lunedì 28 luglio 2014

I Monti di Pietà come rimedio all’usura delle banche

I Monti di Pietá

Il cambiavalute
I Monti di Pietà come rimedio all’usura delle banche
I Monti di Pietà nascono come enti pubblici dove, posta una somma di denaro come fondo o riserva, si concede una parte di questa stessa somma di denaro come mutuo o prestito a chi ne ha bisogno, per lo più ai poveri, in proporzione di un oggetto prezioso che colui il quale chiede il mutuo depone al Monte di Pietà, a condizione che la somma prestata sia restituita al tempo che è stato fissato (normalmente un anno) il dì del prestito per riottenere l’oggetto impegnato o depositato con un leggero interesseunicamente allo scopo di ammortizzare le spese dei Monti di Pietà e mantenerli in vita di modo che non vadano falliti. Dopo il tempo pattuito, se il mutuo non viene restituito, il pegno è venduto e l’eventuale sovrappiù va a chi ha ottenuto il prestito (mutuatario), mentre l’equivalente del prestito va al fondo del Monte di Pietà.
«Lo scopo di Monti di Pietà è di prestare denaro in cambio di un pegnocon un pagamento minimo di un tenue contributoper coprire le spese di mantenimento di esercizio del Monte e dei suoi impiegati, per combattere l’usura e venire in aiuto delle classi meno abbienti. […]. La fondazione dei Monti di Pietà fu un’innovazione importantissima dal punto di vista sociale, sorta attorno al Quattrocento […] se ne avvantaggiarono quanti non avevano solide garanzie da offrire e sarebbero stati costretti a ricorrere agli usurai» (Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1952, vol. VIII, col. 1378 e 1380, voce “Monti di Pietà”).

sabato 12 luglio 2014

Corso anti-usura per magistrati: In cattedra ci sono gli usurai

Giustizia è morta, venduta agli interessi di banche, banchieri e dei parassiti di Bankitalia
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Corso anti-usura per pm In cattedra le banche (sezione: Adusbef)
di Giorgio Meletti
"Il Fatto Quotidiano" del 12-07-2014
Pagina: 10
Argomenti: Adusbef

