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lunedì 25 novembre 2013
Unione (bancaria) Europea: una compilation di colpi di stato
Nel 2011 ci fu un complotto per costringere Berlusconi a dimettersi. Per Napolitano si configura l’ipotesi di reato di alto tradimento e attentato alla Costituzione
di Magdi Cristiano Allam
domenica 24 novembre 2013
SENZA VERGOGNA: IL GOVERNO IN MANO ALLE BANCHE
IL GOVERNO IN MANO ALLE BANCHE - L'ESECUTIVO ALFETTA IMPACCHETTA SEI REGALI PER IL MONDO BANCARIO
Sconti fiscali, paracadute sui derivati, rivalutazione quote Bankitalia, garanzia della Cdp sui prestiti alle Pmi, privatizzazioni, bad bank per i prestiti non rimborsati - Palazzo Chigi ha provato a dissimulare i favori agli istituti in diversi veicoli normativi, metterli insieme e' stata una caccia al tesoro…
Francesco De Dominicis per "Libero"
Tenere il conto non è affatto facile. Un po' perché sono parecchi un po' perché vengono nascosti e non pubblicizzati. Il pallottoliere (per ora) si ferma a sei: sono i regali del governo di Enrico Letta alle banche italiane. Alcuni sono già messi nero su bianco negli atti ufficiali, altri saranno formalizzati tra pochi giorni, qualcuno è un progetto in fase piuttosto avanzata. L'operazione congegnata a palazzo Chigi ruota per lo più attorno alla legge di stabilità - su cui il Governo si appresta a chiedere la fiducia - e ai cosiddetti decreti collegati. Ma non solo.
In pratica, Letta ha preferito distribuire in più veicoli normativi i favori concessi ai banchieri invece di metterli tutti insieme in un solo provvedimento. Opzione, quest'ultima, che avrebbe comportato il rischio di farsi «sgamare» subito. E in effetti la ricostruzione il dossier è stata una specie di caccia al tesoro. L'opera di dissimulazione del premier, che per l'occasione si è trasformato in uno stratega militare, è stata meticolosa.
Dirigenti falsi all’AdE: nulle tutte le cartelle Equitalia
Dirigenti falsi all’Agenzia Entrate: cartelle Equitalia e avvisi di accertamento nulli!
Sentenza del Consiglio di Stato: rischio illegittimità per 767 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate; conseguente nullità di tutti gli atti fiscali e delle cartelle esattoriali scaturite da atti firmati da tale personale privo di qualifica. Promozioni in bilico.
Lo scandalo che “La Legge per Tutti” aveva sollevato quasi un anno fa con l’articolo “Nulli gli atti di Equitalia e Ag. Entrate: firmati da falsi dirigenti” si arricchisce di un nuovo e interessantissimo capitolo. Ad avvalorare la tesi secondo cui gran parte degli avvisi inviati dall’Agenzia delle Entrate e delle cartelle esattoriali notificate da Equitalia sarebbero nulli è una sentenza appena firmata dal Consiglio di Stato. Ma facciamo un passo indietro per capire cosa sta per succedere.
Lo scandalo era nato da una pronuncia del Tar Lazio [1] (cui poi seguì quella del Tar Messina): la sentenza aveva bloccato le nomine a dirigenti, presso diversi uffici delle Agenzie delle Entrate, nei confronti di numerosi funzionari che, però, non avevano svolto il concorso previsto per legge e, quindi, erano privi dei relativi titoli a dirigenti. In pratica, ben 767 funzionari su 1.143 totali (più della metà) erano stati nominati in modo illegittimo!
Un terremoto vero e proprio: per comprenderne la portata, basti pensare agli effetti che tale pronuncia aveva determinato su tutti gli atti firmati dai falsi dirigenti e sui conseguenti procedimenti che ne erano scaturiti. Se il dirigente è privo di qualifica, anche l’atto da questi firmato è nullo. Nulli, quindi, gli accertamenti e nulle anche le cartelle esattoriali di Equitalia emesse sulla scorta dei primi. Una catastrofe per il fisco!
Pertanto, una legge del 2012 [2] aveva cercato di rimediare al pasticcio. Il libretto delle giustificazioni dello Stato si chiama sempre “sanatoria”: così la legge aveva convalidato gli incarichi affidati senza concorso e, in attesa di espletare le nuove procedure concorsuali, aveva autorizzato anche l’attribuzione di ulteriori incarichi dirigenziali a funzionari delle stesse Agenzie. Insomma, in barba allo scandalo, il perverso ed illecito meccanismo – che travalicava i concorsi pubblici – era stato ulteriormente perpetrato.
