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domenica 11 maggio 2014
sabato 10 maggio 2014
L'Ungheria di Orban cresce come la Cina
SUCCESSO COLOSSALE DELL'UNGHERIA DI ORBAN! CRESCITA ECONOMICA AL RITMO DELLA CINA: +8,1% A FEBBRAIO! (+6,1% A GENNAIO!)
IL NORD, giovedì 8 maggio 2014
BUDAPEST - La crescita della produzione industriale ungherese ha un'accelerazione insapettata perfino per gli analisti più ottimisti. Gli ultimi dati resi noti per il mese di febbraio 2014 mostrano un tasso di sviluppo e di crescita che è il più alto e veloce degli utlimi tre anni. Questo indicano i dati preliminari dell'Ufficio Centrale di Statistica ungherese resi pubblici ieri.
L'indice della produzione industriale è aumentato di uno straordinario 8,1% anno su anno a febbraio, dopo una crescita del 6,1% nel mese di gennaio. Gli economisti avevano previsto una crescita del 5,9 per cento.
La produzione è cresciuta per il sesto mese consecutivo. Nei primi due mesi dell'anno, la produzione industriale è aumentata mediamente del 7,1% rispetto a un anno fa. L'ufficio statistico è prevista per rilasciare i dati dettagliati sulla produzione industriale il 14 aprile.
Questo risultato porta l'Ungheria ad affiancare addirittura la Cina quanto a sviluppo dell'attività economica industriale e manifatturiera. E' fuor di dubbio che questo risultato sia la prova provata della giustezza delle scelte politiche del governo Orban, che ha reciso le catene che costringevano l'Ungheria a sottostare alle folli politiche economiche dell'Unione Europea e della Banca Centrale Europea.
Bruxelles e Francoforte sono state abbandonate da Orban al loro destino infausto, e infatti mentre l'Ungheria sta crescendo al ritmo di Shanghai, la Zona euro si sta inabissando come il Titanic.
Non pensiamo servano molte altre parole per far capire che senza l'euro-BCE si prospera, con l'euro-BCE si muore.
max parisi
venerdì 9 maggio 2014
Arrestati gli ex banchieri Magnoni e Toschi
Fratelli magnoni, truffa a casse dei giornalisti, periti e ragionieri
Pubblicato il 9 maggio 2014 09:16 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2014 13:47
di Redazione Blitz
MILANO – Soldi fatti sparire dalle casse di previdenza di giornalisti, ragionieri e periti commerciali. Quella che secondo i pm è una associazione a delinquere. Per questo la mattina del 9 maggio sono stati arrestati i fratelli Ruggero, Aldo e Giorgio Magnoni. Le accuse, oltre all’associazione per delinquere sono di bancarotta fraudolenta, truffa, appropriazione indebita e frode fiscale.
Oltre ai tre fratelli è stato arrestato anche Luca Magnoni, figlio di Giorgio, e altri arresti, tra cui Andrea Toschi e Alberto Ciamperoni, e perquisizioni sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza. I finanzieri avrebbero accertato una distrazione di oltre 100 milioni di euro dal patrimonio della Sopaf, società in regime di concordato preventivo.
I fratelli Magnoni sono personaggi noti della finanza: Ruggero è stato vice presidente Europa di Lehman Brothers, presidente di Nomura Italia (chiamata in causa, per via del derivato Alexandria, nell’inchiesta Mps) e in passato avrebbe partecipato anche alla scalata Telecom, la “madre” di tutte le Opa.
Aldo Magnoni è stato l’ideatore dell‘Oak Fund, pure intervenuto nella scalata Telecom, mentre Giorgio Magnoni e il figlio Luca sono rispettivamente amministratore delegato e consigliere della Sopaf.
Toschi invece è stato in passato presidente di Arner Bank e amministratore delegato della società di gestione risparmio Adenium, controllata al 100 per cento da Sopaf.
Alcuni degli indagati, attraverso la società Adenium, si sarebbero appropriati di fondi per oltre 50 milioni di euro della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri e periti commerciali, e di 7 milioni di euro dell’Inpgi, istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani.
I due istituti sono parti lese nell’inchiesta: perquisizioni per la ricerca di ulteriori prove a carico degli arrestati sono state condotte dalla finanza negli uffici di Paolo Saltarelli, presidente della Cassa di previdenza dei ragionieri, e di Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi.
Privatizzata la vigilanza sulle banche...
Vigilanza sulle banche ai privati? La solita brutta china
Siamo di fronte all'ennesimo provvedimento che toglie sovranità al nostro Paese, per quanto riguarda il decreto Bankitalia. Ci dicono che la Banca d'Italia aveva bisogno di avvalersi di soggetti esterni per i nuovi compiti di vigilanza, perché altrimenti non avrebbe potuto garantire la giusta efficacia e indipendenza. Ma la rivalutazione delle quote e il regalo da 7,5 miliardi alle banche private non servivano, come ci avete raccontato, anche a rafforzare l'indipendenza di Palazzo Koch?
Avevamo anche chiesto con un emendamento di specificare meglio le circostanze di un possibile conflitto di interessi in capo ai soggetti terzi che supporteranno Bankitalia. E la maggioranza, in malafede, lo ha bocciato.
In definitiva ci domandiamo se fosse davvero il caso di aprire le prerogative della Vigilanza, con tanto di segreto d'ufficio, ai privati. La Banca d'Italia non aveva in seno le forze e le professionalità per farlo da sola? Abbiamo la sensazione che si stia prendendo una brutta china.
giovedì 8 maggio 2014
Gruppo Intesa: mancano 344 miliardi. L'AD Messina: "non è un provento"...
Gruppo Intesa: mancano 344 miliardi. L'AD Messina: "non è un provento"...
Blackrock ci rimette più di 11 miliardi di euro
“Se, in casi eccezionali, l'applicazione di una disposizione prevista dai principi contabili internazionali è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico, essa non deve essere applicata”
- Circolare 262 di Banca d'Italia del 22 dicembre 2005 – 2° aggiornamento del 21 gennaio 2014, pag. 14 (pagina 1.2.1 nel testo)
mercoledì 7 maggio 2014
martedì 6 maggio 2014
Fisco, Cgil: “Reintrodurre falso in bilancio e reato autoriciclaggio”
Fisco, le proposte della Cgil: “Reintrodurre falso in bilancio e reato di autoriciclaggio”
La Camusso chiede "una mobilitazione civile che renda espliciti tutti gli effetti negativi del'evasione". E annuncia le proposte del sindacato, "aperte a Cisl e Uil": dalla patrimoniale sulla ricchezza alla tracciabilità delle transazioni oltre i 300 euro

Reintrodurre il reato penale di falso in bilancio e inserire finalmente nell’ordinamento quello di autoriciclaggio. Varare una patrimoniale. Migliorare la tracciabilità dei passaggi di denaro riducendo a 300 euro il tetto all’uso del contante. La Cgil di Susanna Camusso lancia un guanto di sfida sul contrasto all’evasione fiscale. “Servirebbe una vera mobilitazione civile che ne renda espliciti tutti gli effetti negativi”, ha detto la segretaria generale in un passaggio della sua relazione al congresso della Cgil, durante la quale ha attaccato duramente l’esecutivo sul tema del dialogo con le parti sociali. La domanda – rivolta esplicitamente a Cisl e Uil, ma in forma implicita anche al governo – è: voi ci state?
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