mercoledì 4 giugno 2014

Banca d'Italia - Considerazioni finali per l'anno 2013

Banca d'Italia - Considerazioni finali per l'anno 2013 by marco saba

martedì 3 giugno 2014

Carige, sequestro da 5 milioni di euro

Carige, sequestro da 5 milioni di euro a Berneschi, Amisano e Menconi

È il terzo sequestro eseguito dalle Fiamme Gialle. Difficile stabilire quanto possa essere il tesoro accumulato dall'ex presidente dell'istituto ligure che in una conversazione intercettata diceva: "Non mi possono accusare di riciclaggio, perché è una vita che accumulo, da 35 anni". Il denaro era "custodito" in alcuni conti correnti in Carige

Carige
Nuovo sequestro da parte della Guardia di finanza di Genova: questa volta le Fiamme Gialle hanno scovato conti e titoli per un totale di oltre 5 milioni di euro nella disponibilità di Giovanni Berneschi, ex presidente di Carige, di sua nuora Francesca Amisano e dell’ex capo del settore assicurativo Ferdinando MenconiL’ex vice presidente dell’Abi è stato arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e riciclaggio. 
Il denaro era “custodito” in alcuni conti correnti in Carige mentre i titoli venivano gestiti dal centro fiduciario utilizzato nella gestione dei capitali ‘coperti’. In alcuni casi parte del denaro inviato da Berneschi all’estero sarebbe stato fatto rientrare in Italia proprio attraverso il centro fiduciario. Difficile stabilire quanto possa essere il tesoro accumulato da Berneschi che in una conversazione intercettata diceva: “Non mi possono accusare di riciclaggio, perché è una vita che accumulo, da 35 anni”. 
Solo tre giorni fa gli investigatori avevano effettuato il sequestro di un conto intestato a Giovanni Berneschi, sul quale erano depositati 800 mila euro; il secondo conto riconducibile a Berneschi. Sul primo erano depositati 21 milioni di euro. E proprio sabato i magistrati avevano ascoltatoFrancesca Amisano. La donna aveva risposto alle domande del sostituto procuratore Silvio Franz. La donna rinchiusa nel carcere di Pontedecimo, lo stesso dove si trova il suocero, aveva già fatto sapere tramite il suo legale Enrico Scopesi di voler fornire tutte le spiegazioni e chiarire la sua posizione.
Cuore dell’inchiesta le perizie che supervalutavano le società di cui facevano parte alcuni indagati che si autovendevano o autoacquistavano immobili o quote societarie e il denaro recuperato in eccedenza veniva ripulito e riciclato a favore di quelli che gli inquirenti hanno identificato come i capi di un vero e proprio comitato di affari: tra questi Berneschi e Ferdinando Menconi, ex amministratore delegato di Carige Vita Nuova, da dove uscivano i soldi per le operazioni.

sabato 31 maggio 2014

Riciclaggio di denaro e clearing interbancario

Tratto da "Bankenstein", di Marco Saba, 2006
Capitolo 10 - Riciclaggio di denaro e clearing interbancario

“Tra le numerose transazioni molto confidenziali che Ernest ha dovuto trattare durante i tredici anni passati in Cedel, quella che l'ha maggiormente colpito riguarda gli ostaggi americani trattenuti in Iran all'inizio degli anni 80. La Casa Bianca dove Ronald Reagan era stato appena eletto, ha sempre negato di aver versato un riscatto in cambio della loro liberazione. Ma Ernest era al posto giusto per sapere che era falso. Lo stratagemma era indecifrabile a meno di trovarsi nel cuore del sistema, che era appunto il caso suo. Egli ricorda l'ordine urgente ricevuto all'inizio del 1981. Il 16 gennaio la Federal Reserve e la Bank of England (le banche centrali americana ed inglese) gli intimarono congiuntamente l'istruzione urgentissima di trasferire a banche non aderenti a Cedel, sette milioni di dollari in valori mobiliari: cinque milioni da prelevarsi dal conto della Chase Manhattan Bank e due milioni dal conto della Citibank. Gli venne spiegato allora che si trattava di trasferimenti legati alla sorte dei 55 ostaggi americani detenuti da 15 mesi nell'ambasciata americana di Teheran.”
Tratto da: “Révélation$”, di Denis Robert e Ernest Backes, ed. Les Arènes, Parigi 2001

