate in Borsa hanno aumentato molto di più il rapporto fra prezzi delle loro azioni e utili degli utili stessi. A Wall Street questi sono aumentati del 52,1%, i primi dell’82%, similmente in Europa (dove i profitti reali sono caduti ma il rapporto prezzi/utili è cresciuto del 114%, idem in Giappone). “Ennesimo segnale che la liquidità è rimasta lì, nei mercati”.
In altre parole, i soldi dei QE non vengono investiti nell’economia reale ma nella speculazione finanziaria ovvero,   in una pratica spesso criticata [ buyback] che consiste nel vendere e ricomprare le proprie azioni per tenerne alto il prezzo.

Oggi Bank of Japan potrebbe aumentare il suo QE da 80mila a 100mila yen/anno, etc. In due settimane ben 5 banche centrali potrebbero lanciare ulteriori messaggi espansivi.
“L’obiettivo delle banche centrali è far ripartire l’economia e una sana inflazione”, come al solito, racconta il Sole in un articolo di fine ottobre dal titolo Le armi spuntate delle Banche Centrali” .

“Fino a oggi però a uno sforzo così poderoso ha corrisposto un risultato minimo: l’inflazione resta globalmente bassa, il mercato del lavoro si mantiene squilibrato con salari bassi, anche nei paesi dove la disoccupazione è bassa come in Usa e Germania [sui dati reali della disoccupazione Usa, che non considera chi ha rinunciato a cercare lavoro, vedi Underblog] e la crescita mondiale rallenta”. 

Sempre più numerosi sono così le analisi di economisti che dubitano sulla bontà della cura.

MEGLIO FARE BONIFICI DI 8MILA EURO A TUTTI? E’ la ‘provocazione’ lanciata da Marshall re alla fine della sua lettera al FT:   “Sarebbe meglio iniettare il denaro fresco di stampa su grandi progetti infrastrutturali. Oppure – arriva a dire il finanziere britannico - fare un nuovo tipo di QE: un bel bonifico direttamente nei conti correnti di ogni singolo cittadino. Per il Regno Unito si tratterebbe di 5800 sterline (quasi 8mila euro) a persona, neonati compresi. Funzionerebbe? Non sia, ma almeno sarebbe più giusto”.

Alla stessa provocatoria conclusione arriva Minenna sul Corriere Eco (“ Mille miliardi sul tavolo, chi li ha visti?”, ripreso da ItaliaOggi ). “In Italia continua a non esserci inflazione, esordisce (-0,4% a settembre, +0,2% nel 2015), nell’ UE va anche peggio (-0,1%).  Che le misure approntate finora siano servite a poco in termini di inflazione non è più un mistero”.

“Il problema infatti è la persistente difficoltà a erogare nuovo credito. Nell’ultimo anno una valanga di liquidità ha sommerso le banche ma ben poco è arrivato a imprese e famiglie: da inizio anno i prestiti bancari sono scesi dello 0,5%”.  Malgrado i miliardi – 1000- erogati dalla BCE già a fine 2011-inizio 2012 (col meccanismo del Ltro)che le banche avevano usato per gestire i loro rischi  e i successivi 400 miliardi (100 alle banche italiane) del Tltro che tentava di obbligare le banche a prestare,  e  quelli del vero e proprio QE partito un ano fa.

“Che fare?Raddoppiare il QE servirebbe a poco. Per far ripartire la domanda i soldi devono arrivare a consumi e investimenti. Cosicché anche l’inflazione abbia qualche chance di risollevarsi. Una possibilità sarebbe modificare regole - e sanzioni alle banche che non prestano.  In alternativa si rischia di dover bypassare le banche e, come predica Jeremy Corbyn, in Inghilterra, dover ricorrere all’estremo: lanciare banconote dagli elicotteri. Sperando che non sia troppo tardi”.