Oggi giustizia sembra essere fatta. Una sentenza di qualche giorno fa del Consiglio di Stato [3] rimette tutto in gioco: secondo i Giudici amministrativi di ultima istanza, infatti, la “sanatoria” è incostituzionale. Così, il Consiglio di Stato ha chiamato in gioco la Corte Costituzionale affinché valuti se cancellare per sempre, dal nostro ordinamento, tale scempio normativo.
La conseguenza è che sono nuovamente in bilico i posti per 767 dirigenti “fasulli” e gli atti da questi firmati – ivi comprese le cartelle esattoriali successive – possono essere annullate. Ipoteche, fermi auto, esecuzioni immobiliari, pignoramenti della pensione e dello stipendio potrebbero cadere tutti, in un solo colpo, con la sentenza della Corte. E forse farebbe bene Equitalia ad annullare d’ufficio tutte le cartelle, per evitare un’interminabile contenzioso con tutti i cittadini italiani.
[1] Tar Lazio sent. n. 07636/2011.
[2] Art. 8 comma 24, legge 44/2012.
[3] Cons. St. sent. n. 5451/2013 del 18.11.2013.
giovedì 21 novembre 2013
Grillo: Orban fascista perché "tocca" la banca centrale (?)
Grillo contro Le Pen e Orban: ma cosa stai facendo?
di redazionale - 20/11/2013Fonte: scenarieconomici.it
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qui l’articolo completo ( link diretto)
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Rivalutazione quote Bankitalia, slitta decreto
Rivalutazione quote Bankitalia, slitta decreto, governo aspetta lettera Bce
ROMA (Reuters) - Il governo rinvia a martedì prossimo anche il decreto legge sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia, dal quale il ministero dell'Economia si aspetta nel 2014 un gettito una tantum di poco superiore al miliardo di euro.
"Aspettiamo una lettera della Bce, potrebbe arrivare a giorni", spiega una fonte governativa.
Avvalendosi di un comitato di esperti, Via Nazionale ha indicato in 5-7,5 miliardi il valore corretto delle sue quote a fronte dei 156.000 euro previsti da una legge che risale agli anni trenta.
Il governo vuole rendere le quote scambiabili e introdurre un limite quantitativo massimo per trasformare la Banca d'Italia in una public company.
Qualsiasi decisione richiede tuttavia il parere preventivo della Banca centrale europea.
(Giuseppe Fonte)
Quote Bankitalia: lettera aperta a Sironi, rettore Univ. Bocconi
Quote della Banca d'Italia: lettera aperta a Sironi, rettore dell'Università Privata Luigi Bocconi

Egregio Professore,
apprendo che Lei è stato designato, assieme a Franco Gallo, già Presidente della Corte Costituzionale, e a Lucas Papademos, già Vice Presidente della Banca Centrale Europea e Primo Ministro della Repubblica di Grecia, nel Comitato di esperti di alto livello incaricato di effettuare una valutazione delle quote di partecipazione in Banca d'Italia.
La propaganda mediatica insiste ad attribuire a codeste quote un valore positivo, mentre noi sappiamo che gli assetti detenuti da Banca d'Italia rappresentano il controvalore del signoraggio EFFETTIVO che essa ha distolto contabilmente e che - più prima che poi - dovrà restituire alla Repubblica Italiana.
Nel caso non tanto remoto che la Banca d'Italia venga riconosciuta dall'autorità giudiziaria come una associazione a delinquere e/o di stampo mafioso, ad esempio, e gli indizi son già tanti, è ovvio che saranno i partecipanti alla stessa ad essere chiamati alla sbarra per risponderne penalmente, e non solo. In questo caso la società Banca d'Italia perderà lo status di fantasma giuridico assieme ai partecipanti che saranno chiamati a risponderne in solido penalmente e patrimonialmente, oltreché dei danni ingentissimi apportati nel tempo al popolo italiano. Proprio recentemente la Cassazione ha riconosciuto una ulteriore fattispecie di danni, quella esistenziale, che ben si attaglia alla situazione di parecchi milioni di italiani che ne sono stati vittime..
Ma rimaniamo sulla mera questione contabile e vediamo quant'è il risarcimento che il "sistema Banca d'Italia" verrà chiamato comunque a rimborsare per la falsa contabilizzazione della rendita monetaria. Poiché sappiamo che la rendita effettiva, ovvero il controvalore monetario del denaro creato sotto forma di depositi, prestiti, banconote, etc. ammonta ad almeno 50 volte il debito pubblico, perché sappiamo che i titoli del tesoro sono stati usati TUTTI almeno una volta come base del moltiplicatore (ovvero come riserva frazionaria, che nell'area euro era al 2%), dobbiamo spalmare almeno 100 trilioni di euro di debito tra i partecipanti a Bankitalia come corresponsabilità. Ecco che ci accorgiamo che la quota di partecipazione diventa una vera e propria Liability per l'ente partecipante e che tale Liability assume una dimensione enorme rispetto alla capitalizzazione dei partecipanti stessi. Nel caso della CARIGE, ad esempio, pesa circa 7.200 volte il capitale depositato (dato non consolidato con le eventuali partecipate e relativo alla quota di partecipazione rappresentata dai diritti di voto).