Negli ultimissimi anni, è venuto alla ribalta lo scandalo della società lussemburghese Clearstream (ex Cedel). Il brano di cui sopra implica un'operazione di riciclaggio: il riscatto venne pagato in base ad un accordo stipulato a Parigi, secondo il quale gli ostaggi avrebbero dovuto essere rilasciati SOLO dopo l'elezione di Ronald Reagan a presidente degli Stati Uniti. Clearstream è una società europea di compensazione interbancaria, come ad esempio lo sono Euroclear e SWIFT. Negli USA, ad esempio, troviamo la società di compensazione CHIPS.
Si tratta di “camere di compensazione” o “società di clearing”, secondo la denominazione inglese. Queste servono sia come “trasportatori” di denaro o titoli (azioni, obbligazioni e bond), sia come “notai” che ne registrano le relative transazioni. Le registrazioni sono conservate con cura per risolvere eventuali casi di contestazione da parte dei clienti. Grazie alla potenza informatica di queste società di clearing, un portafoglio titoli può cambiare di mano, anche trenta volte al giorno, viaggiando – virtualmente - attraverso una dozzina di piazze finanziarie diverse. Presso queste società vi sono conti aperti ufficialmente da banche ed istituzioni finanziarie che periodicamente effettuano delle transazioni informatiche per aggiornare le relative posizioni Dare-Avere. Si è scoperto che, oltre ai conti delle istituzioni finanziarie, in Clearstream vi erano conti di privati e di società multinazionali. Inoltre molti conti, più del 50%, erano "non ufficiali" o "non pubblicati". Il 4 agosto 2000, Cedel ha aperto una filiale in Svizzera, a Ginevra, in Rue du Rhône 118, la "Cedel International, Luxembourg, succursale de Genève". L'oggetto sociale era: "Investimento delle liquidità eccedenti sui mercati finanziari internazionali e gestione del relativo portafoglio titoli". Nel suo consiglio d'amministrazione troviamo un italiano: Roberto Civalleri, residente a Scarnafigi, in provincia di Cuneo. Il presidente ed il vicepresidente sono invece americani: Robert R. Douglass e David Van Pelt. La società venne radiata, dalla camera di commercio di Ginevra, prima dell'uscita di questo libro: il 13 luglio 2003. In un articolo recentemente apparso su "La lettre du blanchiment", un banchiere francese ha chiaramente detto, a proposito del riciclaggio, dell'esistenza di un “triangolo delle Bermuda” della finanza internazionale (Clearstream, Euroclear e Swift).
l       Euroclear. Emanazione di JP Morgan, serve principalmente per riciclare quanto sottratto alla comunità europea tramite il signoraggio: circa 6.134 miliardi di euro - M3 - al dicembre 2003. Il debito pubblico della UE era pari al 61% di tale cifra, ovvero 3.795 miliardi. Euroclear si è fusa con la camera francese di compensazione SICOVAM.
l       Clearstream. Questa cooperativa bancaria, che prima si chiamava Cedel, venne creata nel 1971 per facilitare gli scambi internazionali di azioni ed obbligazioni. Ha 1700 dipendenti in sette paesi, tra cui gli Usa, l'Inghilterra e la Germania. Nel 2000 è stata acquistata per metà da Deutsche Boerse Clearing, la camera di compensazione tedesca. Clearstream, nel 2000, trattava circa 450 volte il bilancio del Belgio, qualcosa come 50 trilioni di euro all'anno, una cifra paragonabile a quanto trattato annualmente da Euroclear. Nelle sue casse, nel 2000, aveva depositati qualcosa come 9000 miliardi di euro. Ha un esercito di consulenti profumatamente pagati, in particolare troviamo vari responsabili politici del Lussemburgo. Recentemente ha ammesso errori contabili per un totale di 1,7 trilioni di euro (l'equivalente del debito pubblico del terzo mondo), senza che nessuno sollevasse obiezioni. Serve per riciclare - principalmente con titoli - quanto indebitamente ottenuto dalle banche col meccanismo della riserva frazionaria-inflazionista [Nota: Il valore convenzionale totale delle banconote denominate in Euro è di circa 425 miliardi (M1). Il valore totale degli Euro circolanti, compresa la moneta bancaria (M3), è circa 6.134 miliardi. Le riserve d’oro fino della Banca Centrale Europea sono 9.404 tonnellate. Il prezzo dell’oro fino è di 11,569 Euro per grammo, pari a 327,9764 Euro per oncia. Il valore delle riserve d’oro fino della Banca Centrale Europea è di 108,8 miliardi di Euro. Quindi, il valore della garanzia (riserve d’oro) è pari al 25,6% delle banconote denominate in Euro ed al 1,773% degli Euro in circolazione.] Clearstream, comunque, non disdegna le banche centrali. La Federal Reserve ha sette conti su Clearstream, di cui 5 non pubblicati. La Banca d'Italia vi ha aperto almeno un conto non pubblicato. Anche la Banca centrale dell'Iran vi possiede un conto non pubblicato.
l       SWIFT.  Si tratta di una società d'instradamento finanziario che trasporta gli ordini di trasferimento di contante tra settemila istituzioni finanziarie. Trasferisce 3.000 miliardi di euro al giorno con sei milioni di ordini trattati quotidianamente. Il sistema permette dei trasferimenti a cascata, in una serie di paradisi fiscali, in pochi secondi. Swift conserva gli archivi delle transazioni solo per pochi mesi: si tratta di una decisione arbitraria. Questo sistema, completamente cieco poiché le informazioni trattate vengono cifrate, viene costantemente attaccato dalle autorità che si occupano di lotta contro il riciclaggio. Anche  presso Swift esistono dei conti non pubblicati. Swift rappresenta l'hub di ingresso e di uscita della liquidità riciclata.