Il problema è molto complesso. Da quando il codice penale è stato modificato e il reato di usura non è più tipico dello strozzino ma anche dei banchieri qualora applichino tassi esagerati, le nostre scienze giuridiche si arrovellano : quando si può considerare superato il tasso-soglia oltre il quale scatta il reato? Pare che dopo quasi vent' anni non siano " ancora sopiti i problemi interpretativi", e così il presidente della Scuola Superiore della Magistratura, Valerio Onida, ex presidente della Corte costituzionale, ex candidato a sindaco di Milano ed ex saggio di Giorgio Napolitano, ha avuto un' idea notevole. Ha organizzato un corso di formazione per magistrati in collaborazione con l' Abi (associazione bancaria italiana) e con la Banca d' Italia. Gente che di usura se ne intende, ovviamente, ma con il difetto di essere potenzialmente nel mirino dei magistrati che sono chiamati a formare. I PRESIDENTI di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, hanno preso carta e penna per scrivere una lettera di protesta alle Nazioni Unite, alla Corte Europea per i diritti dell' uomo, al presidente Napolitano, al premier Matteo Renzi e al ministro della Giustizia Andrea Orlando. Chiedono che Onida sia severamente censurato, e lo fanno con parole forti : " Chi ha ordito questa turpe trovata merita di essere sollevato dagli incarichi. Tanto al fine di evitare che altri magistrati magari siano costretti in futuro a partecipare a corsi antimafia a Corleone, nelle ville di Totò Riina o Bernardo Provenzano". Il corso si tiene il 14 e il 15 luglio prossimo nella sede dell' Abi, gentilmente messa a disposizione dal presidente dell' Abi, Antonio Patuelli. Colpisce che settanta magistrati provenienti da tutta Italia vengano mandati a scuola di usura presso un' associazione che si è trovata in pochi giorni con un vicepresidente arrestato, Giovanni Berneschi ex presidente di Carige, e uno indagato, Emilio Zanetti, ex presidente di Ubi-Banca. Lo stesso Patuelli deve la nomina alle dimissioni del predecessore Giuseppe Mussari, travolto dallo scandalo Montepaschi e oggi rinviato a giudizio anche per usura. Competenza per competenza, non si capisce perché non abbiano invitato anche Mussari a spiegare ai magistrati in cerca di formazione professionale i segreti dell' usura. C' È PERÒ, tra i docenti, Paola Severino, ex ministro della Giustizia e penalista di primo piano. Prima di diventare Guardasigilli a novembre 2011, era impegnata nel processo sull' aeroporto di Ampugnano che coinvolgeva Mussari e altri esponenti del Monte dei Paschi. E proprio a causa della nomina dovette abbandonare la difesa di una banca accusata di usura. Non è dato sapere se le due giornate di aggiornamento professionale prevedano anche esercitazioni pratiche. Ci sarebbe un ottimo caso di scuola a disposizione, l' inchiesta per usura del pm di Trani Michele Ruggiero, che vede indagati, tutti insieme, il presidente della Rai Anna Maria Tarantola come ex capo della Vigilanza della Banca d' Italia, l' ex ministro dell' Economia Fabrizio Saccomanni in quanto ex direttore generale della Banca d' Italia, e poi i capi o ex capi di alcune della maggiori banche italiane : Luigi Abete e Fabio Gallia della Bnl, Alessadnro Profumo di Unicredit e il suo successore Federico Ghizzoni, Mussari per il Montepaschi insieme all' ex vicepresidente Francesco Gaetano Caltagirone, di cui Severino è da sempre difensore di fiducia. Peccato solo che il pm Ruggiero non sia stato invitato al corso, poteva essere l' occasione per i vertici di Abi e Bankitalia, e per la stessa Severino, di spiegargli per le vie brevi l' eventuale esagerazione delle sue ipotesi investigative. Per Adusbef e Federconsumatori, che hanno sollevato il problema, in gioco c' è la separazione dei poteri, " il doveroso distacco tra Abi e Ordine Giudiziario il cui collante risalente nel tempo stride con un paese ad ordinamento costituzionale e democratico". Una questione antica. Nel 2010 Lannutti, da senatore, interrogò il ministro dell' Economia Giulio Tremonti e il Guardasigilli Angelino Alfano, per sapere come mai l' Abi, con il patrocinio del ministero della Giustizia, avesse " sviluppato un progetto di formazione e-learning destinato a magistrati, cancellieri, avvocati e a tutti gli operatori del settore giudiziario per favorire la conoscenza e l' adozione degli strumenti del processo civile telematico". E riproponendo il tema della società Asteimmobili, costituita dall' Abi per gestire l' esecuzione dei fallimenti. Un' altra invasione di campo.

Associazione MORALIZZARE LA MAGISTRATURA:

Associazione MORALIZZARE LA MAGISTRATURA:
Iscriviti e aiutaci, perché la nostra rovina è che la magistratura è collusa con l’apparato, le banche, il bilderberg ecc, e ‘lavora’ solo per rallentare e sabotare la giustizia per sottrarre queste entità criminali alle condanne e distogliere da esse la società con processi che non cambiano niente.
Agli Avvocati: organizziamoci per far eleggere candidati di MORALIZZARE LA MAGISTRATURA nei Consigli Forensi e nell’OUA, perché i colleghi che ci rappresentano oggi non mostrano, per motivi meglio noti a loro, sensibilità a queste cose, e sprecano quindi il nostro consenso.

È ovvio che, se siamo illecitamente governati e sfruttati da lobby, banche, fisco, bilderberg, è perché la magistratura è collusa con loro e li sostiene.
Dobbiamo dunque aggregarci per moralizzarla rendendo nota il più possibile la sua corruzione.
Quanto invece a noi avvocati, dobbiamo assolutamente organizzarci per far eleggere candidati di MORALIZZARE LA MAGISTRATURA nei Consigli Forensi e nell’OUA, perché i nostri attuali rappresentanti non mostrano purtroppo sensibilità alla gravissima circostanza che, quando il gendarme si allea con il ladro, la società non ha più strumenti per reagire.
Mentre, quanto ai buoni magistrati, auspichiamo aderiscano anch’essi copiosi, perché la corruzione giudiziaria è innegabile, e nessuno più di loro ha interesse alla moralizzazione della categoria.
Bisogna quindi cessare i discorsi deboli, le vaghe proteste, gli eufemismi, i giri di parole, e denunziare apertamente e pubblicamente la collusione di massa tra magistratura, lobby e banche.

venerdì 11 luglio 2014

Economia: solo la Madonna dei debitori può salvare l'Italia ?