Corbyn, il nuovo leader laburista di estrema sinistra che è stato tra i primi a infrangere il tabù, aveva proposto di dare alla Bank of England un nuovo mandato per rilanciare l’economia investendo su larga scala in case, energia, trasporti e progetti digitali. L’ha chiamato PQE- QE for the People, vale a dire per la gente, contrapponendolo al QE per la finanza e per i ricchi, elargito fino ad oggi. Gli investimenti verrebbero fatti attraverso la Banca Nazionale degli Investimenti.

DENARO DALL’ELICOTTERO SULL’ECONOMIA. E’ ormai il tema.
“Draghi ha accennato a una serie di strumenti ancora a disposizione ( vedi qui). Si parla anche di una misura mai messa in pratica ma suggerita a suo tempo da Milton Friedman [il padre del liberismo economico]: mettere il denaro direttamente nei conti correnti dei cittadini, a patto che li spendano. E’ il cosiddetto Helicopter Drop, denaro gettato sull’economia” conclude a sua volta un altro articolo del Corriere Eco.
 
Zerohedge ne aveva parlato esplicitamente già a settembre 2013: “L’elicottero di Bernanke scalda i motori”, titolava, citando sia un saggio del 2002 dell’allora governatore della Fed, sia Larry Summers che già criticava la politica dei QE.



E’ ancora Zerohedgea raccontare il 10 ottobre scorso l’ipotesi di un People-QE avanzata da Honda, il consigliere del premier del Giappone Abe, davanti al fallimento dell’Abenomics (la cura nipponica base di QE), ben documentato qui.

Si comincia: la maggiore banca di investimenti dell’Australia dice che il ‘denaro dall’Elicottero’ arriverà fra 12-18 mesi”, titola a settembre di quest’anno Zerohedge , citato da Ellen Brown in un suo post titolatoE’ tempo per l’opzione nucleare:  dare denaro a Main Street” – ai cittadini.

“Oggi tutto il denaro in circolazione virtualmente viene creato come debito delle banche ma la gente [e l’economia reale] non può più sobbarcarsi più debito. Il QE cerca di rigonfiare la quantità di moneta circolante fornendo denaro alle banche per creare nuovo debito, ma questa politica è fallita. E’ tempo di fornire un po’ di moneta libera dal debito all’economia reale”.

La predizione di Zerohedge si basa su un’analisi di Macquire, la maggior banca di investimento australiana che, constatato che le politiche attuali non funzionano, si chiede se “il settore pubblico non possa riuscire là dove il settore privato è incapace di far circolare il denaro in modo soddisfacente. In sostanza: invece di agire attraverso i mercati delle obbligazioni e il settore bancario, perché il settore pubblico non potrebbe bypassare i mercati tutti e iniettare stimoli direttamente nel flusso sanguigno dei paesi? Avrebbe di sicuro un impatto maggiore”.

Del resto, a raccomandare il ‘denaro dall’elicottero’ è persino il capo degli economisti’ globali’ di Citygroup, una delle maggiori banche americane. Allo scopo di evitare una recessione globale imminente.

Lo scenario previsto dagli economisti della megabanca Usa prevede che nel 2016 inizi una recessione globale a partire dalla Cina. “L’incertezza resta, ma una risposta politica tempista ed efficace può aiutare a diminuire il rischio… Soldi dall’elicottero in Cina, area euro, Usa e Regno Unito unita a una ristrutturazione dei debiti può mitigare l’impatto e, se fatto subito, prevenire la recessione nei prossimi due anni”.

Mitchell, docente e blogger australiano, concorda.  Ma propone di chiamarlo non PQE ma OMF- Overt Money Financing, finanziamento monetario aperto, o palese. "Denaro iniettato direttamente nell’economia, un tabù per gli economisti mainstream"

"Apparentemente perché produrrebbe inflazione. In realtà per due ragioni:
taglierebbe fuorii traders privati dalla loro dose di corporate welfare, benefici che, a differenza di quelli per malati e disoccupati li hanno arricchiti all’estremo;
spazzerebbe viala ‘scimmia del debito’ usata per massacrare i governi alle prese coi deficit fiscali".
Banche, finanza e grandi corporations sono insomma i maggiori oppositori. Negli Usa come in Europa.