giovedì 29 maggio 2014

Carige, spunta la «pista» della Sgr

Carige, spunta la «pista» della Sgr

3logo Sole24Ore
Stefano Elli
MILANO
http://www.assinews.it/articolo_stampa_oggi.aspx?art_id=23793

La notizia delle dimissioni in blocco della maggioranza dei consiglieri di Centro Fiduciaria, la società fiduciaria della Carige, data ieri dal Sole 24 Ore, potrebbe certo essere letta con un'ovvia scelta di arretramento per consentire all'assemblea, di rinnovare gli organi amministrativi dopo il terremoto giudiziario che sta scuotendo la banca genovese. Ma potrebbe anche essere letta in modo difforme. È datata 2009, infatti, un'altra ispezione, della Banca d'Italia, condotta presso la Carige Asset management Sgr, la società di gestione del risparmio del gruppo sino al dicembre 2013, data in cui venne acquisita da Arca Sgr. Si tratta di un'ispezione di quattro anni antecedente alle due verifiche avviate nella capogruppo, datate luglio e settembre 2013 i cui esiti sono stati all'origine dell'inchiesta. Il capo degli ispettori alla Sgr della Carige era Eugenio Gubitosi e lo specialista del team in materia di antiriciclaggio era Salvatore Ricci, già in forza all'ufficio antiriciclaggio dell'Ufficio italiano dei cambi e, attualmente, consulente tecnico d'ufficio per varie procure italiane.

CARIGE: assunti figli, fratelli, padri, amanti di magistrati


QUELL’ASSE BANCARIO GENOVA-VATICANO - ANCHE PAPA FRANCESCO HA “INDAGATO” SU CARIGE E LO IOR – DALLE INTERCETTAZIONI UN INQUIETANTE INTRECCIO DI RAPPORTI: “C’AVEVAMO DIPENDENTI DENTRO 28 PERSONE, FIGLI, FRATELLI, PADRI O AMANTI DI MAGISTRATI LIGURI”

Secondo l'ex presidente di carige berneschi, alla fine del 2013 il papa chiama i tre vescovi del ponente ligure per chiarire l'intreccio tra la fondazione e lo Ior (che sarebbe dovuto diventare socio forte dell'istituto di credito ma non l'ha mai fatto)…

Giuseppe Filetto e Marco Preve per "La Repubblica"
Anche papa Francesco ha "indagato" su Carige e lo Ior. Le intercettazioni dell'inchiesta che ha portato agli arresti l'ex presidente della banca genovese, confermano l'esistenza di quell'asse bancario Genova-Vaticano che nasconde ancora segreti. E rivelano un inquietante intreccio di rapporti tra l'istituto diretto dal vicepresidente nazionale dell'Abi Giovanni Berneschi e la magistratura ligure: «C'avevamo dipendenti dentro 28 persone, figli, fratelli, padri o amanti di magistrati liguri » dice Ferdinando Menconi ex ad del comparto assicurativo anche lui ai domiciliari.
GIOVANNI BERNESCHI FOTO INFOPHOTOGIOVANNI BERNESCHI FOTO INFOPHOTO
GLI AFFARI CON IL VATICANO
In un'intercettazione dell'11 novembre del 2013, racconta il verbale dei finanzieri della tributaria che «Berneschi parla di papa Francesco che avrebbe chiamato i tre vescovi del ponente ligure a Roma per chiarire la faccenda legata allo Ior. Due giorni fa Berneschi dice di aver ricevuto monsignor Luigi Molinari il quale per conto di Bagnasco (Angelo, cardinale di Genova e presidente Cei, ndr) voleva sapere cosa era successo tra la Fondazione e lo Ior».
Si tratta dell'operazione del 2010 voluta dal presidente di Fondazione Carige Flavio Repetto (nemico giurato di Berneschi). In pratica 100 milioni di euro di obbligazioni acquistate dallo Ior che però non si trasformarono in azioni come preventivato e vennero poco dopo rilevate dalla Fondazione la quale, peraltro, non incassò i diritti visto che «aveva deliberato di metterli a disposizione dello Ior».