COMUNICATO STAMPA

Economia: solo la Madonna dei debitori può salvare l'Italia 

dalla guerra e dal tracollo economico.


https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=675610032516772&id=600417636702679&fref=nf

È quanto sostiene il noto economista Italiano Marco Saba che in una nota afferma:"Le politiche di austerità ed indebitamento promosse dai controllori occulti di Draghi, il comitato-ombra che fa capo all'istituto Bruegel, rischiano di portarci ad una guerra europea poiché la domanda interna non è adeguatamente sostenuta dal reddito dei consumatori, sempre più disoccupati, indebitati e continuamente colpiti da una fiscalità sperequativa e sadica". E aggiunge: "Si rischia di ripetere il triste copione della crisi del 1929 e della seguente guerra mondiale. Infatti, con una guerra si permette all'industria di produrre e lanciare dei prodotti - le bombe - senza la necessità di avere dei consumatori finali disposti ad acquistarli...  
Già nel 1932 Enrico Cuccia ammoniva che non ha senso continuare ad estendere il credito alle banche ed alle industrie senza prima redistribuire potere d'acquisto ai consumatori oggi bloccati dal sovraindebitamento pubblico e privato. Occorre individuare chi sono i creditori che si nascondono dietro ai fantasmi giuridici residenti nei paradisi fiscali per ritrovare un paradiso terrestre dove chi crea la moneta gratis abbia almeno la decenza di redistribuirne gran parte al resto della comunità."
.Se il 13 settembre 1959 l’Italia venne consacrata al Cuore Immacolato della Vergine Maria, questa volta si vuole rinnovare l’affidamento perché solo un intervento divino potrà' salvare il paese dalla catastrofe. Il Gesuita Ernesto Santucci, noto per le sue opere di carità' in Albania e a Napoli,nonché ispiratore del movimento "Madonna dei debitori" ha dichiarato : "al momento mi sembra più importante viverlo, realizzarlo, entrare in questo affidamento, perché sia realmente nostro… vorrei invitare ad entrare in questo affidamento già fatto, perché sia realtà vissuta da noi ogni giorno e cresca così una Chiesa realmente mariana».

Risparmiatori Sci risarciti, condannate sette banche


I RISPARMIATORI SCI RISARCITI, CONDANNATE SETTE BANCHE
Premio Guido Carli Federico GhizzoniPREMIO GUIDO CARLI FEDERICO GHIZZONI
 (l.fer. ) Sette istituti di credito, seppure già archiviati in sede penale dall’accusa di insider trading, sono stati condannati dalla Cassazione civile a risarcire 14 risparmiatori per il danno indiretto arrecato ai loro investimenti in Borsa con l’utilizzo di informazioni «assolutamente privilegiate e confidenziali»: notizie grazie alle quali Credito Italiano (Unicredito), Cariplo (Banca Intesa), San Paolo Imi, Banca di Roma (Capitalia), Crt, Carige e Centrobanca nell’estate 1997 si alleggerirono, guarda caso appena in tempo, delle azioni detenute nella «Sci costruzioni», società genovese in crisi ma di cui i risparmiatori nello stesso periodo comprarono titoli fidandosi del proclamato impegno delle banche azioniste nel piano di risanamento.
carlo messina e moglieCARLO MESSINA E MOGLIE

A contare, nella sentenza con la quale la terza sezione della Cassazione ha confermato il verdetto di Corte d’Appello del 2007 che a sua volta aveva sposato la linea del Tribunale civile di Milano nel 2004, non è tanto l’entità del risarcimento ai risparmiatori patrocinati dall’avvocato Cino Raffa Ugolini, attorno ai 100.000 euro, ma è il principio.