LA PROPOSTA E’ STATA GIA’ POSTA SUL TAVOLO DEL PARLAMENTO EUROPEO, per iniziativa del Comitato per gli affari economici e monetari della BCE, nella  bozza del report annuale 2012 – ricorda il prof. Mitchell. E ne cita due paragrafi, il 9 e il 10.

Nel primo si riconosce come gli strumenti di politica monetaria messi in campo dall’inizio della crisi abbiano mostrato i loro limiti nello stimolare la crescita e migliorare la situazione del mercato del lavoro; e si afferma che la BCE potrebbe esplorare nuove misure non convenzionali al fine di partecipare a un vasto programma UE per la crescita, compreso l’uso della Emergency Liquidity Assistance – un fondo speciale di cui la BCE dispone – per un ‘finanziamento monetario palese’ del debito governativo per finanziare tagli di tasse delle famiglie a basso reddito e/o nuovi programmi di spesa focalizzati sugli obiettivi di Europa 2020.
Nel secondo si considera la necessità di rivedere i Trattati UE e gli statuti della BCE così da stabilire la stabilità dei prezzi e il pieno impiego come gli obiettivi della politica monetaria dell’eurozona. 

“Questi paragrafi sono stati espunti dal report, in gran parte a causa della paranoia sull’iper-inflazione della Germania”, scrive il professore. Convinto che il Finanziamento Monetario Aperto sarebbe il miglior modo per venire a capo della crisi dell’Eurozona senza buttar giù l’UE. Questi i vantaggi:

1 La BCE direbbe agli Stati membri che metterebbe a disposizione gli euro per permettere spese in deficit per accrescere produzione e impiego. 2 Non verrebbe prodotto nuovo debito. 3 Non verrebbero alzate le tasse. 4 Gli interessi non salirebbero. 5 Una Garanzia del Lavoro verrebbe subito introdotto. 6 La Troika potrebbe ritirarsi – non più salvataggi. 7 Quando si arrivasse alla crescita, cambiamenti strutturali – migliori servizi, migliori scuole, un miglior sistema sanitario - potrebbero essere implementati.

DRAGHI HA DI NUOVO PARLATO DI MISURE NON CONVENZIONALI. "IL QE PUO' CAMBIARE.
Il professor Tabellini domenica scorsa (1/11) prende sul serio le parole di Draghi e avanza proposte che ne precisano l’idea, pur senza citare l’elicottero.

“I Trattati europei impediscono alla banca centrale di finanziare direttamente un’espansione fiscale. Ma, anziché finanziare un taglio delle imposte, la BCE potrebbe decidere di stampare più moneta versandola direttamente sui depositi e sui conti correnti postali dei cittadini… Oppure la BCE potrebbe acquistare titoli perpetui (con scadenza illimitata) per contribuire a finanziare investimenti pubblici…Inoltre potrebbe cambiare le regole che si è data nella conduzione della politica monetaria…alzando temporaneamente il suo obiettivo di inflazione tutte le volte che i prezzi scendessero sotto il sentiero prestabilito.

Le idee non mancano, insomma. Quanto ai rischi di iper-inflazione, il post di Ellen Brown li minimizza.
“Il problema oggi non è l’inflazione, ma la deflazione.  E aggiungere denaro nell’economia non farebbe alzare i prezzi fino a che la domanda non è saturata e la produzione non raggiunge la sua piena capacità” .

“Se poi il PQE /OMF andasse oltre la capacità produttiva, il governo non avrebbe bisogno di rapportarsi alla banca centrale per ritirare il denaro in eccesso dalla circolazione . Lo potrebbe fare attraverso le tasse (che negli Usa rappresentano il 24% per PIL). E ci sono altri sistemi che il Tesoro potrebbe utilizzare: per esempio chiudendo le scappatoie fiscali, tassando i $21.000 miliardi nei paradisi fiscali, e aprendo banche pubbliche che riporterebbero al governo gli interessi sui prestiti.  L’interesse netto delle banche Usa nel 2014 ammontava a $423 miliardi – ricorda Brown, americana e grande propugnatrice delle banche pubbliche.