CARIGE: FALSO IN BILANCIO E OSTACOLO ALLA VIGILANZA


CARIGE CORROTTA, LIGURIA INFETTA - ALL'INCHIESTA SULLA BANCA GENOVESE SI INTRECCIA QUELLA SU SCAJOLA, CON CUI L'EX PRESIDENTE BERNESCHI AVEVA STRETTO UN PATTO DI ACCIAIO CHE CORREVA PER TUTTA LA LIGURIA


Alessandro Scajola, fratello di Claudio, è stato vicepresidente di Carige fino alla fine di settembre. Così ieri non è passato inosservato il summit in procura a Genova dei magistrati dell’antimafia calabrese, di ritorno dalla perquisizione della villa dell’ex ministro a Imperia, con i colleghi che seguono l’inchiesta su Carige...

Teodoro Chiarelli per ‘La Stampa'
Il giorno più atteso è arrivato. Oggi l'ex presidente di Carige, Giovanni Berneschi, arrestato una settimana fa nell'inchiesta "Mungi la mucca", sull'associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio ai danni della banca, sarà interrogato nell'ufficio del gip Adriana Petri. I pubblici ministeri Piacente e Franz, chiedendo la proroga delle indagini a carico di Berneschi, hanno ipotizzato nuove accuse: falso in bilancio e ostacolo all'attività di vigilanza. Ieri il suo vecchio sodale e compagno di scorribande truffaldine, Ferdinando Menconi, ex ad Carige Vita Nuova - pure lui ai domiciliari - si è avvalso della facoltà di non rispondere.
BANCA CARIGE E LA NUOVA BANCA CARIGE ITALIABANCA CARIGE E LA NUOVA BANCA CARIGE ITALIA
L'affaire Carige si presenta sempre più come un pozzo senza fondo. Ai già corposi filoni genovesi si somma, infatti, l'inchiesta di Savona con 34 indagati (fra i quali lo stesso Berneschi e l'ex direttore generale Ennio La Monica) per i prestiti facili concessi al gruppo (poi fallito) Geo, dell'imprenditore di Albenga, Andrea Nucera, latitante a Dubai. Un crac da 400 milioni: 100 verso l'Erario, 250 verso le banche, 50 verso altri creditori.
Ma altri scenari si vanno delineando. Riguardano i rapporti fra i due ultimi arrestati eccellenti della Liguria: Berneschi e Claudio Scajola, già ministro degli Interni e dello Sviluppo, uomo di punta di Forza Italia, reuccio di Imperia, soprannominato "Sciaboletta".

mercoledì 28 maggio 2014

DENARO: SCHEMA DELLA FRODE BANCARIA

Vale sia per banconote che denaro virtuale, sia con banca nazionale che non, sia con euro che con dollari, yen, sterline, neolire, etc. Se non si rettificano i bilanci, se non si accredita il denaro alla banca all'emissione, il gioco dei banchieri è fatto !

Mediobanca, Nagel: la famiglia scappa a Londra

MEDIOBANCA GRAND HOTEL: GENTE CHE VA, GENTE CHE VIENE.

L’indagine milanese (e ora anche torinese) che ha colpito con l’accusa di aggiotaggio l’amministratore delegato di UnipolSai Carlo Cimbri sta destando non poche preoccupazioni in Mediobanca, regista dell’operazione di fusione. Al di là di alcuni pettegolezzi che circolano con insistenza nella City milanese – e che vedrebbero l’amministratore delegato di Piazzetta Cuccia Alberto Nagel avere spostato a Londra i figli e la famiglia, forse temendo possibili “sorprese” giudiziarie – resta il fatto che la più importante banca d’affari del Paese vuole tutelare l’operazione UnipolSai. Di qui una decisione per certi versi clamorosa che potrebbe giungere a breve con il passaggio di Alfonso Galante, top manager di Mediobanca in quanto responsabile del business FIG (Financial Institution Group) alla direzione generale di Unipol Banca. La controllante Unipol, comunque, smentisce ufficialmente l’arrivo di Galante.