A questo punto diventa evidente che tutti i bilanci delle partecipate sono falsi e vanno corretti e che la posizione debitoria reale - come ho già fatto notare allo SHADOW COUNCIL della BCE - è notevolissima e non più trascurabile.
Spero che Lei voglia tenerne nota nelle sue considerazioni finali, anche senza citarmi personalmente, come si usa, e che faccia poi presente all'amministrazione dello Stato che in questo caso la cifra recuperabile dall'amministrazione non copre solo l'IMU, ma bensì - e senza contare i danni - una quota enormemente superiore al valore recuperabile nell'ipotesi della semplice tassazione delle partecipazioni come fin'ora proposto.
Nella certezza - caro rettore - che vorrà degnare di un commento le mie considerazioni, dopo averne fatto parte gli altri due esperti incaricati, Le rivolgo cordiali auguri di un proficuo lavoro.
Marco Saba
Direttore della ricerca
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org

Egregio Professore,
apprendo che Lei è stato designato, assieme a Franco Gallo, già Presidente della Corte Costituzionale, e a Lucas Papademos, già Vice Presidente della Banca Centrale Europea e Primo Ministro della Repubblica di Grecia, nel Comitato di esperti di alto livello incaricato di effettuare una valutazione delle quote di partecipazione in Banca d'Italia.
La propaganda mediatica insiste ad attribuire a codeste quote un valore positivo, mentre noi sappiamo che gli assetti detenuti da Banca d'Italia rappresentano il controvalore del signoraggio EFFETTIVO che essa ha distolto contabilmente e che - più prima che poi - dovrà restituire alla Repubblica Italiana.
Nel caso non tanto remoto che la Banca d'Italia venga riconosciuta dall'autorità giudiziaria come una associazione a delinquere e/o di stampo mafioso, ad esempio, e gli indizi son già tanti, è ovvio che saranno i partecipanti alla stessa ad essere chiamati alla sbarra per risponderne penalmente, e non solo. In questo caso la società Banca d'Italia perderà lo status di fantasma giuridico assieme ai partecipanti che saranno chiamati a risponderne in solido penalmente e patrimonialmente, oltreché dei danni ingentissimi apportati nel tempo al popolo italiano. Proprio recentemente la Cassazione ha riconosciuto una ulteriore fattispecie di danni, quella esistenziale, che ben si attaglia alla situazione di parecchi milioni di italiani che ne sono stati vittime..
Ma rimaniamo sulla mera questione contabile e vediamo quant'è il risarcimento che il "sistema Banca d'Italia" verrà chiamato comunque a rimborsare per la falsa contabilizzazione della rendita monetaria. Poiché sappiamo che la rendita effettiva, ovvero il controvalore monetario del denaro creato sotto forma di depositi, prestiti, banconote, etc. ammonta ad almeno 50 volte il debito pubblico, perché sappiamo che i titoli del tesoro sono stati usati TUTTI almeno una volta come base del moltiplicatore (ovvero come riserva frazionaria, che nell'area euro era al 2%), dobbiamo spalmare almeno 100 trilioni di euro di debito tra i partecipanti a Bankitalia come corresponsabilità. Ecco che ci accorgiamo che la quota di partecipazione diventa una vera e propria Liability per l'ente partecipante e che tale Liability assume una dimensione enorme rispetto alla capitalizzazione dei partecipanti stessi. Nel caso della CARIGE, ad esempio, pesa circa 7.200 volte il capitale depositato (dato non consolidato con le eventuali partecipate e relativo alla quota di partecipazione rappresentata dai diritti di voto).
A questo punto diventa evidente che tutti i bilanci delle partecipate sono falsi e vanno corretti e che la posizione debitoria reale - come ho già fatto notare allo SHADOW COUNCIL della BCE - è notevolissima e non più trascurabile.
Spero che Lei voglia tenerne nota nelle sue considerazioni finali, anche senza citarmi personalmente, come si usa, e che faccia poi presente all'amministrazione dello Stato che in questo caso la cifra recuperabile dall'amministrazione non copre solo l'IMU, ma bensì - e senza contare i danni - una quota enormemente superiore al valore recuperabile nell'ipotesi della semplice tassazione delle partecipazioni come fin'ora proposto.
Nella certezza - caro rettore - che vorrà degnare di un commento le mie considerazioni, dopo averne fatto parte gli altri due esperti incaricati, Le rivolgo cordiali auguri di un proficuo lavoro.
Marco Saba
Direttore della ricerca
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org
mercoledì 20 novembre 2013
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