Il fatto è che, se non scarseggiano le idee, non mancano neppure le resistenze di banche, finanza e corporations . Negli Usa come nell’ UE.  Dove un recentissimo articolo del Financial Times ha rilanciato il tema dei conflitti di interesse della stessa BCE, che intrattiene rapporti con finanzieri, spesso informati alla vigilia di importanti decisioni della banca, come accaduto lo scorso maggio. Del resto azionisti della BCE sono le banche centrali, solo alcune delle quali sono pubbliche. Non lo è per es Banca d’Italia, quarta azionista BCE, terza dell’Eurozona. Ma non lo è nemmeno la Fed, la Federal Reserve americana, i cui azionisti sono le grandi banche 

domenica 1 novembre 2015

Svizzera, Moneta Intera: si andrà a votare

Domenica 1 novembre 2015
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Iniziativa Moneta Intera: si andrà a votare

http://www.cdt.ch/svizzera/politica/142112/iniziativa-moneta-intera-si-andr%C3%A0-a-votare

L'associazione Modernizzazione Monetaria (MoMo) ha annunciato di essere riuscita a raccogliere le 100'000 firme necessarie

Keystone
31
ottobre
2015
 
BERNA - Il popolo sarà probabilmente chiamato ad esprimersi sull'iniziativa popolare federale "Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale! (Iniziativa Moneta intera)". L'associazione Modernizzazione Monetaria (MoMo) all'origine del testo ha infatti annunciato oggi di essere riuscita a raccogliere le 100'000 firme necessarie. Le firme saranno consegnate alla Cancelleria federale il 1° dicembre, due giorni prima del termine per la loro raccolta. 
 
L'iniziativa
Con la sua iniziativa popolare, MoMo vuole vietare alle società di credito di stampare - virtualmente - denaro dal nulla. Per l'associazione il denaro appartiene al popolo, non alle banche, ed è giusto che a crearlo sia la Banca nazionale svizzera (BNS), non i singoli istituti, come invece sempre più spesso avviene. Secondo MoMo, l'iniziativa popolare vuole semplicemente completare un mandato costituzionale esistente da oltre un secolo. Più di cento anni fa è infatti stato vietato alle banche di stampare soldi di carta: la proposta di MoMo aspira ad estendere il divieto anche alla moneta scritturale, vale a dire quella che esiste solo nelle registrazioni contabili e che oggi è elettronica.

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, infatti, i soldi non provengono tutti dalla BNS: l'istituto centrale - spiegano i promotori - crea solo il denaro contante, che costituisce però unicamente il 10% di quello esistente. Il rimanente 90% è moneta bancaria, sui conti degli istituti: sono le stesse banche a crearla, attraverso l'erogazione di crediti che vengono concessi senza che a monte vi sia un risparmiatore. Si dà in tal modo vita a soldi dal nulla, senza che prima esistessero. L'iniziativa - sottolineano i promotori, che hanno tempo sino al 3 dicembre per raccogliere le 100'000 firme necessarie - non vuole statalizzare le banche: al contrario, il privilegio che si arrogano di creare denaro è contrario al concetto di libero mercato. Con la "moneta intera" - cioè moneta a pieno titolo, garantita dalla legge e creata dalla BNS - lo stato non sarà più ostaggio delle società troppo grandi per fallire. La Confederazione si assicurerà i redditi della produzione di moneta, pari a 300 miliardi di franchi: denaro che potrebbe essere utilizzato per estinguere il debito dello stato, facendo della Svizzera il primo paese al mondo senza debiti.
La "moneta intera" renderebbe inoltre il franco più sicuro. Il traffico dei pagamenti rimarrebbe separato dal bilancio delle banche: gli istituti amministrerebbero il denaro esattamente come i depositi di cartevalori. Anche se una banca dovesse fallire non sarebbe grave, perché il denaro depositatovi non rientrerebbe più nella massa fallimentare. Oggi per contro vi è una garanzia di 100'000 franchi: ma sono a disposizione riserve per soli 6 miliardi, contro gli 870 miliardi di depositi e risparmi.