La «Sci» fallì il 20 marzo 1998, ma ancora l’estate prima il bilancio la dipingeva come un’impresa in via di risanamento gestito dal Comitato ristretto delle banche creditrici, con il pieno sostegno finanziario appunto degli istituti di credito. Peccato che la realtà fosse invece quella del promemoria «strettamente riservato» che l’advisor legale «Vitale e Borghesi & C.» aveva consegnato alle banche il 10 giugno 1997, 20 giorni prima dell’approvazione del bilancio.

Lì le banche decisero che era il momento non solo di non mettere più un quattrino nella società, ma anche di uscirne a razzo prima del tracollo, tra agosto e ottobre 1997 «dismettendo alla chetichella gran parte dei titoli posseduti», per usare l’espressione del Tribunale milanese.
GIOVANNI BAZOLI E GIUSEPPE GUZZETTIGIOVANNI BAZOLI E GIUSEPPE GUZZETTI

Così le banche salvarono dal crac 37 loro milioni di euro, e contribuirono «a illudere i fruitori del mercato che vi fosse un rastrellamento da parte di raiders». Colpa di quella «discrasia informativa» lamentata nella motivazione del Tribunale: «Il mercato borsistico non può essere giudicato come un territorio di giocatori d’azzardo, perché una simile prospettiva genererebbe solo sfiducia verso un mercato su cui si fonda l’intera economia di un Paese industrializzato»

mercoledì 9 luglio 2014

Lettera a Papa Francesco sul peccato originale della moneta bancaria

Lettera a Papa Francesco sul peccato originale della moneta bancaria

Peccato originale della moneta bancaria e suo emendamento
Lettera a Papa Francesco
28 Giugno 2014

Santità,

Le scrivo l'essenziale di quanto ho scoperto in merito al peccato originale commesso all'atto della creazione della moneta bancaria moderna e come porvi rimedio tramite un semplice accorgimento di rettifica contabile. Il tutto allo scopo di sopperire all'impossibilità attuale di adottare la dottrina sociale della Chiesa finché perdurerà tra i fedeli l'adozione di una moneta bancaria asociale e corrotta che genera all'origine ogni sorta di ostacolo ed esclusione sociale nonché il sovvertimento dei diritti naturali delle persone. Nella stesura dello scritto che segue ho tratto ispirazione dal lavoro d'incredibile attualità di Nicolas Oresme, Vescovo di Lisieux nel 1377 (Traité des monnaies). Premetto che sarebbe utile io fossi presente qualora si discutesse in commissione finanze quanto segue, allo scopo di ribattere verbalmente ad eventuali obiezioni e per dimostrare scolasticamente le verità che espongo

Problema: La creazione della moneta bancaria non confessata

Nella pratica quotidiana ordinaria le banche creano moneta virtuale senza confessarne la creazione a loro favore nella contabilità ufficiale. Esempi: prestiti, mutui, assegni circolari, operazioni di cambio ed operazioni di deposito di contante. Ogni volta che la banca deve effettuare un impiego di moneta, essa la crea all'istante ma non la registra nella contabilità nella voce delle sue entrate. Non ne confessa la creazione a proprio vantaggio al puro scopo di ingannare il pubblico pretendendo di essere la banca un "istituto d'intermediazione finanziaria" quando invece è principalmente un istituto d'emissione di moneta bancaria (virtuale o cartacea, nel caso delle banconote). Con questo peccato originale il banchiere tiranno e bandito ottiene vari scopi malefici:

Scopi malefici conseguenti

1) Giustifica il suo guadagno non già dal signoraggio del 100% percepito su tutto il denaro virtuale che crea, il capitale, ma tramite l'introduzione degli interessi, dell'usura, che ha lo scopo principale di giustificare un guadagno bancario agli occhi del grande pubblico ingenuo. La gente crede infatti che le banche guadagnino dal differenziale tra gli interessi passivi pagati ed interessi attivi percepiti, mentre invece il grosso del guadagno bancario deriva dal reddito monetario effettivo (il signoraggio moderno) e riguarda il 100% di tutta la moneta circolante e, se confessato, renderebbe inutile e superflua l'applicazione degli interessi su prestiti e depositi. L'usura quindi è inutile, oltreché dannosa e illegale; 2) Inganna le autorità fiscali sul reale guadagno bancario in modo da evitare le tasse;
3)Inganna gli azionisti della banca sul reale guadagno dell'esercizio in modo da evitare la distribuzione di equi dividendi sulle azioni;
4) Crea un enorme falso buco contabile che dovrà essere ricoperto espropriando ingiustamente la comunità dei frutti del suo lavoro;
5) Crea una massa di denaro irresponsabile ed invisibile alla contabilità che - quando rientra come riflusso bancario - viene registrato solo come flusso che azzera i conti debitori, ma la sostanza rimane disponibile alla banca che può riciclarla segretamente tramite i canali di compensazione interbancari (Euroclear, Clearstream e SWIFT in Europa) addirittura usando conti non pubblicati, una specie di libro segreto virtuale che ricorda il libro segreto dei banchieri toscani usato dal 1200 in avanti. L'entità complessiva di tale denaro fantasma per l'anno 2013 in Italia ammonta a oltre 1400 miliardi di euro, 90% del PIL.

Ipotesi di uso degenere del denaro fantasma prodotto dal nulla

Si può facilmente immaginare che questo denaro fantasma venga poi usato per gli scopi più turpi (corruzione, destabilizzazione, illecito arricchimento, operazioni sporche, ecc..) che solo un'indagine interna approfondita sull'utilizzo effettivo dei conti internazionali della banca potrebbe rivelare.Soluzione: il rimedio al peccato originale bancario è la confessione contabile. Occorre quindi che ogniqualvolta la banca crea denaro, provveda immediatamente ad accreditarlo nelle sue entrate, prima di registrarlo nelle uscite.

Clonazione del denaro

Ad esempio, quando il cliente effettua un deposito contante, la banca crea denaro virtuale sul conto del cliente, ma non provvede a distruggere contemporaneamente il contante, raddoppiando così la quantità di denaro versato (clonazione). Deve invece provvedere a registrare a suo favore il denaro creato per evitare che il contante rimanga IN NERO nella sua disponibilità. Allo stesso modo, quando la banca presta denaro, prima di accreditarlo sul conto del cliente, prima di creare quindi il DEPOSITO, deve accreditarlo nelle sue ENTRATE e - solo dopo - nelle USCITE all'atto del prestito.

Impossibilità di andare in rosso

In questo modo la banca non potrebbe mai andare in rosso, cosa assurda per un istituto d'emissione monetaria, ed otterrebbe il suo guadagno di fine anno dalla differenza tra TUTTO il denaro creato e le spese d'esercizio della banca stessa.

Doverosa Rettifica Contabile e Benefici

Occorrerebbe quindi che tutte le banche rettificassero i bilanci passati, almeno dal 2013, per ottenere una situazione effettiva delle finanze bancarie e per impedire che i banchieri disonesti continuino ad obbligare la comunità dei fedeli a dissanguarsi in eterno per coprire i falsi passivi. I benefici per la prima banca che deciderà di adottare tale sistema contabile rettificato sono evidenti: possibilità di evitare interessi ed usura; onestà nella gestione che diventa redditizia non solo per la banca ma per tutta la comunità.

Legalità della rettifica contabile - Secondo razio normativa attuale

La rettifica contabile suggerita, la confessione contabile, avviene nel rispetto delle norme IAS8 e della circolare 262 della Banca d'Italia del 22 dicembre 2005 e secondo l'aggiornamento del 21 gennaio 2014, che così recita: “Se, in casi eccezionali, l'applicazione di una disposizione prevista dai principi contabili internazionali è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico, essa non deve essere applicata” (pag. 1.2.1). Mi limito a queste brevi note rendendomi disponibile per un approfondimento qualora Sua Santità lo ritenesse degno d'attenzione e ringrazio per la pazienza dedicata alla lettura della presente.

Cordialmente,

Marco Saba

Direttore della Ricerca Centro Studi Monetari

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