Svizzera: al via il referendum sulla moneta bancaria

martedì 27 ottobre 2015

IIEB al Quirinale. Presidente ci consenta!

L'evasione fiscale: contanti e denaro elettronico

La sfida fra contanti e bancomat spiegata con un disegnino

A volte ritornano, si dice ogni tanto, ma capita che ritornino anche fin troppo spesso, dico io, così eccomi qui a riparlarne grazie ai fans sfegatati dell’abolizione dei contanti come arma di lotta all’evasione.

Così se averne già scritto nei precedenti articoli A MORTE I CONTANTI, VIVA I CONTANTI (leggi l’articolo) e COME SCOPRIRE CHI EVADE LE TASSE IN ITALIA GIOCANDO A BATTAGLIA NAVALE (leggi l’articolo) in cui ho dato modo di riflettere sui dati che dimostrano che i contanti non sono affatto causa principale di evasione fiscale e di come all’estero la manica sia molto più larga, non è stato sufficiente eccomi qui a ribadire il concetto con parole nuove.
L’occasione fiocca grazie al meritorio (una tantum) atto del Governo Renzi di innalzare la soglia di spesa possibile in contanti dai 1.000 euro precedenti agli attuali 3.000 _ leggi qui la notizia.
Già durante i preannunci di questa decisione abbiamo assistito alle opposte levate di scudi di chi aspettava con ansia una decisione simile e di chi invece vi si oppone a ragion veduta che risponde alla solita abitudine di saper per sentito dire.
I recenti fatti di cronaca finanziaria hanno dimostrato quanto, come sin dai tempi della redazione dei FALSI MITI e dei FALSI MITI SULLA GERMANIA (leggi i falsi miti sulla Germania) andavo rimarcando, la teoria della morale applicata al denaro non abbia alcun fondamento se non sulla bigotta credenza popolare, tanto che finalmente il mito della Germania onesta, ordinata e virtuosa aleggiava soltanto nella fantasia collettiva (ci sono voluti 4 anni ma alla fine persino la cronaca più allineata ha dovuto dimostrare quanto avessi ragione).
Per chi volesse farsene una cultura approfondita esiste questo link sul crollo del falso mito tedesco che annovera tra i commenti un elenco impressionante di scandali e truffe fiscali e non in salsa alemanna.
Ma tornando a noi, la decisione del dandy di Firenze hanno fatto evaporare commenti dal solido qualunquismo riprodotto in serie con il marchio di fabbrica del più insensato moralismo che al solito non trova riscontro nella realtà.

L’EVASIONE VIENE CONTRASTATA DALL’ABOLIZIONE O DALLA LIMITAZIONE DEL CONTANTE

Per scorgere la risposta più definitiva ed esauriente vi rimando alla lettura degli articoli citati a riga 3 e 4.
La risposta è no, perché se per lotta all’evasione intendiamo la micro evasione dobbiamo rassegnarci a veder migliorare la situazione dello 0,5% tondo tondo a fronte di costi spropositati che azzopperebbero ancora di più i pubblici esercizi.
E badate bene che stiamo parlando solo di EVASIONE PRESUNTA, laddove la situazione venisse lasciata intaccata, mentre nel caso di adozione dei famigerati POS ci troveremmo a trasformare quella piccola fetta in EVASIONE CERTA.
Come? Facendo attraversare i soldi dovuti alle banche per la commissione a carico di ogni transazione le colonne dei bilanci (truccati) degli istituti di credito più o meno grandi, ma per questo rimandiamo all’immane mole di lavoro documentatissimo di Marco Saba (video) ed al libro Euroschiavi.

COME TI RISOLVO IL PROBLEMA DELL’EVASIONE

Di primo acchito i suddetti commenti stimolavano la mia reazione così messa per iscritto sulla pagina Facebook di L’Economia Spiegata Facile:
Come ti risolvo il problema della micro evasione?
Facile: cancello il contante e faccio passare tutto il denaro in transazioni elettroniche gestite dalle banche.
Le banche ad ogni transazione trattengono una commissione su cui non pagano le tasse perché presentano bilanci truccati.
COSì SONO DACCAPO avendo spostato il denaro della presunta evasione civile dall’economia reale all’evasione certa nelle casse delle banche.
INGEGNOSO!
Insomma, in caso di adozione di bancomat e carte di credito al posto del contante ciò che non finirebbe in evasione fiscale dei cittadini finirebbe in tasca alle banche che evadendo a loro volta annullando automaticamente il presunto prelievo fiscale dovuto alla trasparenza delle transazioni.
Punto.”
Poi mi son detto che per renderla più semplice avrei potuto spiegarlo con il più proverbiale dei disegnini.

TI FACCIO UN DISEGNINO

Ecco di seguito la spiegazione.
Ad ogni emissione di moneta le banche mettono a bilancio si la moneta ma nella colonna dei passivi invece che in quella degli attivi (su cui realizzano profitti in termini di signoraggio ed eventualmente interessi).
Da questo momento vediamo il percorso parallelo che detta moneta (supponiamo 100 €) farebbe secondo le teorie degli avversari del contante, mentre sulla scena di destra vediamo come questi pensano di risolvere la faccenda.
Chi vince la sfida fra contanti e denaro elettronico?
La sfida fra contanti e denaro elettronico. Chi ci guadagna?

LA SCENA DI SINISTRA

Il denaro contante, dopo essere stato speso può prendere due strade, ma noi ne abbiamo illustrata una; quella dell’evasione PRESUNTA (la strada del pagamento delle tasse la vedremo nella scena di destra ma sarebbe identica anche se proposta in quella di sinistra).
Evadendo le tasse l’esercente si risparmia in 30% di tasse (le stime dicono che la tassazione complessiva ammonta al 52%) che rimanendo nel circuito economico reale riprendono il giro e non procurano ulteriori guadagni alla banca che incassa profitto solo nel caso di nuova emissione di credito.
All’atto di emissione però la Banca, dichiarando i 100 euro nella colonna dei passivi si risparmia il pagamento di IRES e di IRAP per un ammontare di 30€.

LA SCENA DI DESTRA

Ora veniamo alla scena di destra che illustra il circuito monetario considerato virtuoso della moneta elettronica emessa dalla Banca.
In questo caso dopo la transazione commerciale le strade si dividono:
– 2 euro prendono la strada di ritorno alla Banca sotto forma di commissione (abbiamo considerato una cifra appena più alta della media che ci aiuta ad arrotondare, per i dati reali tornate al primo articolo citato in riga 3);
– 30 euro finiscono in tasse, ma si tratta di un incasso solo apparentemente dello Stato, perché in realtà il bottino viene dirottato alla banca creditrice nei suoi confronti degli interessi (e del capitale) “prestato” in occasione dell’acquisto dei BTP necessari alla spesa pubblica;
– 68 euro sono l’incasso netto.
Solo quest’ultima cifra rimane in circolazione e per un nuovo acquisto di 100 euro sarà necessaria una nuova emissione monetaria da parte delle banche, pari alla differenza necessaria, che farà lo stesso percorso.
Il risultato è che se nel primo esempio di circolazione monetaria la Banca riesce ad intascarsi esclusivamente “la cresta” fatta sulle tasse non pagate per la nuova emissione di credito, nel secondo la cifra lievita notevolmente per poi sparire dalla porta di servizio con mèta i paradisi fiscali.

SOLUZIONE FINALE?

Se volessimo risolvere alla radice basterebbe applicare due semplici  norme: 1. tassare l’emissione monetaria delle banche commerciali; 2. creare una banca pubblica di proprietà dei cittadini, così potremo anche eliminare il contante perché il signoraggio sarebbe di pubblico dominio.
In attesa della prossima occasione che non mancherà per riparlare di questo argomento vi invito a far circolare il presente disegnino. Non costa nulla e ci fa guadagnare molto in conoscenza.

Grazie a Marco Saba e a Nino Galloni per la collaborazione.